fondi Ue

La politica di coesione europea si prende anche le riforme strutturali

Portafoglio generalmente poco ambito, sovrintende al capitolo più importante del bilancio europeo, le politiche regionali che hanno superato l’agricoltura e assorbono più di un terzo dell’intero budget. La lettera d’incarico alla commissaria portoghese prende atto dell’intreccio sempre più stretto tra l’uso dei fondi strutturali e le riforme

di Gi.Ch.


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2' di lettura

Promuovere una «transizione equa» in tutte le regioni europee «attraverso investimenti mirati e il supporto a riforme strutturali capaci di accelerare la crescita inclusiva». Questa la missione principale affidata dalla presidente eletta della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla nuova responsabile per la politica di Coesione europea e le riforme, la portoghese Elisa Ferreira (63 anni). Affiancare le riforme strutturali alle politiche di Coesione regionali è una novità rilevante che tuttavia prende atto dell’intreccio sempre più forte tra fondi strutturali europei e riforme strutturali, e dunque rafforza una direzione già indicata dal bilancio pluriennale 2021-2027 in cui, nel capitolo coesione, è stato previsto un piccolo budget (circa 25 miliardi di euro in sette anni) per le riforme strutturali degli Stati membri. Se passerà l’esame del Parlamento europeo, la commissaria dovrà gestire il delicato dossier della politica di coesione nel passaggio fra il settennato di bilancio 2014-2020 e il 2021-2027, su cui stanno negoziando proprio in questi mesi le istituzioni Ue e gli Stati membri. Portafoglio generalmente poco ambito nell’esecutivo europeo, sovrintende al capitolo più importante del bilancio europeo, le politiche regionali che hanno superato l’agricoltura e assorbono più di un terzo dell’intero budget. L’Italia è, dopo la Polonia, il secondo paese beneficiario della politica di coesione.

Punto caratterizzante della missione di Ferreira sarà la creazione di un nuovo “Fondo per la transizione equa”, già preannunciato a luglio dalla presidente eletta durante il suo discorso programmatico al Parlamento Ue. Il fondo dovrà operare in “stretto coordinamento” con quello sociale e il programma InvestEu, successore dell'attuale «Piano Juncker». Nessuna indicazione, per ora, sulla dote finanziaria di questo nuovo fondo (di cui molti non sentivano il bisogno) né tanto meno è dato sapere a spese di quale capitalo saranno ottenute le risorse, visto che il bilancio 2021-2027 è stato già definito nei grandi numeri e rischia di essere ridimensionato più che ampliato.

A supervisionare il lavoro della nuova commissaria sarà il vicepresidente per le politiche economiche, Valdis Dombrovskis, lo stesso a cui fa capo il commissario all’Economia, l’italiano Paolo Gentiloni.

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