risparmio gestito

La raccolta dei gestori ad aprile inverte la rotta, incassati 2 miliardi

A spingere sull’acceleratore sono stati i fondi comuni, tornati in attivo per 5,7 miliardi. Positivi gli azionari (2 miliardi) e gli obbligazionari (2,3 miliardi). In recupero anche il patrimonio complessivo, salito a 2.178 miliardi

di Isabella Della Valle

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(fusolino - stock.adobe.com)

A spingere sull’acceleratore sono stati i fondi comuni, tornati in attivo per 5,7 miliardi. Positivi gli azionari (2 miliardi) e gli obbligazionari (2,3 miliardi). In recupero anche il patrimonio complessivo, salito a 2.178 miliardi


2' di lettura


Con un’inversione a U i fondi comuni ad aprile hanno trascinano la raccolta totale dei gestori. Grazie a un saldo positivo per 5,7 miliardi, questi prodotti hanno permesso all’ industria del risparmio gestito di archiviare i conti con un incasso superiore a 2 miliardi. Un risultato molto importante che arriva dopo un trimestre difficile e soprattutto dopo un mese, marzo, particolarmente penalizzato dalle conseguenze della pandemia.

Questa volta sono state le gestioni collettive ad andare in territorio negativo (-3,9 miliardi) e in particolare i mandati istituzionali, ma il dato positivo di quelle collettive ha più che compensato il rosso. Da inizio anno, quindi, il settore viaggia con un deficit di circa 10 miliardi, distribuito equamente tra fondi e gestioni. In recupero anche il patrimonio gestito, salito a 2.178 miliardi dai 2.140 precedenti (48,5% in capo alle gestioni collettive e il 51,5% a quelle di portafoglio).

I fondi

Sul segmento dei fondi comuni va segnalato il deciso recupero degli azionari, grazie a una raccolta di 2 miliardi, ma soprattutto quello degli obbligazionari che sono passati da un saldo negativo per 8,6 miliardi a uno positivo di 2,6. In recupero anche i flessibili (250 milioni), mentre si è ridimensionato a 846 milioni il risultato dei monetari, molto gettonati a marzo (6,9 miliardi). Da queste cifre si potrebbe quasi dire che sia iniziata una fase 2 anche per il risparmio gestito, dove è evidente la tendenza a riposizionare i portafogli su strumenti più dinamici.

I gruppi

Tra i protagonisti del mercato da segnalare il risultato di Intesa Sanpaolo che ha registrato il risultato migliore con 2,5 miliardi. Bene anche il dato di Poste Italiane (1,8 miliardi), di Amundi (831 milioni), di Morgan Stanley (805 milioni) e di Ubs (689 milioni). In tutti i casi, tranne per Poste, la raccolta è stata realizzata grazie alla vendita di fondi aperti. Conti in rosso, invece, per 4,5 miliardi per Generali (a causa di operazioni infragruppo), per Anima (-86 milioni), Pramerica (-117 milioni), Mediobanca (-592 milioni) e Kairos Partners (-412 milioni).

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