riconoscimenti

La quotidianità dell’impegno: i vincitori del Premio Ambrosoli

di Serena Uccello

Giorgio Ambrosoli (Fotogramma)

5' di lettura

In comune hanno l’impegno e la normalità. La normalità perché sono cittadini che nel contesto “normale” del loro lavoro si sono trovati nella condizione di compiere gesti straordinari. L’impegno è l’esercizio della legalità, anche quando questo vuol dire mettersi a rischio. Sono i premiati del Premio Ambrosoli . Sono insegnanti, dipendenti pubblici, ma anche liberi professionisti e volontari. La cerimonia è in programma per oggi a Milano. Ad aprirarla saranno Annalori Ambrosoli, Presidente del Premio, Virginio Carnevali, Presidente di Transparency International Italia, Anna Lapini, Componente di Giunta incaricata per Legalità e Sicurezza Confcommercio-Imprese per l'Italia.

Giunto alla quinta edizione, il Premio è promosso dalla famiglia Ambrosoli e da Transparency International Italia, ed è sostenuto da Confcommercio – Imprese per l'Italia con il Patrocinio del Comune di Milano e della Camera di Commercio di Milano, l'adesione di Fondazione Rete Imprese Italia e del Piccolo Teatro di Milano e d’Europa.

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I premiati
Giuseppe Antoci, dirigente pubblico

Dal 2013 Presidente del Parco dei Nebrodi (ME) e dal 2014 Coordinatore Regionale di Federparchi la federazione dei Parchi e delle Riserve Italiane. Fautore della creazione del Protocollo di Legalità, per la tutela e la salvaguardia delle concessioni dei terreni degli enti pubblici e l'eliminazione delle infiltrazioni mafiose nei procedimenti di affidamento degli stessi, che oggi è stato allargato a tutta la Sicilia e sottoscritto da tutti i Prefetti dell’isola.
La notte tra il 17 e il 18 maggio 2016 è stato vittima di un attentato mafioso, avvenuto mentre era di ritorno a Santo Stefano di Camastra (PA), dal quale è uscito illeso grazie all'auto blindata e all'intervento del Vice Questore Manganaro e degli uomini della scorta.

Vincenzo Ciotola, dirigente scolastico

Preside dell'Istituto Tecnico Informatico Galileo Ferraris di Scampia (NA), che con i suoi 1.500 studenti da anni è impegnato sul terreno della diffusione della cultura della legalità. Nel 2013 attiva un corso extracurriculare, organizzato in collaborazione con il Coni, che prevede una lezione teorico pratica di autodifesa dedicata a tutte le alunne dell'istituto che ne faranno richiesta. Un modo per farle sentire più sicure in generale e in contesti e situazioni difficili, purtroppo sempre più frequenti soprattutto nella zona di Scampia, territorio riconosciuto come di difficile gestione per la mancanza totale di servizi ai cittadini e per la presenza di un'alta presenza mafiosa.

Adriana Musella, volontariato civile

Presidente dell'Associazione Antimafia “Riferimenti” di Reggio Calabria. Figlia della Vittima di Mafia, l'imprenditore Gennaro Musella.
L'associazione nata per una memoria famigliare per impegnare la stessa famiglia nella testimonianza alla società civile è dedita al mondo dei Giovani in via di formazione, come antidoto contro il cancro della società civile che è la mafia. Adriana Musella è promotrice della Gerbera Gialla, fiore simbolo della lotta alle mafie. La Gerbera Gialla è il fiore individuato per rappresentare simbolicamente il complesso mondo della cultura Antimafia, il suo significato è quello di appartenenza ad un mondo che resiste alla seduzione del danaro facile e del potere sul prossimo.

Mariella Russo, dirigente scolastico

Maria Rosaria Russo, per tutti Mariella, è dirigente scolastico dell'Istituto Raffaele Piria di Rosarno e nel responsabile nazionale del settore scuola del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti. Attiva protagonista di una promozione culturale di formazione e informazione contro la ‘ndrangheta in un territorio come quello di Rosarno ad alto rischio criminalità. Il suo impegno si è rivolto soprattutto ai “ragazzi difficili”, i figli di noti boss mafiosi.

