Interventi

La partita del post-Covid tra produttività e digitale

di Piero Formica

3' di lettura

La partita post-Covid si gioca sul campo della produttività la cui prestazione molto dipende dagli investimenti nelle tecnologie digitali. Se, come ritengono alcuni tra i più noti economisti internazionali, ad investire saranno le grandi imprese mentre le piccole resteranno molto indietro, i guadagni di produttività arriderebbero ai giganti la cui crescente forza agirebbe da Golia che strozzando la concorrenza ridurrebbe la pressione ad innovare. Per sfidare Golia ci vorranno numerosi David che creino imprese innovando. Riuscirà Golia a sbarrare l'ingresso agli innovatori o ad arrestarne la corsa? Non è stato un caso isolato quello dell'imprenditore Preston Tucker che si scontrò e perse con i giganti dell'auto quando nel 1948 produsse i primi esemplari della Tucker Torpedo T, un modello con soluzioni rivoluzionarie per quel tempo, tra le quali la sicurezza attiva e passiva del mezzo.
Oggi, i David sono in fermento. Secondo un recente sondaggio internazionale di JA Worldwide (Junior Achievement) che prepara i giovani al lavoro e all'imprenditorialità, il 53% dei nati tra il 1997 e il 2007 (la Generazione Z) spera di intraprendere una propria attività entro i prossimi dieci anni. Questa percentuale sale al 65% per coloro che sono già entrati nella forza lavoro. Se il tradizionale percorso verso il posto di lavoro con la successiva scalata alla carriera è da quei giovani visto con pessimismo, la caduta dei costi per avviare una propria attività e la voglia di padroneggiare il proprio destino espongono la Generazione Z all'imprenditorialità.
La nuova imprenditorialità è chiamata a giocare la sua partita sul terreno della valorizzazione commerciale dei variopinti risultati del big bang, con la collisione di bit, atomi, neuroni e geni. La convergenza di chimica, biologia, fisica, informatica e robotica apre vertiginose prospettive d'innovazione che esploratori e creatori di opportunità potranno sfruttare se messi in condizione di farlo. Avendo la possibilità di acquisire i nuovi mezzi digitali della produzione, chiunque può assurgere al ruolo d'imprenditore senza dover ricorrere a intermediari. Il processo di democratizzazione dell'imprenditorialità è dunque in cammino.
L'imprenditorialità emergente è un sistema integrato, con molteplici e sovrapposte dimensioni d'imprenditorialità. Spiccano gli imprenditori rivoluzionari che creano imprese imprenditoriali anziché replicare il modus operandi delle imprese manageriali. Le invenzioni hanno il loro sbocco nell'imprenditorialità tecnologica. L'imprenditoria sociale prende possesso della terra di nessuno tra l'economia e la società. La mobilità internazionale dei talenti è la fonte dell'imprenditorialità geografica di startup a livello mondiale che muovono prodotti e servizi da e verso una varietà di luoghi sulla terra. Comunità di condivisione sono alla base di nuove imprese come quelle delle strade sociali. Progetti per le città intelligenti, basate sulla conoscenza, digitali, cablate, ubique e le loro realizzazioni promuovono l'imprenditorialità civica che trasforma processi e procedure dei governi locali.
Un'imprenditorialità altamente istruita e senza frontiere sta diventando sempre più cruciale in economie sufficientemente aperte per accogliere le acque di un grande fiume alimentato da numerosi affluenti. Si tratta di: gemellaggi internazionali di scienziati e imprenditori di successo; ricercatori e studenti che sfruttano la loro mobilità globale per creare alleanze imprenditoriali non ortodosse con colleghi di altri paesi; investitori che forniscono capitale di rischio a progetti concepiti a livello internazionale; laboratori sperimentali dei processi di ideazione imprenditoriale. È nel punto d'incontro tra i talenti in mobilità e la nuova imprenditoria internazionale che i risultati della ricerca si traducono in beni e servizi commercialmente validi. Le università coinvolte ricevono significativi vantaggi finanziari e ricadute d'imprenditorialità sulle loro comunità di ricerca.
piero.formica@gmail.com

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