ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo l’istanza della Procura

Santanché su fallimento Visibilia: «Non c’è nessun indagato, pronta a querelare»

La richiesta di liquidazione giudiziale avviata il 2 novembre dalla Procura di Milano, in seguito a un esposto dei soci di minoranza dopo le analisi del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf

Aggiornato alle 9.44 del 3 novembre 2022

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3' di lettura

«È assolutamente falso che io sia indagata e daremo corso a azioni legali. Non c’è nessun indagato». Lo ha detto la ministra del Turismo Daniela Santanché a Radio Anch’io su Radio1. «Visibilia è una società che ho creato ma è stata venduta. C’è una cartella esattoriale non pagata e i nuovi soci faranno fronte - ha spiegato Santanché -. Non ci sono reati, non c’è un ipotesi reato. Non è giusto che i giornalisti scrivano cose che non hanno fondamento». «Non ho mai querelato un giornalista, ma questa volta mi scateno», ha aggiunto.

«Tutto nasce da un esposto fatto da un socio di minoranza - ha detto ancora la ministra -. Il procedimento viene aperto d’ufficio, poi la Guardia di Finanza ha fatto l’indagine e ha rilevato questa cartella esattoriale non pagata. È possibile che si possano fare ipotesi sul modello 45 ma altro è dire Santanché indagata. Non ci può essere bancarotta, perché prima della bancarotta la società deve fallire, ma i soci sono solvibili e possono pagare la cartella. Non c’è il presupposto di reato dell’insolvibilità. Ci potrebbero essere ipotesi di reato, ma non è questo il caso».

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L’istanza di liquidazione avviata dalla Procura milanese

Nella giornata di mercoledì la Procura di Milano aveva avviato un’istanza di liquidazione giudiziale (fallimento) per Visibilia Editore, società che aveva come primo azionista (ha dismesso le quote) la senatrice di Fratelli d’Italia e attuale ministro del Turismo Daniela Santanchè, e da lei fondata. Visibilia «versa in evidente e manifesto stato di insolvenza», ha scritto la Procura nell’istanza.

La richiesta è stata avanzata a partire da un esposto dei soci di minoranza dopo le analisi del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, coordinate dal pm Roberto Fontana. Analisi che in automatico portano ad un fascicolo per ipotesi di bancarotta che sarebbero in valutazione a carico degli ex amministratori, tra cui Santanchè.

Debiti verso le Entrate per 984mila euro

Su Libero del 2 novembre è stata pubblicata la notizia della richiesta di fallimento sulla base di un comunicato di Visibilia, quotata su Euronext Growth Milan, che ne ha dato conto. L’ istanza di liquidazione giudiziale è stata formulata dalla Procura nei giorni scorsi e il Tribunale fallimentare ha fissato udienza per discuterla per il 30 novembre. Nell’istanza la Procura segnala debiti da parte della società nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per circa 984mila euro. La Gdf ha analizzato, come risulta da un’informativa, i bilanci «tra il 2016 e il 2020». E ha evidenziato «costanti perdite già a far data dall’esercizio 2016» e, passando in rassegna tutti i temi della denuncia dei soci di minoranza (che ha originato pure una causa civile per «gravi irregolarità nella gestione»), ipotizza anche presunte «false comunicazioni sociali» relative ai bilanci, almeno dal 2017, con «particolare riguardo alle voci ’avviamento’ e ’imposte anticipate’».

Accertamenti sulle iniezioni di liquidità

Santanchè dal 2016 e fino al gennaio scorso è stata presidente ed Ad della società. Nel novembre 2014, si legge, Visibilia Editore Holding, «nella persona» di Daniela Santanchè, «ha sottoscritto e liberato l’aumento di capitale» della «neo costituita Visibilia Editore» e ciò ha «generato il valore di avviamento» di oltre 4,3 milioni di euro. Già dal 2017, scrive la Gdf, il cda di Visibilia «avrebbe dovuto approvare bilanci riportanti valori di avviamento e imposte anticipate largamente diversi da quelli deliberati».

Al centro degli accertamenti anche «le iniezioni di liquidità derivanti» da un finanziamento attraverso un prestito obbligazionario convertibile che, viene chiarito, «hanno sì permesso la prosecuzione dell’attività imprenditoriale ma anche, di fatto, causato il crack del valore azionario regredito del 99,97%».

Le perdite della società, si legge, sono state calmierate «dalla erronea contabilizzazione delle poste dell’attivo patrimoniale ’avviamento’ e ’imposte anticipate’». I debiti fiscali, infine, allo stato non risultano «rateizzati». Sono conseguenti all’istanza gli accertamenti per ipotesi di bancarotta, ma probabilmente anche per false comunicazioni sociali, a carico degli ex amministratori.

Avvocato Santanchè, non indagata in alcun processo penale

«In merito a notizie di stampa relative alla società Visibilia Editore spa, società nella quale la sen. Santanché ha rivestito in passato cariche societarie si precisa che: - la sen. Santanché non risulta indagata in alcun processo penale e da anni non ricopre alcuna carica in Visibilia Editore spa; - non risponde al vero che “sia aperto un fascicolo per ipotesi di bancarotta fraudolenta”, stante l’assenza del presupposto obiettivo della liquidazione giudiziale della società, soltanto ipotizzata in astratto». Lo aveva precisato mercoledì 2 novembre l’avvocato della ministra, Salvatore Sanzo.

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