SMART WORKING E TURISMO

La prossima vacanza si organizza su Skype con l’esperto

Non è un bot ma un professionista in carne e ossa - così ribattezzato - che, con incontri a distanza e anche andando a casa del cliente, mette a punto la strategia di viaggio ideale

di Sara Magro

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Isola Chrissi (Creta) (Photo by ARIS MESSINIS / AFP)

Non è un bot ma un professionista in carne e ossa - così ribattezzato - che, con incontri a distanza e anche andando a casa del cliente, mette a punto la strategia di viaggio ideale


4' di lettura

Il Covid-19 ha cambiato abitudini di vita e colpito duramente alcuni settori dell’economia. Il turismo è uno di quelli che sta soffrendo di più.

Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo la pandemia di Covid-19 ha causato perdite per 320 miliardi di dollari nel comparto da gennaio a maggio rispetto all'anno prima. Il numero dei turisti internazionali è crollato del 56% rispetto allo stesso periodo del 2019, che rappresenta 300 milioni di visitatori in meno e la perdita probabile di 100-120 milioni di posti di lavoro. Ci sono però figure professionali come influencer, trainer, banker senza ufficio fisso, senza orario e on demand che hanno continuato a lavorare da remoto in questi mesi.

Una nuova figura per un turismo smart

Ora, alla schiera degli moderni smart worker si aggiungono i “viagger”, esperti del settore turistico che propongono l'acquisto di vacanze con un metodo innovativo. Un modo più moderno per chiamare gli agenti di viaggio, si potrebbe semplificare. In questo caso i soci fondatori di viagger.it – Glauco Auteri, Lucia Locatelli, Augusto Odone e Diego Ricchiuti – sono partiti da un neologismo per ridefinire la figura del venditore di viaggi con un nome più accattivante e attuale, liberandosi dell'idea ormai superata dell'agente ma anche del consulente dalle parcelle salate. Anzi la prestazione, in questo caso, non si paga affatto.

Nato a gennaio 2020, viagger.it è un canale che si avvale di collaboratori esperti nel settore del turismo per offrire servizi di booking e delivery, ovvero le fasi di prenotazione e acquisto di vacanze da scegliere tra le offerte dei migliori tour operator italiani. E lo fa sul modello delle grandi corporate di servizi, come banche e assicurazioni, che vanno dal potenziale cliente e non viceversa.

«Il cambiamento - spiega Glauco Auteri, che arriva da anni nel Gruppo Uvet, leader in Italia nel business travel – consiste proprio nel modo di approcciare il cliente: non si aspetta in negozio, come in passato. Si va da lui quando e dove vuole: a casa, in palestra, al bar, la sera, il sabato e la domenica. Oppure online su Skype, rispettando le ultime norme di distanziamento». In sintesi, a parte contattare quello che diventerà il suo viagger, ed esprimere le sue esigenze, il cliente non deve fare niente.

Paralisi nel turismo con il Covid-19 e nuovi modelli

«Anche per questo motivo, senz'altro drammatico, viagger.it sta suscitando interesse tra gli agenti tradizionali in cerca di opportunità. Hanno capito che non bisogna cambiare lavoro, ma il modo di farlo», dice Auteri. «Il nostro progetto risponde alle necessità di maggior flessibilità e dinamicità nel rapporto con il cliente. Puntiamo sul fattore umano e sulle competenze tecniche dei nostri collaboratori per garantire conoscenza, professionalità e valore aggiunto nell'erogazione del servizio». Questi sono in sintesi gli asset su cui si basa la nuova impresa con sede operativa a Chiasso, e sede commerciale presso l'agenzia di viaggi KL a Brembate di Sopra, nel bergamasco.

Nella valigetta del viagger ci sono i prodotti dei principali tour operator italiani: «È il nostro biglietto da visita, in termini di solidità, garanzia e qualità», sottolinea Auteri. «È vero, si potrebbe comprare il viaggio direttamente online, ma noi offriamo, senza costi aggiuntivi, un servizio human to human: i nostri collaboratori vanno dal cliente, spiegano il prodotto, interpretano i suoi desiderata e lo assistono dall'acquisto al ritorno dal viaggio».

Anche se piccolissimo, potrebbe essere un primo passo verso l'introduzione del travel consultant, figura ben affermata negli Stati Uniti, dove il turista fai da te, tuttora in voga in Italia, è una sparuta percentuale. Organizzare un viaggio è un lavoro altamente specializzato, e affidarsi a una persona che lo sa fare solleva da difficoltà tecniche e imprevisti, che si tratti di un giro del Sudafrica o di acquistare un volo low cost per l'Europa.

Dal cocktail speciale a Ibiza alla crociera

«Il sogno è arrivare un giorno a offrire un servizio ancora più meticoloso, al punto di consigliare un bar a Ibiza solo per il suo cocktail speciale. Fa la differenza avere un referente capace di fornire informazioni chiare, precise, veritiere secondo le proprie aspettative e in qualunque momento, anche durante il viaggio».

Se funziona, come è già accaduto con il personal trainer e il personal banker, potrebbe essere una svolta nella mentalità indipendente del viaggiatore italiano al quale non viene certo spontaneo chiamare un professionista per prenotare una vacanza nel Salento. Si tratta solo di capirne i vantaggi e sperimentarne la comodità senza spendere un euro in più del previsto.

In attesa e nella speranza che le persone ricomincino a programmare vacanze più esotiche di quelle offerte dal turismo di prossimità, la neonata azienda sta ampliando il team, con l'obiettivo di arrivare a 50 collaboratori entro fine anno, e sta strutturando i suoi canali, uno dedicato ai viaggi di lusso, uno alle news con gli aggiornamenti della Farnesina, e uno al pianeta: «Siamo al 100% “paperless”. I nostri cataloghi, contratti e voucher non sono di carta, ma digitali», conclude Auteri. «La sostenibilità è uno dei nostri valori, e ci siamo proposti di piantare un albero per ogni nuovo collaboratore e per ogni viaggio venduto. Si procede per piccoli passi».


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