Comparto ittico

La pesca siciliana punta sul contratto di filiera: firmato primo accordo

Avviato l’iter per la creazione di una rete di imprese in vista del prossimo bando. Le aziende si candidano a utilizzare i fondi del Pnrr

di Nino Amadore

3' di lettura

Imprese, enti locali, associazioni imprenditoriali insieme per arrivare alla sottoscrizione in Sicilia del primo contratto di filiera del settore pesca. Il primo passo è stato fatto nei giorni scorsi a Bagheria dove, nell’ambito della manifestazione Baarìa Fish, è stato sottoscritto un primo accordo: coinvolti in questa prima fase Blu Ocean società cooperativa (che ha proposto l'iniziativa), Confcommercio, Legacoop e i Comuni di Altavilla Milicia, Bagheria, Casteldaccia, Santa Flavia e Ventimiglia di Sicilia e otto cooperative di pescatori che raccolgono in totale 120 imbarcazioni.

«Abbiamo lavorato tanto su questo progetto della filiera – dice Antonio Lo Coco, dell'azienda Blu Ocean di Casteldaccia che si occupa della trasformazione e distribuzione del pescato in Sicilia - e abbiamo già raccolto un grande consenso tra tutte le componenti della filiera: parecchi pescatori hanno sposato la nostra idea, intravedendo qualcosa di realmente innovativo - sarebbe la prima filiera ittica in Italia - che garantirebbe sviluppo, una più efficiente ed efficace commercializzazione del prodotto e maggiore qualità. Ed è proprio con questo bagaglio di idee, entusiasmo e professionalità che andremo a interloquire con il ministero per rilanciare il prodotto ittico in Sicilia».

Loading...

Ma l’iniziativa ha già registrato, raccontano i promotori, anche l’interesse dei Grandi gruppi della distribuzione organizzata presenti in Sicilia come Conad, Decò e il Gruppo Romano proprietario, tra le altre cose, dei supermercati a marchio Famila. Il presupposto è di accelerare i tempi intanto con la costituzione della Rete di imprese per arrivare alla sottoscrizione del Contratto di filiera con il ministero delle Risorse agricole cui fa capo il comparto pesca e dunque avere poi tutte le carte in regola per partecipare ai bandi che arriveranno: «Una volta operativa, potrà produrre investimenti (in strutture, ammodernamento delle imbarcazioni, innovazione dei processi) per circa 10 milioni di euro» dice Martina Biundo, project manager dell’iniziativa. I promotori dell’iniziativa non voglio lasciarsi sfuggire un’occasione che appare unica: è la prima volta , secondo gli esperti, che il settore della pesca è interessato da misure di sostegno specifiche cui il ministero ha lavorato anche con una consultazione che si è chiusa il 30 settembre. In ballo ci sono anche le risorse del Pnrr e in particolare del Fondo complementare. «Beneficiari finali – hanno spiegato i tecnici del ministero – sono le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti ittici e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. Per beneficiare dell'agevolazione le imprese devono aver sottoscritto un accordo di filiera, finalizzato alla realizzazione di un programma integrato di investimenti a carattere interprofessionale di rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione ittica, si sviluppi nei diversi segmenti della filiera in un ambito territoriale multiregionale». «L’accordo di filiera – spiega il presidente di Legacoop Sicilia, Filippo Parrino – permetterà alle nostre cooperative associate di valorizzare il proprio pescato in un momento di grave crisi economica del comparto della piccola pesca. Grazie alla cooperativa Blu Ocean, capofila della filiera, e all’esperienza maturata in questi anni per la trasformazione e valorizzazione del pescato siciliano, riusciamo a conferire ai punti vendita della grande distribuzione un prodotto sano, fresco e controllato. La Legacoop e Confcommercio mettono in campo un progetto innovativo e sostenibile».

Possono essere ammessi alle agevolazioni i programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra uno e 50 milioni . Tra gli interventi che potranno essere messi in campo, investimenti in strutture di stoccaggio e trasformazione, digitalizzazione dei processi di logistica, interventi infrastrutturali sui mercati; investimenti su trasporto e logistica per ridurre il costo ambientale ed economico; innovazione dei processi produttivi; agricoltura di precisione e tracciabilità in blockchain; intelligenza artificiale per lo stoccaggio delle materie prime, software di gestione avanzata, componentistica e sensori di controllo; Rfid (Radio Frequency Identification) o completa automatizzazione dei magazzini. Tutti i programmi di investimento dovranno necessariamente perseguire uno dei seguenti obiettivi di carattere ambientale: combattere i cambiamenti climatici ;proteggere le risorse naturali; migliorare la biodiversità.

Secondo Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, «per fronteggiare la crisi degli ultimi anni è sempre più indispensabile innovarsi, intercettare il cambiamento e unire le forze imprenditoriali sane, seguendo la strada della sostenibilità non solo economica ma anche ambientale. È indubbio che questa iniziativa sia coraggiosa e innovativa per il nostro territorio: un potenziale volano di sviluppo, anche occupazionale, che insieme ad assicurare legalità e trasparenza rappresenta anche una garanzia di qualità per il consumatore».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti