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Oculus Quest 2: la realtà virtuale è sempre più reale, ma resta il solito difetto

Servono giochi, film e contenuti progettati per la realtà virtuale. Ma il visore adesso è davvero migliorato. Ecco la prova di Oculus Quest 2

di Luca Tremolada

The Walking Dead: Saints and Sinners. Il trailer

Servono giochi, film e contenuti progettati per la realtà virtuale. Ma il visore adesso è davvero migliorato. Ecco la prova di Oculus Quest 2


3' di lettura

Dietro la schiena trovi l'ascia, il pugnale è sul tavolo e la torcia nella mano destra. Chiaramente è tutto buio e chiaramente il rantolo che proviene da dietro l’armadio non promette nulla di buono. Cominci ad agitare il coltello, per precauzione. Intanto al rantolo si uniscono passi alle tue spalle. A quel punto senti la voce di tua moglie che ti insulta, ti togli il visore e cominci a spiegare che eri dentro a un videogioco di zombie.

La realtà virtuale è fatta così. È più spettacolare per chi ti guarda che per tu che ci sei dentro. Il gioco si chiama di The Walking Dead: Saints and Sinners e lo abbiamo provato sul nuovo caschetto Oculus Quest 2 uscito anche in Italia a inizio ottobre. Ci è piaciuto ma sono anni che ci è piaciuto: accendi il visore ed è davvero emozionate entrare nella realtà virtuale, poi però ti accorgi che non ci resti più di dieci minuti; spegni e ricominci a scuotere la testa.

Il limiti attuali della Vr

I miglioramenti ci sono tutti. Oculus Quest 2 è senza dubbio è il miglior visore di realtà virtuale che potete trovare a un prezzo non proibitivo. È più leggero, più stabile e l’immagine è finalmente più nitida. Il problema sono i contenuti e una mancanza di coraggio di fondo. Come sanno tutti i gamer, le potenzialità della realtà virtuale non si esprimeranno mai inseguendo i videogiochi attualmente in commercio. Sparatutto, invasioni zombie ma anche arcade game vanno rivisti e riadattati altrimenti rischiano di essere esperienze di breve durata.

The Walking Dead: Saints and Sinners per esempio è straordinario, vivrete degli istanti di puro e sano terrore perché è sceneggiato bene, pensato e costruito per essere una esperienza in realtà virtuale. Vuole dire avere tempi lunghi, permettere al giocatore di prendere confidenza con i controlli, sapere come costruire i combattimenti senza provocare giramenti di testi, vertigini o stati di nausea. Nel tempo Oculus è riuscita a ridurre i malesseri da chinetosi ma non li ha eliminati del tutto.

Ci saranno sempre persone che faticano a indossare un visiore di realtà virtuale, però se anche chi vi scrive che si considera un appassionato non riesce a stare là dentro per più di un quarto d’ora allora c’è ancora molta strada. Sopratutto sul fronte dei contenuti. L’offerta di Oculus, va detto, è davvero ricca. Oltre ai classici video a 360 gradi dove nuoti con lo squalo o ti ritrovi sull’Everest da segnalare le numerose esperienze che simulano una sala cinematografica. Ti vedi un film come se fossi in prima fila: comodo sopratutto in tempi di lockdown. E peraltro non stanca. Nella categoria games, infine da segnalre il classico Beat Saber dove si gioca con le spade laser e adesso è anche multiplayer e Tetris Effect che ha già vinto una caterva di premi e in Vr diventa una esperienza ipnotica e divertente. Lato sperimentazioni infine, fatevi un giro in Quill Theater; sono brevi esperienze casual, che vanno dai fumetti ai cartoni animati: tutte molto brevi e realizzate ad hoc per la realtà virtuale.

La buona notizia è il visore

Gli ingegneri di Oculus hanno rimesso mano al visore per davvero, a partire dagli schermi. La risoluzione per occhio è aumentata del 50% a 1832 x 1920 pixel. Cambia anche il display, la frequenza di aggiornamento (90 Hz) e il modo di abbinare i colori e aggregare i pixel. Il risultato è che l’immagine è più nitida e rilassante. Rivisti anche i controller e i materiali: ora il visore è più piccolo e più leggero. Non vuole dire che sia invisibile, dopo un po’ sentirete il bisogno di togliervelo. Il prezzo invece è un discorso a parte: 349 euro nella versione da 64 Gb e 449 in quella da 256 Gb. Serve memoria perché le app da scaricare sono tante e chi lo acquista intende provarne il più possibile. Quindi, costa come uno smartphone di fascia media. Se siete appassionati e in cerca di nuove emozioni è il vostro prodotto dell’anno.


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