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La Popolare di Bari diventa Spa e aumenta il capitale

di Luca Davi


1' di lettura

Prima la trasformazione in Spa, fissata per il prossimo 16 dicembre. Poi l’aumento di capitale, che al momento resta stimato tra i 250 e i 350 milioni, anche se qualcuno stima che l’asticella possa essere ritoccata al rialzo. Banca Popolare di Bari procede a tappe forzate sulla strada di un risanamento chiesto da Banca d’Italia, e imposto - sul fronte della trasformazione societaria - dalla legge sulle Popolari. La banca pugliese, insieme a Popolare di Sondrio, è l’ultima delle grandi banche cooperative italiane a non aver ancora completato la trasformazione in società per azioni, oramai imminente dopo che la sentenza della Consulta ha respinto le istanze di costituzionalità sollevate sulla riforma voluta dal Governo Renzi.

Resta da attendere la sentenza di merito da parte del Consiglio di Stato, attesa dopo l’udienza fissata per il 18 ottobre, cui toccherà sciogliere il nodo del diritto di recesso. Ma la strada verso la trasformazione è tracciata. Più sfidante è il passaggio del rafforzamento patrimoniale, che è finalizzato ad agevolare la pulizia dai crediti deteriorati. Qualcuno confida nell’intervento di un “cavaliere bianco”, ipotesi che al momento però non sembra di facile realizzazione, anche perchè l’acquisto sarebbe effettuato a valori ben diversi da quelli attuali. E con strascichi pesanti per chi oggi vi ha investito. Il punto di arrivo resta la quotazione: a Bari confidano di arrivarci nel giro di 2-3 anni. Vigilanza permettendo.

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