Al via

La Paralimpiade dei record per uno sport più inclusivo

L’edizione di Tokyo, al via il 24 agosto, vede oltre 4.400 atleti in gara. E l’Italia spera di migliorare i già ottimi risultati ottenuti a Rio de Janeiro

di Maria Luisa Colledani

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3' di lettura

Non è mica finita con Jacobs e i quattro moschettieri azzurri della staffetta. A Tokyo possiamo vincere ancora i 100 metri e non sarebbe neanche una sorpresa, perché l’Italia che si affaccia alla Paralimpiade (cerimonia il 24 agosto, alle 13 da noi) porta tre velociste che hanno tre dei quattro migliori tempi mondiali nel 2021 sui 100 metri, categoria T63, quella degli atleti amputati sopra il ginocchio. Ambra Sabatini, primatista mondiale con 14”59, Martina Caironi (15”01) e Monica Contrafatto (15”22) sono pronte a esaltarci come due settimane fa: stessa pista, stessi colori, velocità che si fa meraviglia.

La loro è una storia esemplare di quel che è oggi lo sport. Martina vince l’oro a Londra 2012 sui 100 e, dal suo letto di ospedale, Monica, bersagliera colpita da una bomba in Afghanistan (sì, proprio in quella missione che voleva proteggere e far crescere il Paese oggi di nuovo in mano ai talebani), la vede e si promette di diventare sua avversaria: a Rio 2016, Monica vince il bronzo nei 100, con Martina sul gradino più alto del podio. Ambra è giovanissima, ha 19 anni e a giungo 2019 perde la gamba in un incidente. Dall’ospedale, posta un video mentre fa flessioni: era una mezzofondista, mica poteva fermarsi e si ispira proprio a Martina per tornare alla vita. Il 4 settembre, queste tre ragazze si ritroveranno a Tokyo: «L’attesa è stata lunghissima, mi sembrano passati cent’anni da Rio - dice Caironi - e la competizione tutta azzurra sui 100 mi fa essere ancora più concentrata, soprattutto perché so che Monica e Ambra sono qui perché si sono ispirate a me, come, dopo il mio incidente, mi ero ispirata a Pistorius». E il testimone della testimonianza arriva fino ad Ambra Sabatini: «I video di Monica sono stati la mia forza come i messaggi di Zanardi: ora sento solo energia e felicità», e tortura fra le mani il cubo di Rubik, antistress e portafortuna.

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Pancalli: ci sono le condizioni per migliorare le prestazioni di Rio

Luca Pancalli, presidente del Cip, il Comitato italiano paralimpico, non accetta scuse: «Nonostante le difficoltà legate al Covid e l’assenza dei tifosi, i nostri 115 atleti, di cui 63 donne, si sono preparati bene e ci sono le condizioni per migliorare Rio (39 medaglie, ndr)», in particolare grazie a quelle riserve di allori che sono nuoto, atletica e ciclismo (anche se l’assenza totemica di Zanardi va oltre tutto). «Soprattutto - prosegue Pancalli - mi auguro che Tokyo aiuti a diffondere il messaggio che avvicinare i disabili allo sport è un diritto esigibile, è strumento di inclusione e integrazione, al quale devono corrispondere efficaci politiche attive per aiutare la promozione dello sport in tutte le fasce della popolazione, al di là del fatto che si possa arrivare alle Paralimpiadi. E ricordiamo il discorso di Franklin Delano Roosevelt in cui il presidente invitava a trasformare i disabili da assistiti in contribuenti perché così si farà del bene a noi e a loro». Il Cip mette esperienza e risorse economiche: il 65% dei 27 milioni del bilancio del Cip è destinato all’attività sportiva e 6,2 milioni sono stati stanziati per la spedizione di Tokyo, comprendendo anche i premi medaglia (75mila euro a chi vince l’oro, 40mila per l’argento e 25mila per il bronzo) e assegni mensili a salire per gli atleti élite dal 2021 fino a Parigi 2024.

167 Paesi presenti, oltre 4.400 atleti

Il movimento paralimpico internazionale ha già fatto una rivoluzione copernicana a livello culturale dalla prima edizione di Roma 1960. E Tokyo, pur fra i paletti stretti del Covid, potrebbe essere l’edizione che porta lo sport paralimpico sulla Luna: 167 Paesi presenti (fra cui il team dei rifugiati e cinque all’esordio: Bhutan, Grenada, Maldive, Paraguay, St Vincent e Grenadine) con oltre 4.400 atleti, due sport al debutto (taekwondo e badminton), più di 540 ore di copertura dal broadcaster NHK, prevista un’audience di 4,25 miliardi di persone in 160 Paesi (le prime dirette internazionali sono datate Barcellona 92).

ATLETI, PAESI E MEDAGLIE ALLE PARALIMPIADI
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La programmazione Rai

Anche la Rai in campo con la sua migliore programmazione, coordinata da Riccardo Pescante: una trentina fra giornalisti e commentatori coprirà 13 ore di diretta al giorno dalle 2 del mattino (su Rai 2 e Rai Sport) e una rubrica di approfondimento alle 17,20 (su Rai 2). La vera medaglia a cui puntare, però, sarà emozionarci per i gesti tecnici di questi ragazzi prima che per le loro storie di buio e rinascita. Più tifo, meno retorica: questo farà la felicità degli atleti. D’altra parte, in Giappone, la felicità è nella Costituzione (articolo 13). Perché non cominciare proprio dallo sport? E lasciate nei vocabolari la parola “disabile”.

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