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La partita decisiva su Mes e recovery bond

Nella bozza di risoluzione al voto si conferma la volontà di attivare una “specific credit line”, sottolineando che le ragioni della crisi non sono state provocate dalla responsabilità di un singolo Stato

di Barbara Fiammeri

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Nella bozza di risoluzione al voto si conferma la volontà di attivare una “specific credit line”, sottolineando che le ragioni della crisi non sono state provocate dalla responsabilità di un singolo Stato


3' di lettura

Sono in molti a ritenere che nel Consiglio europeo del 23 aprile si deciderà il destino, se non la stessa sopravvivenza, dell'Unione europea. Ma un assaggio si avrà già nelle prossime ore, in occasione del voto sulla risoluzione che Popolari, socialisti, Verdi e i macroniani di Renew presenteranno al Parlamento europeo (la riunione si terrà come la volta scorsa a Bruxelles per via via telematica) e nella quale si fa esplicito riferimento a una linea di credito “speciale” del Mes e ai recovery bond.

Il confronto di queste ore al Parlamento Ue
La risoluzione è solo un atto di indirizzo non vincolante ma la rilevanza politica è evidente perchè rappresenterebbe una sintesi del confronto/scontro che sta animando la Ue e, come si vede in Italia, il dibattito interno ai singoli Paesi. E infatti presenti e partecipi sono anche la stessa presidente della Commissione Ursula Von der Leyen che ha appena lanciato l’ennesimo appello alla solidarietà.

Le distanze restano
I capitoli sul fronte economico sono i noti: l'adozione di obbligazioni comuni, i cosiddetti recovery bond, e l'uso del Mes, o meglio di una linea di credito ad hoc per sfruttare gli oltre 400 miliardi a disposizione del Meccanismo europeo di stabilità. Nella bozza di risoluzione si conferma la volontà di attivare una «specific credit line», sottolineando che le ragioni della crisi non sono state provocate dalla responsabilità di un singolo Stato.

La linea di credito speciale del Mes
Si tratta di quella linea di credito speciale che in molti ritengono debba essere priva di condizioni per accedervi. Ma su questo punto la stessa proposta di risoluzione non è chiara e conferma che lo scontro è ancora in atto e di non facile composizione. L'unica condizione da parte degli Stati - si legge nella proposta di risoluzione - che ne facciano richiesta è l'uso delle risorse Mes «to support domestic financing of direct and indirect healthcare», quindi misure anti-Covid.

Il rispetto delle regole del Trattato
Le condizioni per il rimborso di questo finanziamento, a lunga scadenza e con tassi di interesse bassissimi, dovrà comunque avvenire nel rispetto delle regole del Trattato, tra cui quella che può essere utilizzato non più del 2% del Pil (per l'Italia equivale a circa 36 miliardi) e saranno strettamente legate al recupero delle economie dei Paesi debitori.

Ma è davvero senza condizioni?
Ora non è chiaro se su come questo recupero debba avvenire il Mes abbia voce in capitolo, cioè se possa imporre, come creditore, scelte di politica fiscale allo Stato debitore. Ed è questo il principale sospetto di chi - come Matteo Salvini e Giorgia Meloni - continua ad essere contrario all'uso del Mes. Senza tuttavia offrire però alternative credibili visto che l'Italia sarebbe comunque costretta a ricorrere al mercato e quindi a indebitarsi a tassi certamente molto più alti.

Conte: "Salvini e Meloni mentono sull'attivazione del Mes"

La partita di Conte e i rischi per il Governo
Proprio per questo il premier, Giuseppe Conte, ha invitato ad attendere la decisione finale per far esprimere il Parlamento italiano, consapevole che l'esito di questa partita potrebbe essere dirimente per la tenuta della maggioranza e quindi per la sopravvivenza del suo Governo. M5S continua a essere ostile al Mes a prescindere. Una linea assai simile a quella di Salvini che ha provocato la reazione degli alleati di Governo, il Pd di Nicola Zingaretti.

La carta dei recovery bond
Nella bozza di risoluzione si fa anche un esplicito riferimento ai recovery bond come strumento aggiuntivo per contrastare gli effetti economici della pandemia all'interno di un pacchetto finanziario che vada oltre il ricorso agli strumenti già esistenti come il Mes, la Bei e la Bce.

Nessuna mutualizzazione del debito pregresso
Il documento non entra nel dettaglio limitandosi a precisare che in ogni caso nessun intervento anti-Covid può tradursi in una «mutualisation» del debito esistente e quindi va circoscritto solo agli investimenti futuri. Una rassicurazione che tuttavia non è stata finora sufficiente a incrinare l'ostilità dei Paesi del Nord, Germani e Olanda in testa.

Per approfondire:

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