GELLIFY

La piattaforma diffusa che fa crescere le Pmi

La società bolognese connette startup innovative con grandi aziende

di Natascia Ronchetti

La società bolognese connette startup innovative con grandi aziende


2' di lettura

Tre anni fa, quando fu costituita, fatturò 150mila euro. Quest’anno chiuderà il bilancio con 10 milioni di ricavi. E con l’obiettivo di triplicare il volume d’affari entro i prossimi tre anni. Gellify, azienda di Casalecchio di Reno, nel Bolognese, è nata dall’idea di mettere in contatto startup con un elevato contenuto di innovazione tecnologica e imprese strutturate, con fatturati minimi di 100 milioni. «Aziende a conduzione famigliare e multinazionali che vogliono realizzare progetti innovativi – spiega Fabio Nalucci, fondatore e amministratore delegato di Gellify -. Noi mettiamo a disposizione i nostri consulenti e poi le startup che abbiamo nel nostro portafoglio, delle quali abbiamo acquisito una quota, sotto forma di aumento di capitale, per aiutarle a crescere». Nalucci ha messo a frutto la sua esperienza di imprenditore, quando era ai vertici di due aziende che realizzavano software per l’analisi dei dati. Dopo averle vendute, ha cominciato a investire in imprese con un alto potenziale di sviluppo. «Ma mi sono presto reso conto che non avevano bisogno solo di un supporto finanziario, spiega Nalucci -. Oggi i nostri clienti sono aziende che operano soprattutto nel settore dell'energia e delle utilities e nel manifatturiero. Nel 2021 cresceremo anche nel campo degli istituti di credito».

Le startup nel portafoglio dell’azienda emiliana adesso sono 28, quasi tutte italiane tranne quattro, che sono statunitensi e inglesi. Tutte sono innovative, agili. E costituiscono la base su cui Gellify investe per rispondere alla domanda di innovazione che arriva da imprese strutturate. Si va dalla costruzione del corporate venture capital al sostegno alla nascita di nuove aziende digitali che si affiancano alla casa madre. «Perché farlo internamente, soprattutto per le multinazionali che hanno processi interni a volte molto farraginosi e burocratici, sarebbe troppo complesso», osserva Nalucci. «Al contrario, invece, delle aziende padronali, che hanno una capacità di risposta molto più veloce. Nel manifatturiero serviamo soprattutto imprese che operano nella meccanica». Dal Comune alle porte di Bologna all’espansione per Gellify il passo è stato breve. La filiale milanese le consente di presidiare il mercato delle multinazionali, una sede a Barcellona di avere le antenne puntate su Spagna e Portogallo. Poi è arrivato anche lo sviluppo a Dubai, per entrare nell’area del Medio Oriente. La crescita è stata tumultuosa, accompagnata dalla creazione di posti di lavoro: oggi Gellify occupa una novantina di persone che saliranno a oltre 100 entro la fine dell'anno. La forza lavoro ha un alto livello di scolarizzazione. Il 98% è laureato in materie scientifiche e tecniche, tra ingegneria e informatica. «E abbiamo un piano – dice Nalucci - per investire ottanta milioni, nei prossimi quattro anni, in nuove startup».

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