Il concorso a vermezzo (Mi)

La «poesia in movimento» dei cavalli arabi, che viaggiano su aerei privati

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

«So che lei aiuta chi ha dei problemi con un cavallo». «Non è così: è vero il contrario. Aiuto i cavalli che hanno problemi con gli uomini».In molti ricorderanno questo scambio di battute nel film del 1998 tratto dal libro di Nicholas Evans L'uomo che sussurrava ai cavalli e interpretato da Robert Redford e da una giovanissima Scarlett Johansson, che in quel film debuttò.

Se ci sono persone che non hanno problemi con i cavalli e anzi sembrano parlare – e non sussurare – con loro una lingua sconosciuta alla maggior parte di noi, sono i proprietari dei cavalli arabi e della speciale varietà “straight egyptian”, che sabato e domenica scorsa si sono riuniti a Vermezzo, alle porte di Milano, per la sesta edizione del campionato mondiale riservato a questo tipo particolare di maestoso animale, che rappresenta solo il 4% dei cavalli arabi di tutto il mondo.

Un'edizione importante: non solo perché per il terzo anno si svolge in Italia, pur essendo un evento di rilievo e risonanza globale, ma anche perché vede il debutto di un nuovo sponsor, Harry Winston, maison di altissima gioielleria di proprietà del gruppo Swatch e di cui Nayla Hayek, figlia del fondatore del colosso svizzero, è amministratore delegato. Da decenni un altro brand di Swatch, Longines, è legato al mondo dell'equitazione, anche per volontà e impegno di Nayla, ma per l'evento di Vermezzo c'è un impegno diverso, più personale.

«I cavalli sono la passione più grande della mia vita, nata quando avevo nove anni: con il pony che mi avevano regalato fu una specie di colpo di fulmine – spiega Nayla Hayek –. Se consideriamo il diamante la pietra più preziosa e affascinante che esista, possiamo dire che i cavalli arabi e ancora di più gli straight egyptian, sono i diamanti del mondo equino. Anzi, per me, di tutto l'universo animale. Ecco perché legare Harry Winston, conosciuto per la qualità ed eccezionalità dei suoi gioielli in diamanti, con questo evento mi è sembrata una scelta quasi naturale».

Nayla Hayek dice “quasi” perché è una donna estremamente meticolosa: trattandosi dell'ambito che più le sta a cuore, quello dei cavalli, e di un marchio tanto prestigioso, ha voluto assicurarsi che il progetto fosse all'altezza delle sue aspettative. Decisivo l'incontro con Barbara Morali, che da molti anni gestisce una società che organizza eventi legati alle gare a ostacoli e che aveva già ottenuto, con le prime due edizioni del campionato, la fiducia dei proprietari dei cavalli, quasi tutti provenienti dal Medio Oriente.

«Prima di cimentarmi con questo world championship, ho girato il mondo per vedere tutti gli eventi per cavalli arabi che esistono e soprattutto ho visitato le case e le tenute dei propietari, facendo decine di viaggi in Qatar, Emirati, Kuwait, Dubai – spiega Barbara Morali –. La professionalità, l'impegno e la passione sono sempre i migliori biglietti da visita».

A Vermezzo sono presenti 85 scuderie, tra le quali, naturalmente, quella di Nayla Hayek, l'Hanaya Stud, e, tra le altre, la Al Zobair Stud dello sceicco Abdulla Bin Mohamed Ali Al-Thani, padre dell'attuale emiro del Qatar, e la Dubai Stud dello sceicco Mohammed Bin Rashid al Maktoum, emiro di Dubai. «È un concorso di bellezza. O meglio: di morfologia. In due giorni i cavalli e i loro proprietari cercano di vincere le medaglie d'oro nelle diverse categorie – aggiunge la co-organizzatrice italiana dell'evento –. L'amore e l'orgoglio con i quali alcuni degli uomini più ricchi e spesso più riservati del mondo, guardano e accompagnano i loro cavalli è impressionante e aiuta, credo, a far cadere alcuni pregiudizi e superare barriere culturali. Si può provare solo una sconfinata empatia vedendo una sintonia tale tra persone e creature animali».

Passione accessibile a pochi: il costo di uno straight egyptian parte da 10 milioni di euro e per dargli una casa adeguata servono moltissime altre risorse. Per non parlare del trasporto, fatto su aerei speciali e privati. «Cosa mi affascina di più dei cavalli e di quelli arabi in particolare? Il carisma e la bellezza che li accomuna tutti e la personalità di ciascuno. Non distoglerei mai lo sguardo o l'attenzione da loro», dice Nayla Hayek. Alla quale piacerebbero le parole (forse già le conosce) del poeta e drammaturgo inglese Ben Jonson, vissuto tra il XV e il XVI secolo : «Chiedimi di mostrarti poesia in movimento e ti mostrerò un cavallo».

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