conclusa la "leopolda 10"

La priorità di Renzi: «La legislatura duri ed elegga un presidente pro Ue»

Per il leader di Italia viva «non è nella disponibilità del premier, che peraltro non è un parlamentare, e di altri leader politici, anche loro non eletti in Parlamento -, che questa legislatura abbia il dovere di proporre una maggioranza europeista e antisovranista per l'elezione del nuovo capo dello Stato». Tra le proposte di Italia viva anche quella di mantenere la pressione fiscale «allo stesso livello dell'anno scorso tagliando le spese per due miliardi di euro in un anno, senza toccare i servizi». Assolutamente da evitare invece «balzelli come sugar tax, come quelli sulla casa e sulle partite Iva»


Matteo Renzi, da Prodi all'uscita dal Pd

3' di lettura

«Questa legislatura eleggerà il presidente della Repubblica, il cui mandato scade a gennaio 2022. Il ruolo del Quirinale è un ruolo chiave. Se rimane questa legislatura in vita il presidente che ci accompagnerà fino al 2029 sarà espressione di forze politiche che credono nell'Europa, non mettono in discussione l'euro, non affollano le piazze circondati da Casapound, che mette in discussione valori costituzionali e la memoria condivisa». Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi nel suo intervento conclusivo della kermesse "Leopolda 10".

«Non è nella disponibilità del premier, che peraltro non è un parlamentare, e di altri leader politici, anche loro non eletti in Parlamento -, che questa legislatura abbia il dovere di proporre una maggioranza europeista e antisovranista per l'elezione del nuovo capo dello Stato», ha aggiunto in un altro passaggio dedicato alla situazione politica. «Di fronte al diktat di Salvini dal Papeete potevamo assecondare il suo disegno perverso per mettere le mani sul Quirinale e accettare qualche spruzzatina di novità da qualcuno su liste elettorali. Ma il Paese sarebbe finito nelle mani dei sovranisti e saremmo usciti dall'euro. L'alternativa a questo era fare politica,mentre loro chiamano coerenza quel che noi chiamiamo masochismo. Sì, ho cambiato idea per salvare l'Italia da Salvini e dal salvinismo e lo rivendico».

In manovra anche patente fiscale a punti
Parlando delle manovra 2020, approvata "salvo intese" dal Consiglio dei ministri e quindi ancora suscettibile di modifiche e integrazioni, Renzi ha annunciato l'introduzione della «patente fiscale a punti, perché non è pensabile che un cittadino debba vivere nell'angoscia del controllo se ha sempre fatto bene». «Faremo un seminario sui temi della lotta all'evasione fiscale», ha aggiunto, e «questo lavoro porterà i gruppi parlamentari di Iv nei prossimi giorni a presentare delle proposte sul fisco telematico e sull'innovazione». Italia viva «non può che essere contro l'aumento delle tasse», ha ribadito l'ex premier, lanciando alla maggioranza la proposta di mantenere la pressione fiscale «allo stesso livello dell'anno scorso tagliando le spese per due miliardi di euro in un anno, senza toccare i servizi». Assolutamente da evitare invece «balzelli come sugar tax, come quelli sulla casa e sulle partite Iva».

Iv e Pd come Macron con i socialisti
Quanto ai rapporti interni alla maggioranza che sostiene il Governo Conte bis, l'ex premier ha spiegato che Iv «a parte alcuni valori e idee comuni», intende proporsi agli elettori come «competitor del Pd», facendo «quel che ha fatto Macron e che certo non ha avuto il consenso dei socialisti francesi. Vogliamo assorbire larga parte di quel consenso, vogliamo arrivare come minimo sindacale in doppia cifra». «Vogliamo offrire uno spazio a chi non crede nella casa dei sovranisti e non sta in un disegno strutturale di alleanza tra Pd e M5S. Noi non la faremo quella alleanza perché il nostro mondo è diverso, non è casa nostra», ha proseguito, annunciando per il prossimo giugno un nuovo evento per coinvolgere nel nuovo partito )il cui simbolo è un gabbiano stilizzato) gli amministratori locali. «Il nostro progetto - ha proseguito - è un progetto che parte per rappresentare quell'area liberale, quell'area democratica, quell'area riformista di cui il Paese, stretto dall'accordo 5 Stelle-Pd da una parte e dai sovranisti dall'altra, ha bisogno: non c'è soltanto uno spazio, c'è un bisogno».

PER APPROFONDIRE: Lo «scisma» di Renzi: il Pd e il fantasma del leader

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