Auto

La Porsche nell’era del pieno alla spina

di Simonluca Pini

Porsche ha svelato a Ginevra la versione crossover della sua prima elettrica denominata Mission E in veste di concept. È accreditata di un’autonomia superiore a 500 km

3' di lettura

Innovazione e tradizione. Il futuro a breve e medio raggio di Porsche si baserà su questi due concetti, con l’arrivo della super sportiva 911 GT3 RS e il debutto nel 2019 dell’avveniristica Mission E ad alimentazione esclusivamente elettrica. Nell’anno in cui festeggerà i 70 anni di vita, il marchio di Zuffenhausen continuerà a mostrare la sua idea di presente e futuro, con la probabile presentazione nel corso dell’anno della nuova Macan e con il ritorno del diesel sulla Cayenne. Nessuna data certa invece per l’erede dell’attuale 911, già mostrata in una foto rubata durante i test e molto probabilmente pronta ad essere svelata in veste ufficiale entro la fine del 2018. Passando alle novità presentate al Salone di Ginevra, l’azienda di Stoccarda ha stupito il pubblico con l’anteprima mondiale della Mission E Cross Turismo. La concept car tedesca derivata dalla Porsche Mission E abbina la propulsione elettrica ad una carrozzeria che unisce uno stile da Shooting Brake ad una carattere offroad, come dimostra la maggiore altezza da terra e le protezioni in plastica sulla carrozzeria.

Partendo dalle prestazioni la coppia di motori elettrici assicura una potenza massima di 600 cavalli, cavalleria che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h coperta in meno di 3.5 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente di 200 km/h raggiungibile in meno di 12 secondi. Battezzata Cuv (Cross Utility Vehicle), la concept tedesca è lunga 4,95 metri e sorprende anche a bordo grazie all’abbondante uso di schermi touchscreen e ad un sistema di Eye Tracking in grado di riconoscere il pilota. Sul fronte della ricarica, oltre alla variante rapida con la spina, sarà disponibile la modalità induttiva presso una stazione di ricarica o utilizzando l’home energy storage di Porsche, con un’autonomia complessiva che supererà i 500 chilometri.

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La piattaforma utilizzata per la nuova famiglia di ammiraglie elettriche, battezzata J1, sarà condivisa con un numero sempre crescente di modelli a partire dalla Bentley a zero emissioni. Come è successo con l’attuale produzione, Audi e Porsche stanno sviluppando un pianale multimodulare premium mentre Porsche uno per le supersportive elettriche. All’atto pratico la strategia condivisa delle piattaforme verrà riproposta anche sui modelli elettrici, con una soluzione simile a quella attuale data dalla ripartizione tra Mqb, Mlb e Msb. Altra novità arriverà dalla possibilità di avere la versione definitiva della Mission E anche con un singolo motore e due come sulla concept.

Questa scelta permetterebbe di commercializzare un modello esclusivamente a trazione posteriore, a conferma del rispetto verso il piacere il guida e per accontentare i puristi, ma soprattutto garantirebbe un’importante riduzione di peso.

Tornando invece ai modelli in arrivo a breve in concessionaria, per chi invece non si accontenta dei 500 cavalli della 911 Gt3 la soluzione si chiama Porsche 911 Gt3 Rs. Spinta dal propulsore boxer sei cilindri da 4.0 litri di cilindrata, la supercar di Zuffenhausen dichiara 520 cavalli e un regime fino a 9000 giri/minuto. Salita sul gradino più alto del podio come la più potente vettura sportiva da gara omologata da strada con motore aspirato, la Gt3 Rs dichiara una velocità massima di 312 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 3.2 secondi. Realizzata per garantire il massimo piacere di guida su strada ma soprattutto su pista, la coupé tedesca monta un kit aerodinamico ancora più performante rispetto alla Gt3 e conferma la presenza del telaio derivato dalle competizioni e la presenza di dotazioni tecniche come l’asse posteriore sterzante.

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