BIG DATA E CASE IN AFFITTO 

La prossima vacanza? In una casa costruita da Airbnb

di Biagio Simonetta

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2' di lettura

Airbnb è alle prese, ormai da qualche tempo, con l'inasprimento delle norme sul noleggio abitativo a breve termine un po' in tutto il mondo. Una crociata, guidata dagli albergatori, che la piattaforma californiana sta cercando di attenuare con innovazioni sempre più convincenti. L'ultima è di questi giorni, e si chiama Backyard. Si tratta di un progetto con un obiettivo molto ambizioso: costruire delle case di proprietà per bypassare le sempre più stringenti leggi sul noleggio. Il tutto dovrebbe partire entro la fine del prossimo anno, e basa le sua fondamenta su una prototipazione di come le nuove case devono essere progettate, costruite e infine condivise.

Perché il progetto si chiama Backyard
Backyard, che in inglese significa cortile, non è un nome scelto a caso. L'idea è figlia di una tendenza molto in voga negli Stati Uniti e in Canada, dove sul retro delle case stanno nascendo i cosiddetti ADU (ovvero Accessory Dwelling Units), piccole dépendance di un paio di camere che solitamente vengono abitate dai genitori anziani, o da dare in affitto agli studenti.

Una moda scoppiata grazie alle nuove leggi introdotte da numerose contee americane, per favorire questo tipo di soluzioni per rispondere alla carenza di alloggi. «Stando alle attuali proiezioni dell'ONU, entro il 2060 verranno costruiti miliardi di metri quadrati di nuovi edifici» ha detto Joe Gebbia, co-fondatore di Airbnb. «È l'equivalente di una nuova Parigi ogni settimana. Solo negli Stati Uniti, stiamo costruendo una media di 3.300 nuove case ogni giorno. Per noi, questo va oltre l'opportunità di business. È una responsabilità sociale. Il modo in cui sono costruiti gli edifici è obsoleto e genera una quantità enorme di rifiuti. Per soddisfare le esigenze del futuro, che si tratti di dislocamento climatico o di migrazione dalla campagna alla città, la casa deve evolversi, guardare avanti».

L'utilizzo dei dati
Per questo progetto, Airbnb si è affidata ai dati. Raccogliendo le esperienze dei suoi utenti in tutto il mondo, infatti, l'azienda californiana ha stabilito una sorta di piano di costruzione tenendo in considerazione spazi, domotica e altri fattori, così da rispondere al meglio alle esigenze dei proprietari di casa, ma anche degli utenti che noleggiano un appartamento. Questa mossa di Airbnb di fornire le proprie case, inoltre, ricorda i programmi di leasing di auto di Uber e Lyft. Ma va detto che Airbnb non vuole costruire case normali, ma abitazioni modulari e regolabili. Cosa significa regolabili? Che se rimani indietro sul tuo mutuo Airbnb, puoi riconfigurare la tua planimetria per creare stanze da affittare su Airbnb.

Un'idea, insomma, che ripensa il concetto di casa. Il prezzo? «È ancora presto per dirlo» ha concluso Gebbia. «Backyard vuole creare nuove possibilità abitative per le persone, che siano clienti di Airbnb o meno. Quello che vogliamo è aiutare le persone a trovare nuovi posti da chiamare casa».

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