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La produzione italiana riparte da Portovesme

Gli ultimi scogli burocratici sono stati superati. La Sider Alloys pronta a ripartire. Investimenti complessivi per 150 milioni di euro

di Davide Madeddu

2' di lettura

L’ultimo scoglio burocratico è superato. E l’alluminio primario made in Italy può ripartire da Portovesme. Dalla Regione c’è via libera agli ultimi passaggi relativi alle autorizzazioni perché la Sider Alloys, azienda italo svizzera che ha rilevato gli impianti dall’Alcoa, possa riattivare l’unico stabilimento italiano che produce alluminio primario dalla lavorazione dell’allumina. «Finalmente possiamo dire che in Italia si riprenderà a produrre alluminio primario – dice Eros Brega, responsabile affari legali dell’azienda – e possiamo dire che riparte da Portovesme e dalla Sider Alloys». Proprio dalla fabbrica dove la produzione si è fermata nell’ottobre del 2012 alla fine di una lunga e tormentata vertenza.

La parte complicata è alle spalle

La fase più complicata dell’iter autorizzativo (che supera quello previsto per la sistemazione degli impianti) è alle spalle. Ora si guarda al futuro e ai mercati che vedono salire le quotazioni dell’alluminio. «Abbiamo in campo un investimento che vale 150 milioni di euro – argomenta Brega – e prevede la sistemazione dello smelter con le tecnologie più avanzate e in grado di produrre alluminio di altissima qualità». Il progetto portato avanti dalla Sider Alloys, guidata da Giuseppe Mannina, prevede una fase di revamping e poi l’avvio della produzione e l’inserimento di 370 lavoratori diretti e 70 a contratto, più eventuali altri 50 in caso di riavvio di un ulteriore impianto (la cosiddetta “fabbrica degli anodi”).

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Investimenti per 150 milioni

A supportare l'intero piano, che ha l’obiettivo di rilanciare la produzione di alluminio primario, un programma di investimenti da 150 milioni di euro, di cui 8 a fondo perduto, 84 finanziati con un tasso agevolato, 20 messi a disposizione dall’Alcoa e il resto in capo al nuovo proprietario. Attualmente all’interno del compendio che sino alla fermata delle celle elettrolitiche (nell’ottobre del 2012) produceva 150 mila tonnellate di alluminio primario per pani e billette, sono iniziate diverse opere di riqualificazione e sistemazione in previsione degli interventi più importanti che, alla luce dell'ultimo passaggio burocratico, «potranno partire a breve. Sarà la prima fabbrica d’Italia che andrà a produrre alluminio primario dalla lavorazione dell’allumina attraverso processo elettrolitico – dice ancora Brega –. All’interno poi ci sarà anche la fonderia per la produzione di alluminio proveniente da riciclo».

I primi container

A Portovesme sono già arrivati i primi container con il materiale per la ricostruzione degli impianti e per i prossimi giorni ne sono attesi altri. A portare avanti gli interventi più importanti che trasformeranno la fabbrica in un sito moderno e all'avanguardia nell’ambito della metallurgia sarà la Chinalco. «Finalmente la parte più critica è stata superata – dice Rino Barca, responsabile alluminio della Fsm Cisl – ora inizia la seconda fase, che è quella operativa legata al rilancio dello stabilimento che sarà moderno e all’avanguardia». Prima tappa del nuovo corso mercoledì prossimo. «Siamo stati convocati dall’azienda per parlare su organizzazione del lavoro e di personale – prosegue – e dare quindi corso al programma». L’avvio degli interventi, assicurano alla Sider Alloys, dovrebbe essere immediato. Quanto alla produzione il primo pezzo di alluminio dovrebbe essere colato a gennaio 2022.

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