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La presidente del Senato Casellati: Pnrr da rivedere 

Casellati: Europa pensi a piano Marshall per la crisi provocata dalla guerra

di Domenico Palmiotti

(ANSA)

3' di lettura

Il Pnrr è e resta una grande opportunità per l’Italia, ma adesso necessita di una rivisitazione perchè dopo l’emergenza pandemica da cui il Paese  sta uscendo, ora c’é una emergenza nuova da affrontare ed è quella dell’impatto della guerra in Ucraina.

Aprendo a Manduria (Taranto), i Forum in Masseria, intervistata da Bruno Vespa, Elisabetta Casellati, presidente del Senato, pone subito un tema cruciale. «L’Europa deve pensare ad un piano Marshall - dice la presidente del Senato -. Diversamente questa crisi rischia di pesare su alcuni Paesi più che su altri e così non può essere».

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«Le strategie studiate sembrano già superate» dice Casellati a proposito di quanto messo in campo per la pandemia e che ora deve misurarsi con lo scenario della guerra. Per Casellati, «il Pnrr dovrebbe essere rivisto sempre in Europa. L’Europa deve farsi carico del debito comune. L’Europa deve pensare a risorse necessarie difronte a queste emergenze».

Dal Pnrr Casellati allarga poi lo sguardo all’Europa e alla necessità di rilanciarla. «Lo dico da europeista convinta - sostiene -. Noi oggi ci troviamo di fronte ad una guerra tra Russia e Ucraina che ha colpito al cuore l’Europa ed ha cambiato profondamente l’architettura politica delle potenze internazionali. Mi auguro che la soluzione che venga presto trovata sul piano diplomatico, possa essere risolta in via internazionale portando la Russia, la Cina, gli Stati Uniti e l’Europa ad uno stesso tavolo. Un Europa non a rimorchio, ma che abbia autonomia sulla sicurezza e sulla difesa, che possa decidere la vita dei vari Stati tenendo conto delle esigenze degli Stati stessi». 

«Basta con unanimità in Ue e supremazia minoranza»

«Basta con l’unanimità - sostiene la presidente del Senato -, altrimenti abbiamo la supremazia delle minoranza che significa la mancanza di solidarietà per chi ha più bisogno. Se l’Europa vuole ricostruire se stessa, o lo facciamo adesso, in questa occasione straordinaria, o non lo faremo mai più» insiste Casellati. «Oggi ci confrontiamo con questa emergenza  e oggi dobbiamo rispondere», sottolinea. E per dare maggior risalto al concetto del rilancio dell’Europa, Casellati aggiunge: «Oggi c’è un dibattito sulle armi. Le forze armate di tutta l’Unione europea sono quattro volte superiori a quelle della Russia. Se ci fosse unità vera, non avremmo bisogno di una discussione perché ci sarebbe una decisione unica e significherebbe fare un pezzo di quella Europa di cui tutti parlano ma che stenta a prendere avvio. Abbiamo la necessità di trovare  in Europa punti di convergenza comuni» rileva Casellati.

Speranza: sì, serve un Recovery 2

Modificare il Pnrr? Roberto Speranza, ministro della Salute, che interviene al Forum subito dopo Carfagna, si dice convinto che «da parte della Ue ci sia  bisogno di una nuova risposta alla sfida nuova che abbiamo di fronte. C’é bisogno in Europa di una risposta altrettanto forte alla fase nuova della guerra: un Recovery 2, un Pnrr 2. «Abbiamo  fatto progetti molto validi e importanti ma rispondevano ad un’emergenza - osserva  Speranza -. Oggi ne abbiamo una nuova che sta provocando conseguenza molto forti. C’è bisogno di una  risposta europea per il dopoguerra». 

Carfagna: bond europei per conseguenze della guerra 

Per il ministro per il Sud, Mara Carfagna, «questo Pnrr é stato pensato per ricostruire le economie nazionali dopo la tragedia della pandemia. Quelle esigenze non sono venute meno. Restano tutt’ora in piedi. Abbiamo quindi il dovere di accelerare sull’attuazione e sulla realizzazione delle opere programmate col Pnrr. Semmai - aggiunge Carfagna - dobbiamo provare a portare avanti in Europa un altro tipo di ragionamento, un altro tipo di battaglia, che possa convincere l’Europa ad emettere bond, titoli del debito pubblico europeo, per finanziare le azioni che si rendono necessarie per fronteggiare le conseguenze della guerra».

Giovannini: ok a diga Genova, opera complessa Pnrr

Sempre a Forum in Masseria, il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, porta una notizia: «Il comitato superiore dei lavori pubblici ha dato oggi il parere finale sulla diga di Genova, una delle dieci opere del Pnrr più complesse e quindi la procedura del comitato speciale ha funzionato. In pochi mesi sono stati analizzati i progetti, fatta la valutazione di impatto ambientale, e quindi un’opera attesa da molti anni può finalmente partire. È una dimostrazione - sostiene Giovannini - che le procedure che abbiamo messo in campo per il Pnrr anche per le opere complesse funzionano e quindi contiamo di procedere a grande velocità per l’attuazione di tutto il piano».

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