L’Analisi

La Regione siciliana certifica ritardi per 1.200 progetti

In una delibera di giunta lo stato dell’arte: dai rifiuti alle energie rinnovabili, dalle valutazioni di impatto ambientale alle opere pubbliche

di Nino Amadore

3' di lettura

Sembrano note a margine. Ma non lo sono. Perché, semmai, sono ben altro: la certificazione delle patologie della pubblica amministrazione siciliana che certo fa i conti con una carenza, ormai possiamo dire endemica, di personale ma fa anche i conti con un livello di preparazione in temi complessi che appare davvero mediocre. Lo si ricava da una lettura parecchio interessante: una delibera che la Giunta regionale ha licenziato a novembre e che contiene l’analisi di dettaglio della condizione in cui versa l’apparato pubblico siciliano.
Ma contiene anche la dimensione dell’arretrato in termini di iter autorizzativi certificato dall’interno perché frutto di un monitoraggio fatto dalla stessa Regione. Così il “Piano territoriale per il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi di attuazione del Pnrr” (così si chiama) si rivela un vero e proprio libro bianco con l’ufficialità del via libera della Giunta regionale guidata da Nello Musumeci. E conferma i timori provenienti dal mondo produttivo sia che si tratti di imprese (Sicindustria per fare un esempio) sia che si tratti di lavoratori(i sindacati hanno più volte espresso timori).
Sebbene la delibera sia della fine di novembre dell’anno scorso possiamo dire che il risultato intanto è questo e purtroppo è anche parecchio attuale: quasi 1.200 pratiche in arretrato in settori chiave come i rifiuti, le autorizzazioni ambientali, le bonifiche, l’energia rinnovabile. Cioè in settori chiave della transizione cui punta l’Italia. Prendiamo, per esempio, il capitolo delle valutazioni e autorizzazioni ambientali dove si registrano carenza di personale, difficoltà dei soggetti competenti in materia a interfacciarsi con il Portale Via-Vas, costante crescita del numero delle istanze presentate con una media di 80 procedure per funzionario.
E c’è poi un ultimo punto che merita un minimo di attenzione in più: le cause di mancato rispetto dei tempi del procedimento amministrativo. Cioè i ritardi. In questo caso secondo la Regione ci sono almeno quattro cause: la scarsa qualità progettuale del soggetto proponente (sia pubblico che privato), con frequente necessità di richiedere documentazione integrativa e/o sostitutiva; il mancato rispetto da parte delle diverse amministrazioni delle tempistiche declinate dal Testo unico ambientale; l’esistenza di un ancora consistente arretrato: il numero di pareri che deve essere ancora esitato dalla Commissione tecnico specialistica è di circa 450 e alcune istanze sono relative al 2020; lo smart working che ha arrestato l’azione di accelerazione degli iter amministrativi.
Altro capitolo è quello degli impianti di energia rinnovabile dove sono attualmente in corso 220 autorizzazioni per le quali, stima la Regione, il tempo di rilascio è di circa 12 mesi e, ammettono gli uffici regionali, «molto al di sopra dei tempi fissati dalla legge» senza contare i ritardi nei controlli (obbligatori) sul campo degli impianti autorizzati: «Il personale adibito alle istruttorie è insufficiente a gestire il rilevante numero di istanze con conseguenti ritardi e accumuli di pratiche inevase – si legge nella delibera – . Tale trend si ritiene potrà essere aggravato dalle ulteriori azioni che saranno adottate a seguito dell’attuazione del Pnnr e del Pears».
Ancora più grave la situazione dei rifiuti per le conseguenze evidenti sulla vivibilità della nostre città. Come la criticità nella spedizione trasfrontaliera dei rifiuti solidi urbani «collegata alla carenza di personale connessa alla gestione delle pratiche anche in collaborazione con amministrazioni estere». E poi le 288 pratiche arretrate per procedure autorizzative. E ancora sul fronte del Paur (Provvedimento autorizzativo unico regionale) la «criticità collegata ai tempi di trattamento delle procedure in concorso con altre amministrazioni e alla presenza di almeno 50 pratiche di arretrato trattate con carenza di personale specializzato». Per l’Aia (l’Auorizzazione integrata ambientale) la Regione ammette che vi è una «criticità collegata ai tempi di trattamento delle procedure in concorso con altre amministrazioni e alla presenza di un numero di arretrato pari al doppio di quelle trattate con carenza di personale specializzato».
Per la Vas finalizzata alle pianificazioni urbanistiche, si legge nella delibera, «le criticità individuate sono riferite principalmente alla non sempre corretta interpretazione delle norme e della loro conseguente attuazione poiché caratterizzata da procedure complesse ed articolate, oltre che (specificatamente per la Vas) anche dalle difficoltà di utilizzo del Portale Ambientale, piattaforma di riferimento di tutta la documentazione della procedura per il Dipartimento dell’urbanistica».
Infine un’annotazione che riguarda gli appalti dove si registra la «Mancanza di figure professionali finalizzate alla progettazione di opere pubbliche. Mancanza di dati scaturenti da rilievi, campagne di indagini e prove strumentali rese obbligatorie dal codice degli appalti per la stesura di progetti esecutivi».

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