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La Regione Toscana prenota 2mila camere per malati con sintomi lievi e medici

Accordo con alberghi e agriturismi per tutelare i familiari e arginare il crollo di incassi

di Silvia Pieraccini


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(Goodpics - stock.adobe.com)

2' di lettura

La Regione Toscana ha deciso di utilizzare alberghi e agriturismi per ospitare malati di Covid-19 che hanno sintomi lievi o nulli, ma anche medici e infermieri negativi al coronavirus che lavorano a contatto con i contagiati e vogliono tutelare i propri familiari.
L’accordo che dà il via all’operazione - e “prenota” duemila camere da dedicare all’emergenza - è già stato firmato dalla Regione con Federalberghi, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, e con la rete degli agriturismi rappresentati da Cia, Confagricoltura e Coldiretti.
Per chi possiede alberghi e agriturismi, che si sono svuotati col diffondersi del virus, è un modo per tamponare il calo d’incassi e per dare un contributo all’emergenza. Le aziende sanitarie della Toscana pagheranno 30,9 euro per camera (più Iva) a notte, e dovranno prenotare l’intera struttura vuoto per pieno.
Per poter essere destinate allo scopo le camere dovranno garantire alcuni requisiti: televisore digitale terrestre, wifi, riscaldamento, bollitore, asciugacapelli. Nella struttura ci dovrà essere servizio di reception e vigilanza 24 ore su 24 per permettere il passaggio di fornitori e personale sanitario. Gli ospiti non potranno ricevere visite e negli spazi comuni dovranno essere garantite le regole per evitare affollamenti.
Prima della consegna tutti i locali saranno sanificati dalle aziende sanitarie, come avverrà ogni volta che cambieranno gli ospiti. Saranno le stesse Asl a fornire coperte e lenzuola (cambiate ogni sette giorni) e asciugamani (sostituiti ogni due). Sempre la Asl fornirà agli ospiti carta igienica, bagno schiuma e shampoo, oltre a colazione, pranzo e cena.
L’elenco degli alberghi e agriturismi che, in tutta la regione, hanno dato la disponibilità a ospitare malati, medici e infermieri è stato inviato il 19 marzo, dalla Regione alle aziende sanitarie, che si metteranno in contatto al bisogno (ma potranno usare anche strutture non comprese nell’elenco regionale).
«Ci siamo mossi - spiega il presidente regionale Enrico Rossi – per garantire la maggior sicurezza possibile ai cittadini. Se uno deve starsene isolato, è meglio così che tornarsene a casa assieme alla famiglia. Libereremo in questo modo anche posti in ospedale. E grande è stata la disponibilità offerta dalle associazioni degli albergatori e dalle categorie che rappresentano gli agriturismi».

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