sbagliando si impara

La passione non è un dono innato, si costruisce attraverso le relazioni

Occorre un nuovo paradigma basato su cooperazione, sinergia tra le varie persone e discipline, cambiamento, relazione e interconnessione

di Veronica Giovale *

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(EPA)

Occorre un nuovo paradigma basato su cooperazione, sinergia tra le varie persone e discipline, cambiamento, relazione e interconnessione


3' di lettura

Chi ritiene che la passione abbia uno stretto legame con la relazione, l’ intenzionalità, la forza di volontà, l’azione, il significato e l’autostima? Io, sino a una decina di anni fa, non lo reputavo possibile. Sono cresciuta in un contesto nel quale venivo spronata a scovare e perseguire le mie passioni. Sicuramente anche durante il mio percorso scolastico e universitario ho incontrato qualche insegnante sensibile al tema.

Ringraziando tutti per gli stimoli ricevuti, ammetto che nessuno mi ha mai indicato la via per attivare la passione, anche perché per come veniva sollecitata sembrava essere legata a qualcosa di innato o addirittura geneticamente programmata. Un po’ come viene considerato il talento. O si ha in dotazione oppure si rientra a pieno titolo nella categoria degli sforniti.

Gli svariati inviti alla riflessione e alla ricerca della passione sono sempre entrati in conflitto quando conoscevo persone appassionate, ad esempio, di api, di storia, di fisica o di pianeti. Rimanevo quindi affascinata e mi sentivo molto attratta da chi mostrava una passione travolgente per qualcosa e riusciva a esprimerla in tutta libertà. Allo stesso tempo rimanevo con un punto interrogativo esistenziale: «Come ci si appassiona di qualcosa?».

Dopo letture, incontri e riflessioni sono giunta a mettere in correlazione diverse parole, proprio quelle che ho riportato nelle prime righe, che hanno ben poco a che fare con la cultura diffusa della passione come dono ricevuto o come questione innata. Lo scorso dicembre, ad un evento organizzato per una grande azienda, abbiamo invitato Pietro Trabucchi, psicologo che si occupa di prestazione sportiva e autore di diversi libri sulla resilienza e sulla passione (ovvero la motivazione intrinseca).

Avendo un forte legame con il mondo sportivo e la montagna, il suo linguaggio risulta essere molto asciutto, secco, veloce, immediato e le sue metafore cariche di sforzo, fatica e soddisfazione massima quando una persona esprime passione. Quindi, un aspetto da considerare prioritario quando si parla di motivazione intrinseca è quello relazionale. La passione nasce dalla relazione, ci appassioniamo a qualcosa quando entriamo in relazione con qualcuno che esprime passione verso qualcosa e, inevitabilmente, ne siamo colpiti, addirittura rapiti.

Questa scintilla va però alimentata costantemente dalla nostra intenzionalità e forza di volontà. Un ruolo fondamentale è giocato dal senso di padronanza incrementale che acquisiamo quando governiamo ciò che apprendiamo, perché quest’ultimo impatta sull’autostima.
Se è vero che tutto parte dalla relazione, è altrettanto vero che attingere dalla propria motivazione intrinseca richiede la volontà e la consapevolezza di «partire da sé».

Confrontandomi quotidianamente con le aziende e quindi con le persone, avverto l’urgente necessità di un cambio di paradigma perché sono ancora troppo pochi i contesti capaci di stimolare la motivazione intrinseca. In aggiunta, le persone non hanno ancora sviluppato l’abitudine a partire da sé stesse. Perché questo accade?

Una possibile chiave lettura, da arricchire con ulteriori riflessioni e prospettive, va nella direzione di come le nostre aziende sono figlie di una cultura dicotomica che ha sviluppato modelli mentali orientati al potere, alla competizione, all’individualismo, alla separazione, al riduzionismo e alla motivazione estrinseca. Diventa utile domandarsi quale vantaggio possa portare l’adozione di un nuovo paradigma basato invece sulla lettura complessa, sulla cooperazione, sulla sinergia tra le varie persone e discipline, sul cambiamento, sulla relazione, sull’interconnessione con l’ambiente e con le persone.

La scienza afferma anche che siamo programmati per cambiare e possiamo scegliere di influenzarci positivamente o negativamente. Chissà come sarebbe vivere in un mondo di appassionati.

* Partner Newton SpA

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