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La prima italiana alla guida della Biennale Arte è Cecilia Alemani

Il Cda in scadenza il 13 gennaio ha nominato in corner il Direttore del Settore Arti Visive 59. Esposizione Internazionale d'Arte 2021

di Marilena Pirrelli


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4' di lettura

Cecilia Alemani progetterà e curerà la 59. Esposizione Internazionale d'Arte 2021 della Biennale di Venezia. Il Cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta e in scadenza il 13 gennaio, le ha assegnato l'incarico di Direttore del Settore Arti Visive per avviarne i lavori. Negli anni precedenti l'incarico veniva dato poco dopo la chiusura a fine novembre della precedente edizione. Alemani (Milano, 1977) è una curatrice italiana che vive a New York e ha all'attivo numerose mostre su artisti contemporanei, dal 2011 direttrice e capo curatrice di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York, nonché già curatrice del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2017 e da tempo inserita nella lista delle personalità più influenti dell'arte stilata da Art Review. «È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo» ha dichiarato Cecilia Alemani. «Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l'opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società». Il ministro della Cultura Dario Franceschini, che nel 2017 la volle alla guida del Padiglione Italiano, già la applaude: “Il suo sarà certamente un progetto innovativo e coraggioso».

La carriera
Cresciuta a pane e musei (il prozio era Lodovico Barbiano di Belgiojoso progettista della Torre Velasca di Milano, ma anche i nonni e i genitori sono stati fondamentali nel dirigere verso l'arte la sua formazione), laureata in filosofia estetica a Milano, master al Beaubourg, corsi alla Tate Modern e al Bard College di New York, Alemani è una solida professionista abituata anche ai primati. In America, dove si è trasferita nel 2005 proprio per ragioni di studio e dove vive con il figlio e il marito Massimiliano Gioni (anche lui curatore d'arte ha guidato tra l'altro la Biennale Arte nel 2013), è stata la prima curatrice under 40 quando nel 2011 le venne affidata la direzione artistica della High Line di New York, la
passeggiata costruita sul percorso in disuso di una ferrovia merci ai bordi dell'Hudson. Non ha deluso le aspettative: in pochi anni con gli oltre 200 artisti internazionali che ha chiamato ad esporre, ha saputo trasformare la passeggiata in una delle maggiori attrattive artistiche della città, percorsa
ogni anno da 8 milioni di visitatori, tanto per capire un milione in più rispetto al Colosseo, il monumento più visitato d'Italia. Ha lavorato con molti degli artisti più importanti della scena contemporanea, da Olafur Eliasson a Barbara Kruger, da John Baldessari all'italiana Paola Pivi, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrián Villar Rojas, da El Anatsui a Phyllida Barlow, Carol Bove e Sheila Hicks tanto per citarne alcuni. Sempre dal 2011 è curatrice anche di Frieze projects, programma no profit di Frieze New York. Ha collaborato con musei, istituzioni, fondazioni, guest curatrice di Performa, la biennale di performance di New York, cofondatrice di No Soul For Sale, festival di spazi indipendenti. Nel 2017, scelta appunto da Franceschini, ha firmato un'edizione molto applaudita del Padiglione Italiano alla Biennale Arte 57. con la mostra, intitolata «Il Mondo Magico» portando le nuove commissioni su larga scala di Giorgio Andreotta Calò, Adelita Husni-Bey e Roberto Cuoghi. Nel 2018, in collaborazione con la città di Buenos Aires e Art Basel Cities, «Hopscotch (Il gioco del mondo)», ha curato una mostra di arte pubblica che ha celebrato il ricco ecosistema culturale della città argentina. Prima di rivestire questi ruoli, Alemani ha lavorato come curatrice indipendente collaborando con musei come la Tate Modern (Londra) e il MoMA PS1 (New York), istituzioni no profit come A rtists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation. Dal 2009 al 2010 ha diretto lo spazio sperimentale X Initiative a New York, dove ha organizzato mostre di Keren Cytter, Hans Haacke, Derek Jarman, Tris Vonna-Michell e molte altre.

Attenta all'innovazione, ma anche al discorso sul femminile, si preannuncia come un interessante mix di equilibrio e spregiudicatezza. Un mese fa in un’intervista ha incoronato artista del 2020 Simone Leigh, l'artista afroamericana famosa per le sue donne con le grandi gonne, molto impegnata socialmente, protagonista tra l'altro di una personale al Guggheneim dopo aver vinto il prestigioso Hugo Boss Prize. “Per lei - ha detto - solo l'inizio di una grandissima carriera”. Di solito non sbaglia.

I lavori del CdA
Il Consiglio ha confermato per il 2020 il maestro Ivan Fedele quale Direttore del Settore Musica e ha approvato un nuovo programma della sezione “Venezia Classici” del Settore Cinema, che prevede quale attività permanente la realizzazione, nel periodo primaverile, di rassegne di film classici restaurati, quale estensione di “Venezia Classici”. E poi data la scadenza del mandato dell'attuale Cda, a partire dal 13 gennaio decorrerà il periodo di “prorogatio” durante il quale potranno essere assunti solo provvedimenti di ordinaria amministrazione o urgenti e indifferibili.

In questo quadro, sarà accelerata la predisposizione del bilancio consuntivo del 2019, già ampiamente esaminato dal Cda nella forma di preconsuntivo, che prevede risultati positivi. La relazione che accompagnerà il bilancio conterrà anche una ricognizione degli sviluppi intervenuti dal 2008 a oggi, con confronti anche rispetto alla situazione precedente il 1998, anno in cui fu adottata la riforma della quale la Biennale ha potuto giovarsi nel suo percorso di profondo rinnovamento
- il Presidente e il Consiglio, a conclusione del mandato, sottolineano che per il futuro è assicurata una consistente dotazione di riserve economiche e continuità dell'attività, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera dello Statuto.

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