Interventi

La “platformization”, nuovo modello di generazione di valore

di Erminio Polito


3' di lettura

Nell'attuale contesto, caratterizzato dall'estrema volatilità, dobbiamo pensare alle nostre aziende e ai nostri modelli di business come entità “liquide”, soggette a cambiamenti continui. La nuova parola d'ordine è agilità,
un cambio di paradigma che interessa il modo di gestire i rapporti con i clienti, le operations, le strutture organizzative e soprattutto i modelli di business.
Tra le molteplici dimensioni dell'agilità, la grande rivoluzione è arrivata, infatti, con i nuovi modelli di business “platform-based” basati sull'implementazione di piattaforme che creano comunità, mercati e valore, consentendo interazioni e scambi tra gruppi interdipendenti.
Le aziende di piattaforme innovative stanno conquistando ogni settore e fanno già parte della nostra vita quotidiana. Basti pensare ad esempio a Google, Amazon, Facebook, Airbnb, Uber. Queste società non posseggono gli assets o i mezzi di produzione, ma abilitano un flusso di dati che va a beneficio di tutti i partecipanti all'ecosistema; dati che sono estratti, archiviati, analizzati e soprattutto monetizzati grazie a tecnologie disruptive come i big data, il business analytics e il cloud computing.
Il nuovo modello di “platformization” si articola, infatti, lungo due assi: l'abilitazione delle transazioni dei dati all'interno dell'ecosistema grazie alle tecnologie digitali e la creazione di valore aggiunto attraverso la scalabilità della rete di utenti e partecipanti alla piattaforma, i cosiddetti “network effects”. Ciò significa che la crescita della rete incrementa geometricamente il valore della piattaforma, in quanto ogni nuovo utente beneficia della connessione con tutti gli utenti già presenti e può usufruire di tutte le innovazioni e servizi.
Naturalmente, generare ed estrarre tutto il valore dai dati prodotti dalla rete implica un nuovo approccio strategico, diverso da quello che ha guidato finora le imprese convenzionali, basato sulla mera offerta di prodotti e servizi. Una disruption dei modelli di business e di generazione di valore che, in Italia, sembrano abbracciare, in primis, le Utilities.
Alcune delle principali società italiane stanno, infatti, sperimentando nuove modalità di creazione di valore grazie alle tecnologie digitali, a partire dallo scambio di informazioni e dati tra gruppi differenti che fanno parte di un ecosistema aperto. Questo nuovo approccio “platform-based” sta persino ispirando i nuovi piani industriali di alcune delle aziende più importanti del Paese.

Più in particolare sono tre i fenomeni principali che stanno trainando la rivoluzione delle piattaforme, ad esempio nel settore delle Utilities: i nuovi modelli di micro-generazione, di distribuzione capillare dell'energia elettrica e l'empowerment del consumatore, che diventa “prosumer”. Negli ultimi anni, la generazione di energia elettrica è diventata sempre più distribuita sui territori grazie alla presenza di molti impianti a fonti rinnovabili. Questi micro-generatori si caratterizzano da una produzione variabile, a volte difficilmente programmabile, il che aggiunge complessità alla gestione della rete elettrica e ai servizi di bilanciamento necessari per fare fronte alla domanda. Inoltre, oggi il cliente finale non è più un mero consumatore di energia ma diventa anche un produttore e attore attivo sulla rete, un “prosumer” che consuma l'energia di cui ha bisogno e vende quella in eccesso. Un utente che grazie alle nuove tecnologie può e vuole svolgere un ruolo attivo e cogliere le opportunità economiche di questo nuovo contesto. In questa trasformazione del sistema elettrico e dei soggetti attivi sulla rete, si rafforza l'esigenza di risorse che offrano la flessibilità nei consumi e nella produzione per evitare congestioni e garantire il corretto bilanciamento. Quindi è sempre maggiore la necessità di smart grid, reti intelligenti dotate di tecnologie all'avanguardia che consentano una gestione in real time, distribuendo i flussi energetici sia all'interno delle unità di consumo che sulla rete nazionale, garantendo la stabilità dell'intero sistema. Tutto questo è possibile solo a partire da un'innovazione aperta, collaborativa e volta a creare una rete più efficiente e utile agli attori coinvolti nell'ecosistema. Questo modello di Open Innovation è ormai ineludibile per far fronte con agilità ai rapidi e costanti cambiamenti della nostra modernità liquida, che sta rivoluzionando il modo di generare valore di tutti i settori.

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Direttore Energy & Utilities di Minsait in Italia


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