Sport

La rabbia e l'orgoglio di Conor O'Shea

di Flavia Carletti

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(Ansa)


2' di lettura

“Odio perdere. Sono orgoglioso dei ragazzi ma anche molto arrabbiato perché abbiamo giocato bene durante la partita”. Le parole scelte da Conor O'Shea, commissario tecnico della Nazionale di rugby, per commentare il risultato di Italia-Inghilterra (15 a 46 per gli inglesi) non potrebbero essere più eloquenti. Descrivono perfettamente le sensazioni provate dai giocatori e dallo staff tecnico dell'Italrugby al termine del primo incontro disputato nel NatWest 6 Nazioni 2018. “Abbiamo creato tante opportunità. Si è vista una squadra con molto potenziale per il futuro ma oggi è difficile e comunque sono arrabbiato”, aggiunge O'Shea, ricordando che “abbiamo giocato contro la seconda squadra più forte al mondo” e purtroppo, soprattutto nel finale, la differenza si è vista.

L'intensità di gioco degli inglesi per tutti gli ottanta minuti e la loro capacità di piegare gli Azzurri nel finale, infilando tre mete in dieci minuti, arrivando alle sette complessive, ha evidenziato tutta la loro superiorità, mettendo in luce le mancanze dell'Italia, oggi deficitaria in disciplina e in alcuni frangenti in difesa.

“Quello di oggi è un risultato pesante, non possiamo accettarlo ma non cerchiamo giustificazioni”, con i suoi 100 caps Alessandro Zanni è uno dei veterani di questo gruppo, che ha ritrovato dopo due anni di assenza e la sua analisi è lucida. “In difesa siamo stati meno attenti e meno competitivi, abbiamo lasciato troppo spazio al largo”, continua, anche se la differenza con le ultime prestazioni della Nazionale sta nel fatto che “abbiamo segnato più mete e abbiamo tenuto possesso palla”. Bisogna ripartire da qui e “dobbiamo crescere, dobbiamo essere perfetti in tutto”, mentre oggi “negli ultimi 20 minuti non siamo riusciti a essere al 100%”.

Il bicchiere per Zanni, comunque, è mezzo pieno: “Rispetto al passato c'è più competizione in tutti i ruoli, oltre ai 30 convocati ci sono almeno 15 papabili allo stesso livello che sono rimasti a casa e questo fa crescere”. E tra i giovani più interessanti c'è sicuramente Matteo Minozzi, classe 1996 e all'Olimpico alla terza presenza in maglia azzurra. “Il voto che mi do per la mia prestazione di oggi è 6 e mezzo, ho difeso bene sulle palle alte ma ho fatto qualche scelta sbagliata”, spiega a fine partita. “Oggi abbiamo fatto delle cose belle in attacco ma dobbiamo rivedere la difesa”, continua, riconoscendo il valore assoluto degli avversari: “La qualità dei 23 giocatori che ci siamo trovati davanti è impressionante, sono una delle squadre più forti al mondo e si sono confermati come tali”. Non era infatti questa la partita che l'Italia puntava a vincere, anche se, come ha ammesso candidamente Minozzi: “Non ti aspetti mai di prendere 40 punti”, pur avendo davanti ai l'Inghilterra e fino a un quarto d'ora dalla fine sembrava quasi che l'Italia potesse giocare ad armi pari.

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