Interventi

La partita della Russia sarà decisiva nelle infrastrutture

di Antonio Fallico

(luzitanija - stock.adobe.com)

3' di lettura

La Russia, che si estende da Est a Ovest per quasi 10mila km, sta lavorando senza sosta per sviluppare la sua rete infrastrutturale. Nel prossimo decennio, gli investimenti nel settore ammonteranno a circa 75 miliardi di euro, portando a un miglioramento delle condizioni di viaggio, delle esportazioni e del trasporto interno delle merci.

Secondo un recente sondaggio di EY, nei prossimi 3-5 anni, lo sviluppo dei corridoi di trasporto potrebbe dare una spinta importante alla crescita del settore nel Paese. La maggior parte degli intervistati ha indicato come driver principale lo sviluppo delle reti ferroviarie russe di transito: per il 50% occorre focalizzarsi sulla Via Marittima del Nord, mentre per il 40% sulla tratta Europa – Cina Occidentale.

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Nel 2020, il volume del traffico ferroviario Cina-Europa-Cina ha raggiunto 592 mila Teu (Twenty-foot equivalent unit), pari a una crescita in 1,5 volte rispetto al 2019, e nei primi cinque mesi di quest’anno il traffico di merci è aumentato di 1,8 volte. Il termine di legge per lo spostamento dei container è di 14 giorni: tre volte più veloce rispetto al passaggio via mare attraverso l’Oceano Indiano e il Canale di Suez. In particolare, la maggior parte dei fondi del programma di investimento delle Ferrovie russe (RZhD) verrà utilizzata per la modernizzazione delle vie Baikal-Amur (BAM) e Transiberiana, proprio nei territori della Russia asiatica, vicino alla Cina. Il costo della prima fase è stimato in 5,9 miliardi di euro e si prevede di portare a termine la pianificazione nel 2021, in ritardo causa pandemia. Sempre quest’anno l’azienda avvierà la seconda fase (8,9 miliardi di euro a budget).

Investimenti di questa importanza possono diventare anche un problema, dato che il ritmo dei lavori dovrebbe aumentare di quasi tre volte rispetto a oggi, ma nelle aree in cui bisogna costruire non vi sono né lavoratori, né aziende specializzate e, per far fronte alla situazione, il governo ha fatto ricorso ai reparti speciali delle Forze armate.

Attraverso la Via Marittima del Nord nel 2020 sono state trasportate 31 milioni di tonnellate di merci. Nel 2024 la cifra dovrebbe raggiungere gli 80 milioni e nel 2030 i 150 milioni, di cui 30 di transito. Il Primo Vice-Premier, Andrei Belousov, ha annunciato che il costo del progetto, grazie a un finanziamento pubblico-privato, è di 8,2 miliardi di euro, di cui 4,6 fino al 2024. Nei prossimi anni la rapidità di consegna delle merci aumenterà di un altro 30%, in seguito all’entrata in servizio del percorso autostradale Europa - Cina Occidentale, un terzo del quale attraversa il territorio del Kazakhstan.

Un elemento chiave del nuovo percorso sarà l’autostrada a pedaggio Mosca-Nizhny Novgorod-Kazan, la prima in Russia a essere realizzata con tutti i sistemi di trasporto intelligenti. L’entrata in servizio dell’autostrada, che collega 4 degli 8 maggiori agglomerati del Paese (Mosca, Samara-Togliatti, Nizhny Novgorod e Kazan), dimezzerà il tempo del tragitto. La crescita totale del prodotto regionale nazionale (cioè il Pil a livello di singola regione) in questi territori entro il 2050 è stimata in 5,5 miliardi di euro. Nella zona russa di passaggio compresa nel percorso Europa-Cina Occidentale vivono più di 45 milioni di persone: oltre ad aumentare il transito, consentirà di attirare fino a 70 milioni di tonnellate di traffico interno.

Il Progetto Europa-Cina Occidentale è definito come uno degli investimenti fondamentali per il 2022-2023. L’iniziativa “Sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria della zona Centrale” prevede un incremento delle capacità di trasporto, oltre allo sviluppo di stazioni di smistamento e di complessi digitali di smistamento, la modernizzazione delle infrastrutture per i passeggeri a Mosca e nella regione. In aggiunta ai programmi federali, nel quadro del Partenariato pubblico-privato (Ppp) nel 2020 sono state firmate due importanti concessioni per la costruzione e lo sfruttamento dell’autostrada Solntsevo-Zhelkesnodorozhny (Regione di Mosca, costo di circa 1 miliardo di euro) e la costruzione e l’uso del ponte attraverso il fiume Lena (Yakuzia, circa 1 miliardo di euro).

Lo sviluppo della comunicazione terrestre sarà accompagnato dalla costruzione di grandi centri di trasporto e logistici. Il supporto sarà fornito da 19 hub in 12 regioni della Federazione Russa. Tutti questi progetti saranno realizzati con fondi di investitori privati. Per le aziende italiane interessate a intercettare il boom infrastrutturale russo si presenta la possibilità di proporre forniture di macchinari da costruzione, attrezzature per magazzini e sistemi di gestione della logistica. Data la crescita delle capacità di transito russa, nelle regioni adiacenti ai nuovi corridoi di trasporto potranno svilupparsi progetti di assemblaggio industriale per i mercati cinesi o europei.

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