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La piattaforma Mirta volàno per gli artigiani italiani durante l’epidemia

Nata dall’idea di due ex consulenti, vende in tutto il mondo borse fatte a mano in Italia. Durante l’emergenza sanitaria ha aperto a prodotti (+60%) e artigiani (+30%) nuovi, offrendo un affaccio sui mercati stranieri

di Marta Casadei

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Nata dall’idea di due ex consulenti, vende in tutto il mondo borse fatte a mano in Italia. Durante l’emergenza sanitaria ha aperto a prodotti (+60%) e artigiani (+30%) nuovi, offrendo un affaccio sui mercati stranieri


2' di lettura

«Gli ordini arrivano e spesso sono corredati da messaggi di supporto al made in Italy. Le persone, in tempo di quarantena, hanno voglia di comprare prodotti belli e di qualità, sostenendo le piccole realtà del made in Italy. Anche se per avere il prodotto dovranno aspettare la fine del lockdown». A raccontare questo aneddoto sono Martina Capriotti e Ciro Di Lanno, ex consulenti nel mondo del lusso con all’attivo importanti esperienze all’estero, che nel 2019 hanno dato vita a una piattaforma e-commerce che vende in tutto il mondo borse realizzate da artigiani italiani, offrendo loro una vetrina e, insieme, supporto tecnico-logistico.

Dal round di finanziamenti all’epidemia
Una start-up di successo (che avevamo segnalato tra quelle da tenere d’occhio) in sei mesi ha raccolto finanziamenti per 2,5 milioni di euro da parte di un gruppo di investitori tra cui l’imprenditore Alberto Genovese, fondatore di Facile.it, e Prima Assicurazioni.

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L’epidemia di Covid-19, scoppiata in Italia a fine febbraio, ha sparigliato le carte in tavola, ma ha anche presentato una serie di opportunità da cogliere. Per Mirta, che punta a ingrandirsi, ma anche per gli artigiani.

Nuovi prodotti e più artigiani online
«Innanzitutto molti artigiani, non potendo più vendere offline, hanno deciso di vendere online più prodotti rispetto a quanto non facessero prima, smaltendo lo stock legato agli ordini cancellati dai negozi - racconta Ciro Di Lanno - e quindi ci siamo trovati con un incremento dei prodotti del 60 per cento». Agli artigiani che già vendevano su Mirta se ne sono aggiunti di nuovi: «Circa il 30% in più, e alcune new entry sono finiti subito tra i primi cinque per vendite».

La formula pre-order tra qualità e storytelling

Molti artigiani - la cui attività viene raccontata attraverso immagini e video - attualmente sono fermi, quindi procederanno a realizzare i prodotti ordinati (in assenza di stock) una volta riaperto: «I consumatori finali hanno accettato senza problemi di fare un pre-ordine, ben sapendo che l’azienda era chiusa per via del lockdown», dice Martina Capriotti. Che racconta come, accanto ai mercati “di riferimento” di Mirta - «Usa e Asia» - in questo momento difficile siano arrivati ordini anche da «Regno Unito, Germania e, più in generale, Nord Europa: aree in cui, a livello commerciale, non avevamo investito molto».

Investimenti in nuovi mercati e in tecnologie all’avanguardia

Tornando agli investimenti ricevuti, i fondatori di Mirta spiegano come intenderanno impiegarli: «Vorremmo allargare le categorie di prodotto in vendita, concentrarci su un mercato importante come la Cina, dove già si registra una ripresa post Covid-19 e investire in nuove tecnologie, focalizzandoci in particolare sull'uso dell’intelligenza artificiale e di nuovi strumenti di analytics per migliorare le performance predittive dei nostri algoritmi». Con l’obiettivo di rendere l’esperienza d’acquisto più personalizzata possibile.

Per approfondire:

Caovilla: «Online vince l’approccio tailor made»

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