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Furbetti del bonus: sarebbero tre deputati della Lega, uno del M5S e uno di Italia Viva. Di Maio: si dimettano

L’Istituto di previdenza ha fatto sapere che 5 deputati hanno chiesto e ottenuto l’aiuto da 600 euro. Fico: «Chiedano scusa e restituiscano i soldi»

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L’Istituto di previdenza ha fatto sapere che 5 deputati hanno chiesto e ottenuto l’aiuto da 600 euro. Fico: «Chiedano scusa e restituiscano i soldi»


3' di lettura

«I parlamentari che hanno chiesto l'indennità da 600 euro sarebbero 3 leghisti, uno di Italia viva e uno del M5s. Cosa aspettano a dimettersi? L'istituzione in cui siedono merita rispetto: è il tempio della democrazia. Se ne vadano immediatamente!». Lo scrive su Twitter Alessia Morani, sottosegretaria allo Sviluppo economico che aggiunge l'hashtag #iosonodiversa.

Sarebbero questi, quindi, i cinque deputati che hanno chiesto - e ottenuto - il bonus da 600 euro mensili poi elevato a 1.000 previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva: la segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps. A norma di legge, tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.co, oltre ad alcune categorie di autonomi, avevano diritto di accedere all’indennità introdotta durante il lockdown dovuto al coronavirus.

Né l’Inps né il quotidiano Repubblica che ha dato la notizia fanno i nomi dei cinque “furbetti” ma sui social c’è già chi chiede al presidente della Camera Roberto Fico di rendere note le identità dei deputati.

Il leader politico del M5S, Luigi Di Maio chiede che i deputati «chiedano scusano e si dimettano».

Prima dell’indiscrezione sui partiti di appartenenza dei cinque deputati, il leader della Lega Matteo Salvini aveva detto: «Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna. Che l'Inps (che non ha ancora pagato la cassa integrazione a migliaia di lavoratori) abbia dato quei soldi è una vergogna. In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero». Subito dopo lo stesso Salvini ha detto: «Chiunque siano, immediata sospensione».

E proprio il presidente Fico ha trasmesso tramite Facebook il suo messaggio: «È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre».

«Se confermato che cinque parlamentari hanno chiesto il bonus per le partite Iva in difficoltà, questo sarebbe semplicemente uno scandalo», ha affermato in una nota la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli. «È inaccettabile - aggiunge - che mentre le famiglie non sapevano come fare la spesa e molte attività chiudevano, qualcuno, con lo stipendio garantito, senza avere accusato perdite, abbia pensato di approfittarsi dell’emergenza Covid togliendo soldi a chi ne aveva realmente diritto e, soprattutto, bisogno». Ronzulli chiede «un sussulto di dignità: i deputati di cui parla l’Inps chiedano scusa e, se li hanno presi, restituiscano immediatamente i soldi».

Della stessa idea il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera Michele Bordo, che afferma: «Spero che restituiscano subito i soldi o che il Presidente Roberto Fico trovi immediatamente la maniera per porre rimedio a questa ingiustizia, che è uno schiaffo enorme nei confronti di chi ha realmente bisogno, specie dopo l’emergenza sanitaria».

Luigi Di Maio, in un post su Facebook, ricorda quanto percepiscono i parlamentari e ironizza: «Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso».

Anche il deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Giorgio Mulé, ha espresso perplessità sulla vicenda: «Molti di noi, nei mesi dell’emergenza e non solo, hanno destinato in tutto o in parte l’indennità di parlamentare in favore di chi era in difficoltà o lottava in prima linea. Accanto a noi c’era invece qualcuno che senza alcun rispetto ha intascato il bonus. Per dissipare qualsiasi dubbio sarebbe il caso che chi ha usufruito del bonus esca volontariamente allo scoperto».

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