passa la nuova commissione ue

La promessa di von der Leyen: «Mille miliardi per il Green New Deal europeo»

Il nuovo esecutivo comunitario viene promosso con 461 voti a favore su 707 presenti (voto contrario della Lega). La priorità: un maxi-piano di investimenti sostenibili da 1.000 miliardi che sarà presentato nei prossimi giorni

di Beda Romano


Il parlamento Ue dà la fiducia a Von der Leyen: tutti gli ostacoli da affrontare

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - La nuova Commissione europea, presieduta da Ursula von der Leyen, ha ottenuto mercoledì 27 novembre la fiducia del Parlamento europeo, a sei mesi dalle ultime elezioni europee di maggio. Il voto, a cui hanno partecipato 707 deputati su 748 eletti, ha mostrato 461 voti a favore, 157 contrari e 89 astensioni. Il nuovo esecutivo comunitario, che intende fare di un generoso piano ambientale un nuovo motore di crescita, entrerà in carica il 1° dicembre.

La Ue come «potenza responsabile»
Lo scrutinio è avvenuto dopo un dibattito qui a Strasburgo durante il quale la signora von der Leyen ha pronunciato un discorso spesso prevedibile, alla presenza dell’intero collegio. La nuova presidente ha ricordato le sue priorità: il digitale, l’ambiente, l’industria. Ha notato che «il mondo ha bisogno della leadership europea» e che «in un mondo scombussolato» nel quale «molti paesi agiscono in modo unilaterale» e «la gente manifesta in molte città» l’Europa deve essere «una potenza responsabile».

La signora von der Leyen ha quindi giocato la carta dell’orgoglio europeo, ricordando tra le altre cose le rivoluzioni di velluto scoppiate esattamente 30 anni fa. Più precisamente, dinanzi alle sfide del momento, dalla rivoluzione digitale alla transizione climatica, ha spiegato che «nei prossimi cinque anni la nostra unione si adopererà per una trasformazione della società e dell’economia; è la cosa giusta da fare e non sarà semplice». Ha assicurato di volere «mantenere in Europa tecnologie chiave».

Un “Green New Deal” da mille miliardi
Sul fronte economico, la nuova Commissione europea vuole usare la nuova sensibilità ambientale per rilanciare l’economia, promuovendo nuovi investimenti sostenibili e utilizzando i margini concessi dal Patto di Stabilità. Tra le altre cose, la signora von der Leyen vuole presentare a breve un piano da 1.000 miliardi di euro, un “Green New Deal”. Nei fatti, il desiderio è di creare una nuova politica industriale europea che sia realmente federale e non più solo la somma di politiche nazionali.

«La mia Commissione non avrà paura nel parlare la lingua della fiducia e dell’assertività, ma lo faremo a modo nostro, il modo europeo», ha aggiunto la presidente della nuova Commissione, riferendosi al rapporto con gli Stati Uniti e la Cina. La signora von der Leyen confermato che entro il 2050 il continente dovrà essere neutro dal punto di vista climatico. Ha parlato di «sostenibilità competitiva», un concetto al centro «della nostra economia sociale di mercato».

Il voto contrario della Lega
La nuova Commissione ha raccolto voti favorevoli nelle file dei popolari, dei socialisti, dei liberali (il PD, il M5S e Forza Italia hanno votato sì, la Lega no). La maggioranza è stata di 107 voti, meglio di quanto non avesse fatto la signora von der Leyen nella sua elezione in estate. Il nuovo esecutivo comunitario entra in carica in un contesto delicatissimo. Non gode di una maggioranza chiara e tutti gli osservatori si aspettano perenni difficoltà nell’approvazione dei progetti di legge.

Per la prima volta, nella Commissione europea non vi sarà un rappresentante per paese membro. In procinto di lasciare l’Unione, il Regno Unito ha deciso di non inviare un proprio commissario. La scelta è controversa, e ha indotto l’esecutivo comunitario ad aprire una procedura di infrazione, ma i paesi membri hanno deciso di soprassedere, pur di permettere alla nuova Commissione di vedere la luce, sei mesi dopo le recenti elezioni europee.

Per approfondire:
Tutti i dossier economici sul tavolo del neo commissario Ue Gentiloni
“Team” von der Leyen: cinque trappole per la nuova Commissione Ue

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