i conti delle famiglie

La paura ferma le richieste di credito:giù mutui (-10%) e prestiti finalizzati (-5%)

L'incertezza legata ai contagi genera un brusco cambio di rotta nelle domande di mutui (-10%) e prestiti finalizzati (-5%) dopo la crescita costante dalla fine del lockdown

di Michela Finizio

Ignazio Visco: «Cambiamento ineluttabile per il sistema del credito e le imprese. Sfida non semplice, ma necessaria»

L'incertezza legata ai contagi genera un brusco cambio di rotta nelle domande di mutui (-10%) e prestiti finalizzati (-5%) dopo la crescita costante dalla fine del lockdown


3' di lettura

Le famiglie italiane bloccano le richieste di credito per mutui, prestiti e carte. Una brusca frenata registrata nelle ultime tre settimane, in parallelo con il crescere dell’incertezza a fronte dell’aumento dei contagi da Covid-19. A dirlo sono i dati elaborati quasi in tempo reale da Crif che, dopo i trend confortanti di agosto e settembre, rilevano un repentino cambio di rotta da parte degli italiani.

La paura induce al rinvio

«Le paure legate alla nuova ondata di contagi si stanno riflettendo direttamente sui comportamenti delle famiglie che stanno adottando atteggiamenti prudenti e sono indotte a posticipare a momenti più propizi le decisioni sui propri investimenti e sugli impegni di spesa più onerosi», afferma Antonio Deledda, direttore credit bureau di Crif.

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RICHIESTE DI CREDITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE
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La minore propensione all’indebitamento e a pianificare impegni che incidono sul budget familiare è cresciuta in parallelo con l’evolversi dell’emergenza sanitaria in corso nel Paese. La rilevazione di settembre si era chiusa con un confortante +13% su base annua in relazione alle richieste di mutui (incluse le surroghe che pesano circa il 20% sul totale), replicando le performance dei mesi precedenti: subito dopo il lockdown c’è stata una vera e propria corsa ai finanziamenti spinta dall’emergenza liquidità. L’ultima settimana del mese scorso, invece, evidenziava già uno stallo delle istruttorie (0%).

Ma è da ottobre che Crif registra in modo deciso l’inversione di segno: nelle settimane comprese tra il 5 e il 25 ottobre le nuove domande per surroghe e acquisto di abitazioni hanno fatto segnare rispettivamente un -7,9%, -7,8% e -10,4% sullo stesso periodo 2019, malgrado i tassi applicati risultino ancora estremamente appetibili, con gli spread sul tasso variabile abbondantemente inferiori all’1 per cento.

Importo medio in discesa

Altro campanello d’allarme che emerge dalle rilevazioni di Crif è rappresentato dalla contemporanea contrazione dell’importo medio dei mutui richiesti, che nell’ultima rilevazione si è attestato a 131.786 euro, e dal progressivo allungamento dei piani di rimborso, con oltre il 75% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni. «Entrambi questi indicatori confermano la tendenza a prediligere soluzioni che impattino il meno possibile sul bilancio familiare», aggiunge Deledda.

Frenano anche le richieste di prestiti. La perdurante incertezza interrompe un trend che aveva visto un costante recupero dei volumi rispetto alla situazione pre lockdown. Nello specifico, già il mese di settembre aveva evidenziato una flessione nelle richieste (-3,6%), con la performance negativa del comparto determinata dalla contrazione delle richieste di prestiti personali (-13,8%) non compensata dalla crescita dei +4,4% dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto, moto, elettrodomestici, articoli di elettronica, prodotti di arredamento e altri beni e servizi.

Autunno orientato al pessimismo

Dalla fine di settembre, però, la dinamica negativa si è ulteriormente accentuata, coinvolgendo anche i prestiti finalizzati che nelle ultime settimane hanno repentinamente cambiato segno facendo registrare una flessione delle richieste pari rispettivamente a -2%, -4,8% e -5 per cento. Al contempo si è appesantita la contrazione delle richieste di prestiti personali, che è arrivata a segnare un calo del 19 per cento. Anche in questo caso, inoltre, l’analisi delle richieste in base alla durata del finanziamento conferma la preferenza per i piani di rimborso più lunghi, con il 25,9% delle richieste che si concentrano nella classe superiore ai 5 anni.

Infine, le rilevazioni relative alle prime tre settimane di ottobre mostrano una dinamica pesantemente negativa anche per le richieste di carte di credito e di fidi da parte delle famiglie: per le prime il mese si è chiuso tra il -11 e il -14%, per i secondi la contrazione è stata tra il -24 e il -30% per cento.

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