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La quinta generazione di Subaru Forester diventa ibrida

di Cesare Cappa

3' di lettura

Prima di saggiare il mercato europeo ha già sondato buona parte del Globo, come gli Stati Uniti. Ma la nuova Subaru Forester non è solo un riferimento per le lande del Nordamerica, perché negli anni si è ritagliata un discreto successo anche da queste parti. Punto di riferimento per chiunque fosse in cerca di una vettura solida, robusta e capace di impegnarsi pure in fuoristrada.
La quinta generazione del bestseller nipponico nasce sotto i buoni auspici della recente Subaru Global Platform. Un passo avanti non solo in termini di tecnologia, ma ovviamente di spazio. Una certezza che si misura grazie ad un passo portato sino alla quota di 2,67 metri. Quanto basta per riconoscerle che l'ospitalità riservata ai passeggeri della zona posteriore sia davvero degna di nota.

Le linee squadrate sono must imprescindibile, al di là della generazione. Uno stile familiare, adatto ad assecondare il cliente Subaru, decisamente più di sostanza rispetto ad altri brand. E se la domotica di bordo presenta come di consueto il doppio display, con quello centrale di tipo touch a cui è demandata tutta la sezione multimediale, il miglioramento qualitativo è tangibile. Ogni aspetto della precedente generazione è stato logicamente migliorato, tanto che il portellone automatico posteriore sia persino più rapido nell'operazione di apertura e chiusura.

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Quindi se da un lato l'essenza Subaru non è stata minimamente alterata, dall'altro la Casa delle Pleiadi ha iniziato a fare i conti con le rigide normative anti-inquinamento europee, portando in campo una motorizzazione ibrida. Il celebre boxer di due litri da 150 cavalli, è coadiuvato da un piccolo motore elettrico collocato nella zona del cambio, rigorosamente Lineartronic (ovvero un modello di tipo CVT).

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Scendono poi in campo un pacco batterie agli ioni di litio posizionato nella zona del vano bagagli. Di fatto con questa configurazione si perde la possibilità di alloggiare oggetti nell'eventuale sottovano, mentre il peso complessivo della vettura guadagna all'incirca 110 kg. Il sistema funziona esattamente come un ibrido tradizionale, con l'endotermico che si adopera per ricaricare il pacco batterie in determinate condizioni di marcia e l'elettrico che lavora per colmare il gap ai regimi più bassi. In realtà le batterie si possono ricaricare pure durante le fasi di frenata. Il pacco è sufficientemente compatto per essere ricaricato in pochi minuti. Tale modello ibrido, che verrà replicato pure sulla XV con la medesima motorizzazione due litri Boxer, prende il nome di e-Boxer. Ed essendo un ibrido vero, consente alle due Subaru (Forester ed XV) di marciare anche solo in elettrico. È il sistema che decide in modo autonomo quando passare al modo EV. In questo caso l'autonomia è ridotta a circa 1,5 km... un po' come le Prius delle primissime generazioni.

Su strada il peso importante di Forester è percettibile a tutte le andature, anche perché i 150 cavalli “aspirati” possono contare solo su 194 Nm di coppia. Un dato che non rende la spinta del propulsore così immediata e funzionale. Rispettate invece le attese in fuoristrada. Il sistema di trazione integrale, unitamente ad un'altezza da terra di 220 mm, rendono il Suv delle Pleiadi davvero inarrestabile. A regolare la trazione sui fondi a bassa aderenza ci pensa l'elettronica. La nuova Forester arriverà sul mercato nazionale nel periodo novembre-dicembre, mentre la fascia di prezzi (non ancora dichiarati) dovrebbe aggirarsi in un range che va da 36.000 a 43.000 euro.

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