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La redazione online del Sole 24 Ore compie venticinque anni

Un racconto sul filo della memoria e una testimonianza diretta dell’avvio dell’informazione online del Sole 24 Ore da parte di un collega che ne è stato allora tra i protagonisti

di Piero Fornara

4' di lettura

Cielo limpido e temperatura gradevole a Milano lunedì 1° settembre 1997, data di nascita della nostra redazione online nell'ambito del «Sole 24 Ore-Idea», area di ricerca e sviluppo editoriale costituita per sperimentare le tecnologie digitali e realizzare nuovi servizi di informazione e documentazione. Diverse sono le professionalità che si ritrovano al suo interno: giornalisti e poligrafici (una “costola” del settimanale «Mondo Economico», che aveva cessato le pubblicazioni in luglio), accanto a documentalisti e operatori multimediali.

Notevole impulso all'iniziativa arriva dall'amministratore delegato Maurizio Galluzzo, che assume ad interim la responsabilità gestionale dell'area. Il riferimento per i giornalisti della redazione è invece il direttore del quotidiano Ernesto Auci. In effetti già dalla primavera 1995 con «Il Sole 24 Ore» era possibile ottenere il collegamento a internet attraverso Italia On Line (joint-venture Olivetti-Il Sole 24 Ore), mentre è dell'aprile 1996 la registrazione formale del sito. Nell'ottobre dello stesso anno «ilsole24ore.it» viene presentato allo Smau di Milano (dopo alcuni anni il suffisso del dominio diventerà «com») e nel maggio 1997 il sito inaugura i primi forum per la dichiarazione dei redditi, ma solo dal settembre 1997 si forma una redazione online di giornalisti per la produzione autonoma di articoli e servizi.Nel 1998 in occasione dei consueti meeting dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Santa Margherita (in giugno) e a Capri (in ottobre), il sito offre per la prima volta la possibilità di seguire i due convegni in Real Video e Real Audio. Un esperimento davvero innovativo per l’epoca: in collaborazione con i Giovani Imprenditori, a organizzare il lavoro degli inviati e i collegamenti con la sede di Milano c’era il caporedattore Sara Cristaldi.

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Per un paio d'anni - tra il 1998 e il 2000 - «Il Sole 24 Ore online» ha avuto come direttore responsabile Elia Zamboni, per diventare dopo di allora parte integrante della redazione del quotidiano «Il Sole 24 Ore».

Pioniere dei giornali on line in Italia era stato qualche anno prima Nichi Grauso con «L'Unione Sarda», disponibile su internet attraverso il provider Video On Line dal dicembre 1994; seguirà un paio di mesi dopo «L'Unità», allora diretta da Walter Veltroni. «Il Corriere della Sera» uscì su internet nel 1995, ma fino al 2000 al suo indirizzo web era possibile trovare solo gli articoli dell'edizione cartacea, a parte qualche notizia molto importante. «La Repubblica» comparve in via sperimentale su internet per le elezioni dell'aprile 1996, quelle vinte dall'Ulivo di Romano Prodi. Si racconta che Eugenio Scalfari ne rimase impressionato, al punto da fare questa battuta: «Da oggi noi dei giornali su carta siamo disoccupati». L'inaugurazione del sito di «Repubblica» avverrà però il 14 gennaio 1997, ventunesimo compleanno del quotidiano. «La Stampa» registra il dominio nell'aprile 1995, in collegamento con il portale Ciaoweb, mentre solo nel 1999 viene costituita la redazione on line.

L’anno zero per internet

Per gli addetti ai lavori l'anno zero per internet in Italia si ritiene convenzionalmente il 1996 (ma non tutti sono d'accordo), quando si diffusero i primi “browser” grafici (precursore Netscape Navigator, poi arriva Internet Explorer). Oggi i nativi digitali di allora sono diventati giovani adulti e suscita forse un benevolo sorriso raccontare di avere ricevuto – era l'estate 1997 - le prime spiegazioni sulla posta elettronica e sulla “tripla W” dei siti internet durante un pranzo di lavoro, in una trattoria rustica presso la stazione metro di Bonola a Milano (dove c'erano le rotative di stampa del quotidiano e alcuni uffici amministrativi e commerciali): a indottrinarci amichevolmente il dottor Alessandro Pegoraro, responsabile sviluppo multimediale e progetti del gruppo Sole 24 Ore. Qual era, invece, il panorama dell'informazione nella seconda metà degli anni '90? I giornali di carta si vendevano bene e le edicole non dovevano chiudere: la diffusione del «Corriere della Sera» si avvicinava alle 700mila copie, «Repubblica» seguiva poco sotto le 600mila, le copie della «Stampa» e del «Sole 24 Ore» superavano rispettivamente quota 400mila e 350mila (dati Ads per l'anno 1996). Nell'insieme i quotidiani italiani vendevano più di sei milioni di copie.

Anche allora la tv satellitare Cnn arrivava dovunque nel mondo (sulla scia della fama conquistata durante la prima Guerra del Golfo nel 1991). Ma dall'Italia la copertura all'estero era modesta. Nelle principali capitali europee erano in vendita (mediamente il giorno dopo) le copie internazionali dei maggiori quotidiani italiani, stampati in formato ridotto e su carta sottile. Per le notizie della Rai, in Europa, si poteva ascoltare alla radio “Il giornale della mezzanotte” diffuso sull'onda media di 333,3 m da Milano e di 354,6 m da Roma (di giorno le onde medie non si propagano oltre i 250-300 km dal trasmettitore).

Nel primo semestre 1996 all'Italia spettava la presidenza della Ue: per i due vertici dei capi di Stato e di governo di Torino (in marzo) e di Firenze (in giugno) – non ancora ospitati di regola a Bruxelles, bensì nel paese che aveva la presidenza di turno - nei kit distribuiti ai giornalisti c'erano i numeri di telefono e di fax, ma nessun sito web, né indirizzo e-mail. Un timido accenno a internet compariva invece nella cartella stampa del vertice di Dublino in dicembre (l'Irlanda era subentrata all'Italia nella presidenza semestrale): «Internet access points are also available» (ovviamente per un collegamento modem a 56 Kb).

Ospite inatteso in redazione

In redazione, internet arriva da ospite inatteso: all'inizio ottenere gli accrediti per una conferenza o un evento importante risultava complicato, perché avevano la priorità i rappresentanti della carta stampata; un'intervista di un ministro o di un banchiere, rilasciata a un giornale online, rimaneva una traccia immateriale, se non veniva inserita nelle rassegne-stampa. Ecco qualche aneddoto, sul filo della memoria, per la redazione online del «Sole 24 Ore»: la collega di Roma Elysa Fazzino, che seguiva l'approvazione della Finanziaria (come allora era chiamata la Legge di Bilancio) con l'aggiornamento quotidiano dei testi legislativi, doveva lavorare con permessi temporanei per l'accesso alla Camera o al Senato, avendo trovato chiusa la porta per iscriversi all'Associazione stampa parlamentare.

Più agevoli sono stati i primi contatti internazionali: con l'Unione europea a Bruxelles, l'Ocse a Parigi e anche con il ministero degli Esteri italiano. Ma qualche inconveniente c'è pure stato: nel giugno 1998, all'Assemblea annuale della Banca dei regolamenti internazionali (Bri), che ha sede a Basilea e svolge la delicata funzione di “banca delle Banche centrali”, chi scrive ottenne l'accredito-stampa solo dopo l'intervento “diplomatico” di un cortese funzionario italiano membro del Segretariato dei governatori.

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