rischio delocalizzazione

La Perla, stallo con Fosun. Scaglia cerca altri acquirenti

di Carlo Festa

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2' di lettura

Scade l’esclusiva del gruppo cinese Fosun per acquisire La Perla e l’azionista Silvio Scaglia sembra intenzionato a cercare altre strade per il suo marchio della lingerie: tanto che, secondo i rumors, l’imprenditore avrebbe già avviato colloqui con altri soggetti, potenziali acquirenti, che si erano manifestati lo scorso anno prima che intervenisse Fosun. L’accordo preliminare con i cinesi, siglato a metà dicembre, è infatti scaduto dopo circa un mese, periodo durante il quale è stata effettuata la due diligence: al momento il dialogo starebbe continuando con Fosun in una fase non più vincolante fra le parti. E altri soggetti sarebbero dunque in trattativa.

Ma quali sarebbero le motivazioni dello stallo con Fosun? Scaglia punterebbe ad aprire il capitale a un compratore che abbia un importante piano di investimenti, anche in Italia. La società ha infatti lo storico stabilimento a Bologna. Riuscire a trovare un compratore adeguato per La Perla, darebbe a Scaglia (che tra le sue partecipate ha anche l’agenzia di modelle Elite model world) la certezza che il piano d’investimenti finora effettuato non è stato inutile.

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Il rischio, in questi casi, è infatti sempre quello della delocalizzazione. Ad alcuni osservatori non è sfuggito che proprio Fosun possiede, tra le sue partecipazioni, il gruppo Cosmo Lady, seconda azienda cinese della lingerie, quindi un gigante del settore. Ora bisogna decifrare le strategie di Fosun: c’è ovviamente una bella differenza tra acquisire La Perla come azienda per poi svilupparla oppure essere interessati al solo marchio La Perla da inglobare poi nel gruppo Cosmo Lady.

Inoltre Scaglia ha aspettative di prezzo elevate per La Perla, per la quale ha dovuto avviare una strategia di investimenti dispendiosa. Al contrario il gruppo cinese, al termine della due diligence, avrebbe fatto un’offerta molto al di sotto delle aspettative di Scaglia, nell’ordine sembra di alcune decine di milioni.

Infine, sul versante più macroeconomico e politico, c’è da dire che il Governo cinese ha avviato una stretta ulteriore su tutti gli investimenti delle proprie aziende che non possano portare benefici interni al Paese. Fosun ha appena comprato in Francia un gruppo dell’alta moda come Lanvin, e nuove risorse destinate all’Europa potrebbero non piacere ai vertici di Pechino.

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