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La pianista Beatrice Rana alla Scala

A Firenze per i più piccoli L'elisir d'amore per i bambini

di Angelo Curtolo


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Beatrice Rana (Reuters)

2' di lettura

La giovane pianista Beatrice Rana, Premio Abbiati della critica italiana a soli 22 anni, ci fa ascoltare Beethoven alla Scala. A Firenze possiamo invece far scoprire ai più piccoli cos'è il teatro musicale, con L'elisir d'amore per i bambini. A Torino cambio ancora d'atmosfera, musica sinfonica, con i grandi contemporanei italiani e americani e l'Orchestra Rai.

Alla Scala il 17 per ascoltare la pianista Beatrice Rana nel Concerto n. 4 di Beethoven. Siamo nella Stagione dell'Orchestra Filarmonica della Scala (filarmonica.it), e il direttore è Fabio Luisi. Poi nella seconda parte ci sarà la Sinfonia n. 2 di Bruckner Chi non è a Milano può sentirsi il concerto su Radio 3, alle 20 (raiplayradio.it/radio3).

“Il Quarto è il concerto che preferisco, tra quelli di Beethoven – ci racconta la pianista – perché è il più visionario, scardina le strutture del concerto classico. Con Luisi stiamo presentando a Zurigo l'integrale dei Concerti beethoveniani ed è un privilegio poter così approfondire con il medesimo direttore l'interpretazione dell'arco compositivo di tutti e cinque.”

Dopo la Scala arriva anche a Firenze, al Teatro del Maggio (maggiofiorentino.com), la possibilità per i più piccoli di scoprire il Teatro, il teatro musicale. Il 22 febbraio e poi l'8 marzo e il 9 maggio ecco L'elisir d'amore per i bambini, adattamento della celebre opera di Donizetti, un arrangiamento e riduzione “a misura di bambino”. L'opera viene presentata nella sua varietà, rispettosa dell'originale impianto narrativo, e non in una semplice selezione di arie. Anche se alcuni cori sono stati tagliati (mentre altri vengono intonati dal gruppo dei solisti), vi sono numerosi passi, con duetti e scene d'insieme, che faranno scoprire al giovane pubblico il vivace linguaggio dell'opera buffa.

Andiamo a Torino ad ascoltare il 13 all'Auditorium Toscanini le affinità, le assonanze che collegano quattro lavori scritti nello spazio degli ultimi cento anni (ma 3 su 4 negli ultimi quarant'anni), fra Italia e Stati Uniti. Sono, nell'ordine di esecuzione, Central Park in the Dark (1898-1906), di Charles Ives; Duo pour Bruno (1975), di Franco Donatoni; A Carlo Scarpa, architetto, ai suoi infiniti possibili (1984), di Luigi Nono; Absolute Jest (2012), di John Adams. A interpretarli l' Orchestra Rai(osn.rai.it), direttore Marco Angius; possiamo ascoltarli anche in diretta alle 20.30 su Radio3 (raiplayradio.it/radio3).

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