Emergenza coronavirus

La parabola della Sardegna: in tre settimane da zona bianca a zona rossa

Da lunedì 12 aprile l'isola, che nell'ultimo periodo ha visto crescere numero di contagi ma anche Comuni in lockdown per l'alta presenza di contagiati, avrà il più grave grado di classificazione

di Davide Madeddu

Coronavirus, Rt nazionale in calo a 0.92: Sardegna a 1.54, Friuli Venezia Giulia a 0.79

3' di lettura

Il “quasi liberi tutti” della “zona bianca” è durato ben poco. Giusto tre settimane. E dopo il passaggio in zona arancione, causa cancellazione della zona gialla, la Sardegna ripiomba in zona rossa. Da lunedì 12 aprile l'isola, che nell'ultimo periodo ha visto crescere numero di contagi ma anche Comuni in lockdown per l'alta presenza di contagiati, avrà il più grave grado di classificazione.

Sardegna “zona rossa”

A far scattare il provvedimento previsto dall'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, l'indice Rt rilevato dal monitoraggio Iss-Ministero della Salute pari a 1,54, il più alto d'Italia e al di sopra della soglia di 1,25 che fa finire le regioni in zona rossa. Dati che, come rimarcato dall'assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, fanno scattare la classificazione anche se «gli altri parametri non sono così brutti come altre regioni».

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Zona bianca, un ricordo

La classificazione della regione in zona bianca risale al 1 marzo, quando dopo tre settimane di monitoraggio Iss-Ministero della Salute si registravano 29,47 casi per 100 mila abitanti e Rt pari a 0,68. La zona bianca, che prevedeva apertura di bar sino alle 21 e ristoranti e pizzerie sino alle 23 e coprifuoco dalle 23.30 è durata sino al 21marzo. Il 22 infatti, causa l'indice Rt pari a 1.08 e un numero crescente di casi, la Regione è stata declassificata e inserita direttamente in zona arancione, causa soppressione della zona gialla.

Gli ultimi dati sui contagi

L'ultimo bollettino ufficiale della Regione parla di 48.315 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati dall'inizio dell'emergenza. In crescita il numero dei contagiati dato che si passa dai 305 del penultimo controllo agli ultimi 380. Si registrano inoltre quattro nuovi decessi (dall'inizio della pandemia sono 1.259). I pazienti ricoverati in reparti non intensivi sono 321 (19 in più rispetto al giorno precedente) e 50 (uno in più rispetto all'ultimo dato) quelli in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.078 mentre i guariti sono complessivamente 30.595 (più 126). Dall'inizio dell'emergenza sanitaria sono stati eseguiti 1.057.452 tamponi, «per un incremento complessivo di 7.955 test rispetto al dato precedente». Il tasso di positività nel rapporto casi positivi-tamponi eseguiti è del 4,7 per cento.

I comuni in lockdown

Negli ultimi giorni è cresciuto anche il numero dei comuni in zona rossa. Sono infatti 16 i centri che hanno deciso di autoisolarsi per via dell'elevato numero dei contagi in rapporto alla popolazione. Dopo la proroga di Bono e Bultei nel Sassarese (all'11 e al 14 aprile) c'è anche Siurgus Donigala, poi Uri (Sassari), che ha prolungato il lockdown sino al 20 aprile. A chiudersi anche Soleminis, Burcei, Villa San Pietro, Donori, Pula, Samugheo, Sindia, Gavoi, Golfo Aranci, Bono, Pozzomaggiore e Sennariolo.

Gli arrivi nei porti e aeroporti

Intanto dal 22 marzo vanno avanti i controlli nei porti e negli aeroporti dell'isola dove, ai passeggeri in arrivo, viene chiesto di presentare certificato di negatività o avvenuta vaccinazione, oppure di sottoporsi al test negli spazi predisposti o in centri convenzionati oppure a quarantena di dieci giorni. Negli ultimi due giorni negli scali sardi sono state controllate più di cinquemila persone (2.557 persone l'otto aprile e 2.846 il 7 aprile). Per il momento però, come chiariscono dalla Regione, non è possibile conoscere il dettaglio sugli arrivi: ossia certificati di negatività o persone vaccinate oppure i risultati dei test. Tra le persone controllate e sanzionate anche qualcuno sbarcato “senza giustificato motivo”

I danni ai settori produttivi

La retrocessione dell'isola in zona rossa avrà pesanti ripercussioni anche sull'economia. Sopratutto quella rappresentata dal settore benessere, laboratori di acconciatura, estetica e ricostruzione unghie. Secondo l'ufficio studi di Confartigianato Imprese Sardegna le perdite per le 3.384 le imprese del settore, di cui 2.886 artigiane, con un totale 5.124 addetti sono stimabili in «almeno 20 milioni di euro». «Una perdita pesantissima per tutto il comparto dei servizi alla persona - chiariscono dall'organizzazione -che faticava a riprendersi dal lockdown di un anno fa».

Dal 12 aprile Italia quasi tutta in arancione e Sardegna in rosso

Emergenza ristori

Per oggi, intanto, a Cagliari i lavoratori agricoli scenderanno in piazza per protestare contro la mancanza di ristori anche nell'ultimo decreto Sostegni nell'ambito dell'iniziativa promossa da Uila Uil, Flai Cgil e Fai Cisl. A protestare saranno dipendenti che operano negli agriturismi e nel settore del florovivaismo che nel 2020 hanno perso milioni di giornate di lavoro e sono precipitati insieme alle loro famiglie in una situazione di totale povertà.Le restrizioni. Da lunedì quindi, spostamenti solamente per lavoro, salute o necessità. Oltre alle chiusure previste in zona rossa. Confermato, infine, il coprifuoco dalle 22.

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