Premio Speciale
Pino Gusmaroli, libero professionista

Già consulente per la Società Finanziaria Italiana (SFI) è chiamato da Giorgio Ambrosoli in qualità di esperto del mercato borsistico, a formare la squadra che indagherà sulla liquidazione della Banca Privata Italiana di Sindona insieme all'avvocato Sinibaldo Tino (e NOME Pollini) e il professore Vittorio Coda.
Silvio Novembre, ufficiale della Guardia di Finanza
Maresciallo della Guardia di Finanza, che affiancò Giorgio Ambrosoli e la magistratura di Milano nella scoperta della bancarotta della BPI. Oggi a 82 anni, testimone di uno dei periodi della storia della Repubblica Italiana più cupi, è memoria ed esempio vivente di quell'integrità, responsabilità e professionalità a cui il Premio riconosce valore e merito.
Menzione Speciale Giorgio Ambrosoli
Salvatore Barbagallo, imprenditore

Titolare di un'azienda di trivellazioni a Vibo Valentia, il 3 marzo 2007 denuncia per racket il clan dei Mancuso. Dopo molte spiacevoli vicissitudini seguite a questa scelta coraggiosa chiude la ditta, in fallimento a causa di minacce e ritorsioni mafiose. Oggi è testimone di giustizia in molti processi contro l'ndrangheta, tra cui il processo “Black Money”.
Silvano Barco, atleta

Ex fondista, prese parte ai Giochi olimpici invernali di Calgary nel e a due dei Campionati mondiali. Al termine della carriera, nel 1996, dichiara di aver fatto ricorso all'autoemotrasfusione presso il centro studi dell'Università di Ferrara guidato da Francesco Conconi. Denuncia di aver eseguito tale pratica dopante fino al 1988, ma di essersi rifiutato di assumere eritropoietina (EPO) e di esser stato per questo motivo emarginato dalla squadra.
Paolo Borrometi, giornalista
Giornalista ragusano, collaboratore dell'Agenzia Agi, fondatore e direttore della testata giornalistica online “La spia”. Le sue inchieste hanno parlato del Comune di Scicli sciolto per mafia, del racket delle agenzie funebri, della stidda - nuova mafia nata proprio nella zona di Ragusa negli anni '80 - e hanno infastidito le famiglie del luogo. Ne sono seguite minacce e pesanti aggressioni che gli hanno procurato una menomazione permanente alla spalla anche dopo il trasferimento a Roma.
Ilaria Capua, scienziata
Capua è tra i più grandi virologi italiani. Vittima nel 2014 di una vicenda giudiziaria basata su l'accusa infamante di aver diffuso ceppi dell'influenza aviaria per guadagnare dalla vendita dei vaccini. Chiede le dimissioni immediate dal suo ruolo di parlamentare per tornare a lavorare nella ricerca come direttrice di un centro a Orlando, in Florida, dove si è trasferita con la famiglia. È stata prosciolta nel luglio 2016.
Emanuele Feltri, imprenditore agricolo
Catanese di 33 anni, perito agrario, dopo aver scelto di comprare una vecchia azienda agricola per diventare imprenditore nel settore del biologico, si impegna nella denuncia quotidiana dei soprusi legati alla propria terra, che vede centinaia di discariche abusive rovinare l'oasi naturale creata nel 2009 dentro cui vive e lavora. Nonostante continui a subire intimidazioni lotta per non lasciare la sua terra e il suo progetto.
Andrea Franzoso e Luigi Nocerino, funzionari d'impresa
Funzionari entrambi di Ferrovie Nord Milano segnalano e portano alla luce gravi irregolarità nella gestione dei rimborsi spese dei dirigenti attraverso un suo rapporto di verifica interno all'azienda. Dopo la denuncia ai carabinieri Andrea Franzoso viene rimosso dal suo incarico mentre Luigi Nocerino, capo dell'audit, viene spostato ad un'altra mansione.
Riconoscimento Europeo
Andrew Jennings, giornalista scozzese

Giornalista d'inchiesta, collabora con l'FBI e da il via alle indagini che porteranno allo scandalo che coinvolgerà i vertici della FIFA, che hanno portato alla caduta di Blatter, già autore nel 1986 del documentario sulla corruzione a Scotland Yard che la BBC si rifiutò di trasmettere.
Il suo libro “Omertà”, edito in Italia da Rizzoli, è una sequenza infinita di illeciti nascosta per anni dai muri invalicabili eretti massima organizzazione calcistica.

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