ALBERTO CALCAGNO

«La Rete unica è uno slogan: Fastweb investe nelle aree svantaggiate»

Il numero uno di Fastweb: «Primi nell'ultrabroadband, rimarremo alternativi»

di Andrea Biondi

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Il numero uno di Fastweb: «Primi nell'ultrabroadband, rimarremo alternativi»


3' di lettura

«Il vero tema è che si continua a parlare per slogan. La rete unica non esiste, non è mai esistita e mai esisterà. Il concetto è impreciso in partenza perché Fastweb continuerà a esserci con una sua infrastruttura, che sarà alternativa». Alberto Calcagno, ceo di Fastweb, parla volutamente di infrastruttura e non di rete, «perché in futuro non esisterà più la distinzione fra fisso e mobile, ma esisterà un’unica infrastruttura fatta di fibra, 5G, data center, cloud». L’ad Fastweb al Sole 24 Ore si dice «molto soddisfatto» dei dati sui nove mesi rilasciati ieri dalla telco controllata da Swisscom, «che per Fastweb fotografano il 25esimo trimestre consecutivo di crescita». I ricavi sono saliti a 1,58 miliardi (+4,5%) con Ebitda a 529 milioni (+5%), clienti ultrabroadband a 1,6 milioni (+23%), clienti totali a 2,6 milioni (+4%) e nel mobile a 1,742 milioni (+32%). Se però si parla di futuro e del panorama italiano, l’ad Fastweb non usa mezzi termini nel qualificare il dibattito sulla possibile unione di Tim e Open Fiber per dar vita alla “rete unica” come «enfatizzato e strumentalizzato».

Perché dice questo?
Noi con il fixed wireless stiamo investendo e investiremo, anche nelle aree bianche.

Che sono quelle in cui Open Fiber sta realizzando la rete in fibra come da bandi Infratel.
Appunto. Noi abbiamo sempre investito e questo ci sta premiando visto che siamo primi per accessi ultrabroadband in Italia con il 40% del mercato. È stato naturale investire nella fibra, come è ora naturale investire in questa straordinaria opportunità rappresentata dal 5G. Qui sta la chiave della discussione.

In che termini?
Il fixed wireless (Fwa, ndr.) permette di utilizzare il 5G per quel che è: uno strumento efficace, sostenibile e velocissimo da installare per dotare di prestazioni ultrabroadband città e province che altrimenti sarebbero tagliate fuori dallo sviluppo tecnologico dei prossimi 5-6 anni. È una tecnologia matura che permette di collegare l'ultimo miglio non con fibra ma con le frequenze mobili. Oggi 4G, domani con il 5G. E questo renderà le prestazioni assimilabili alla fibra ma abbattendo tempi e costi. Verizon e At&t inegli Usa o SK Telecom in Corea del Sud lo stanno facendo. Noi stessi lo stiamo testando a Bolzano. E intendiamo investire, come stiamo già facendo, per coprire le aree bianche che al momento hanno accessi praticamente non rappresentabili a livello statistico.

Tim e Open Fiber hanno in discussione sinergie nella realizzazione delle reti in futuro. Una anziché due.
E va benissimo. Non discuto scelte di azionisti che non sono i miei. Ma non si parli di rete unica perché non è così. Sarebbe invece utile se la politica si concentrasse sulla possibilità di facilitare scavi unici con deployment di più reti. In tutto questo, ripeto, noi con il Fwa ci saremo anche in quelle aree bianche in cui mi sembra che l’adozione stia andando a rilento.

Potete farlo? In fondo le aree bianche sono state decise da Infratel proprio perché senza investimenti volontari degli operatori.

Per fortuna la tecnologia va più veloce delle scelte politiche. Quelle aree erano state pensate per l’Ftth in un contesto politico differente, anni fa. Quella tecnologia ora non è più economicamente sostenibile rispetto all’Fwa che garantisce invece , soprattutto a tendere con il 5G, parità di performance.

Non temete ricorsi?
Perché dovremmo? Investiamo fondi in una libera iniziativa.

Qual è il vostro obiettivo?
Il 30% della popolazione connessa in Fwa entro il 2024.Per un totale del 60% della popolazione in ultrabroadband. I primi risultati li vedremo nella prima metà del 2020. Nei giorni scorsi il Mise ha dato l’ok al nostro accordo con Wind Tre che ci permetterà di condividere le frequenze e di accelerare nella realizzazione della nuova rete. I nostri investimenti sono poi a beneficio di tutti perché abbiamo aperto al mercato wholesale per ospitare telco che vogliano avere servizi sulla nostra rete.

Ma vari operatori hanno già accordi con Open Fiber.
Io sono abituato a valutare il successo di una tecnologia dai clienti connessi. I dati Agcom indicano che il Ftth in tutto ha un milione di clienti, mentre il Fttc più di 7 e il Fwa, ancora senza 5G, ha già circa 1,3 milioni di clienti. Più che altro la parte pubblica potrebbe fare una scelta opportuna.

Quale?
Per stimolare la domanda occorrerebbe non tanto concentrarsi sui contributi alle famiglie che sono pronte più di quanto si immagini a salire sul treno dell’ultrabroadband, a patto che ci siano reali commercializzazioni e non solo le coperture. Sui distretti industriali e e le aziende i voucher, invece, sarebbero importanti e in grado di generare economie rilevanti.

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