calcio internazionale

La Premier League riparte con partite trasmesse in chiaro e uno sconto del 15% a Sky e Bt

Mentre in Gran Bretagna, seguendo l’esempio della Bundesliga, si accelerano le procedure per concludere il campionato, in Spagna e Francia i governi sono incerti. Per ora stop definitivo del torneo solo in Olanda.

di Marco Bellinazzo

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(Action Images via Reuters)

Mentre in Gran Bretagna, seguendo l’esempio della Bundesliga, si accelerano le procedure per concludere il campionato, in Spagna e Francia i governi sono incerti. Per ora stop definitivo del torneo solo in Olanda.


5' di lettura

La Premier League accelera. Si ripartirà a porte chiuse ma con tutte le partite saranno trasmesse in chiaro, e dunque “accessibili” ai tifosi, non solo agli abbonati alle pay-tv, ai quali da sempre era riservato in ogni caso solo un terzo dei match a differenza di tutte le altre leghe europee. È questa l’indicazione che il Premier Boris Johnson ha dato ai ministri competenti, e ai vertici del calcio inglese. Nel resto d’Europa per il resto si viaggia in ordine sparso, nonostante le sollecitazioni della Uefa che ha fissato a fine agosto il termine massimo della stagione calcistica continentale.

Prima metà di giugno

La Premier League - scrive The Sun - è considerata dal Primo ministro come un’utile distrazione per una popolazione costretta ormai da più di un mese al lockdown. Da qui l’idea di accelerare i preparativi per la
conclusione della stagione, che dovrebbe riprendere entro la
prima metà di giugno, pur nel rispetto di tutte le necessarie
misure igienico-sanitarie imposte dalla pandemia di coronavirus,
dal distanziamento prima e dopo la partita, a meticolosi controlli medici sui giocatori. Ma la scelta di dare la precedenza al calcio è giustificata anche da ragioni economiche. Alla fine del campionato seguirà il mercato
di acquisti e cessioni dei giocatori, sì ridimensionato rispetto al passato dalla crisi finanziaria in corso, ma che avrà comunque ripercussioni positive su tutto l’indotto sportivo.

Diritti tv
Tra le condizioni suggerite dal governo, anche la trasmissione delle partite in chiaro, così da scongiurare che i tifosi si riuniscano nei pub o a casa degli amici abbonati a Sky Sports o BT Sport, i due canali che detengono i diritti tv della Premier. Per quanto riguarda i diritti domestici la Premier League, con la vendita del triennio 2019-2022, ha portato a casa 5 miliardi di sterline (circa 5,7 miliardi di euro), in ribasso di 400 milioni di sterline rispetto al periodo 2016-2019, nonostante il numero di partite a disposizione siano aumentate da 168 a 200. Gli accordi per i primi cinque pacchetti, destinati esclusivamente alle tv, hanno portato nelle casse della Premier League 4,55 miliardi di sterline (5,17 miliardi di euro) da Sky e Bt Sports. Successivamente, Amazon si è aggiudicata i diritti per la trasmissione in streaming di venti partite a stagione. SkySport, controllata dall’americana Comcast, ha chiesto in Inghilterra, Germania e Italia una riduzione di circa il 15% a valere sulla prossima stagione calcistica. Lo sconto per la Premier, che dovrebbe essere accordato anche a Bt e ad Amazon, anche per la possibile perdita dell’esclusiva pay, dovrebbe essere concesso e ufficializzato a breve e valere circa 240 milioni per tutti e tre gli operatori (con Sky che beneficerà per circa il 66% della somma totale).

Bundesliga
La Bundesliga sarà probabilmente il primo dei 5 grandi campionati europei a riprendere ad inizio maggio. Anche per ragioni economiche. Dazn non ha pagato la tranche finale di 30 milioni di euro e non pagherà finché non ci sarà chiarezza chiarezza sulle 81 partite ancora da disputare nelle ultime 9 giornate di campionato. In Germania i diritti tv fruttano 1,4 miliardi di euro che equivalgono al 37% dei ricavi del campionato. Arriveranno invece i 330 milioni finali dovuti da Sky Deutschland che ogni anno versa 876 milioni. In cambio però Sky ha ottenuto uno sconto del 15% sulla prossima stagione circa 120 milioni. Anche in questo caso, come in Premier, il contratto era meno blindato del resto rispetto a quello della Serie A. Ad ogni modo la Bundesliga ha fatto sapere di esser pronta a ripartire dal 9 maggio senza problemi per i 25 mila tamponi previsti, ma oraemerge che il ministro del lavoro ha raccomandato alla Cancelliera Angela Merkel, che ha l’ultima parola, che i giocatori indossino la mascherina in campo, «cambiandola ogni 15' e interrompendo il gioco se si leva».

LaLiga
La Fase2 del calcio al momento appare più lontana in Spagna dove si vivono forti polemiche tra i club professionistici e il governo. A Madrid la Liga attende il via libera governativo a un piano per la ripresa molto simile a quello della serie A. Il ministero della Sanità, ha però dato un forte segnale di frenata lo scorso 24 aprile: i giocatori sono equiparati agli altri lavoratori dipendenti, quindi potranno essere sottoposti ai tamponi si fanno solo in presenza di sintomi del Covid-19. Nessuna corsia preferenziale. Il governo di Madrid sembra però spaccato tra esigenze politiche e sociali e indicazioni degli esperti. Il Consiglio supremo dello sport spagnolo, organismo governativo, ha fornito all'Esecutivo l’indicazione che far ripartire la Liga sarebbe motivo di prestigio per la Spagna, tenendo conto che il calcio vanta marchi di livello internazionale come Real Madrid e Barcellona e muove l’1,4% del pil.

Ligue 1
Ancora più dura la polemica in Francia, dove è bufera sulla ministra dello Sport, Roxana Maracinean che lo scorso 22 aprile, intervistata da Eurosport, aveva dichiarato che «lo sport non sarà la priorità nella nostra società e non è la priorità oggi nelle decisioni prese dal governo» sulla fine del lockdown. Se alla riapertura fissata per l’11 maggio, «non ci saranno abbastanza mascherine - aveva detto la ministra - se come oggi i tamponi restano riservati alle persone con sintomi», i campionati di calcio e rugby (che comunque disputerebbe soltanto la finale scudetto) non riprenderanno. Travolta dalle polemiche, soprattutto sui social network, la ministra è tornata sui suoi passi, ma l’incertezza regna sovrana. A complicare i piani del calcio francese, la notizia della prima positività nel massimo campionato. Il centrocampista del Montpellier Junior Sambia, 23 anni, dopo alcuni giorni in ospedale è stato trasferito in rianimazione.

Il resto d’Europa
Se in Austria gli allenamenti sono già ripresi (con la scoperta di un calciatore contagiato il primo giorno) e la Polonia spinge per riportare il calcio in campo il 29 maggio come annunciato dal primo ministro, Mateusz Morawiecki («Abbiamo un piano specifico per far ripartire l’Ekstraklasa e potrebbe avvenire alla fine di maggio»), e la prima gara a porte chiuse il 12 giugno, di segno contrario la scelta dell’Olanda . La
Lega calcio olandese il 24 aprile ha annunciato che la stagione dell’Eredivisie sinon sarà completata e non sarà assegnato lo scudetto. Inoltre non ci saranno né promozioni, né retrocessioni mentre, secondo le linee guida della Uefa, i posti per le coppe europee sono stati decisi sulla base della classifica attuale. Prima dell’Olanda, in Belgio la Lega aveva consigliato la fine del campionato locale, ma la decisione definitiva era stata rimandata.

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