L’intervento dell’Anac

La radiografia delle 26mila auto blu. Poca trasparenza dai ministeri

La “scuderia” di Stato nella prima decade del 2000 aveva l’assai poco lusinghiero primato mondiale (addirittura 600mila auto si stima), mentre nel 2020 erano 26.627, di cui 734 a uso esclusivo con autista

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Il messaggio lanciato nelle ultime ore dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, ha riportato al centro del dibattito un tema che nell’ultimo periodo era tornato nelle retrovie: il dossier auto blu, simbolo della casta. circa 26mila vetture di Stato. È opportuno, ha sottolineato l’Autorità, che enti e amministrazioni rendano noto pubblicamente di quante auto di servizio dispongono e di quale tipologia, inserendo dati e numeri sui propri siti istituzionali e prevedere misure specifiche contro gli abusi. Dopo aver ricevuto segnalazione di un uso improprio, l’Anac ha dunque sollecitato più trasparenza sulle auto blu e prevenzione, per evitare corruzione e sprechi di risorse pubbliche.

Numero in calo: 26.627 nel 2020

Negli ultimi anni si sono succeduti numerosi interventi per «razionalizzare e ridurre i costi» delle auto blu. Tra le disposizioni anche l’obbligo di contarle. E i numeri effettivamente si sono drasticamente ridotti. La “scuderia” di Stato nella prima decade del 2000 aveva l’assai poco lusinghiero primato mondiale (addirittura 600mila auto si stima), mentre nel 2020 erano 26.627, di cui 734 a uso esclusivo con autista, secondo l’ultimo censimento, diffuso quest’estate dal Dipartimento per la Funzione Pubblica, che però ha registrato un calo della partecipazione degli enti, solo il 66% ha risposto. Rispetto al 2018, le auto sono calate del 21%, ma c’è stato un’inversione rispetto al 2019 (più 3,7%).

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A chi spetta l’auto blu

Nelle sue raccomandazione, l’Anac ricorda che l’uso esclusivo delle auto blu è previsto per le sole autorità politiche e alcune categorie di funzionari pubblici per esigenze funzionali di servizio e di sicurezza personale, «è concesso per le sole esigenze di servizio del titolare, ivi compresi gli spostamenti verso e dal luogo di lavoro. Sono escluse da tale regime le autovetture protette assegnate alla magistratura ai fini di sicurezza, o a altri soggetti incaricati di funzioni giudiziarie, esposti a pericolo».

La sollecitazione alla trasparenza

La condotta di uso improprio, ricorda ancora l’Anac, «oltre ad essere presidiata da norme penali (ad esempio quelle sul peculato d’uso), è anche manifestazione di cattiva gestione e di uso inappropriato di risorse pubbliche». Da qui la sollecitazione alla trasparenza: «La pubblicazione di tali dati contribuisce ad assicurare la conoscenza del modo in cui le risorse pubbliche vengono utilizzate». Deve essere attuata «nei limiti degli interessi pubblici e privati» e «previa anonimizzazione dei dati personali» per tutelare il diritto alla riservatezza di coloro che possono fruire delle auto di servizio. Inoltre, al fine di prevenire la corruzione ed evitare abusi, l’Anac raccomanda di inserire nei Piani Anticorruzione misure idonee volte ad assicurare un uso corretto delle auto blu, e a svolgere un attento monitoraggio sull’attuazione di tali misure.

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