Pmi avanguardi di crescita

La ricerca motore di sviluppo del Lazio

Alla tappa di Roma del Roadshow Confindustria-Audi sull’innovazione, il ruolo delle multinazionali e delle pmi, l’integrazione, le tecnologie abilitanti. Il 25% dell’occupazione nella regione nei settori ad alta densità di conoscenza

di Natascia Ronchetti


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(© Javier Larrea)

2' di lettura

Il motore della ricerca in Italia è costituito dalle imprese. Come conferma l’ultimo report di Istat il 68,1% della spesa per R&S arriva da cinque regioni: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Aree che trainano il Paese. E tra queste il Lazio si ritaglia un ruolo da protagonista. La spesa media delle aziende laziali per l’innovazione in due anni (2014-2016) è passata dal 4,2% all’8,8%, collocando la regione tra le prime nella classifica nazionale. Percentuali che possono crescere. Va in questa direzione l’accordo quadro sottoscritto tra Unindustria e le università del Lazio (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Luiss Guido Carli, Campus Bio-Medico, Università degli studi di Cassino e Università degli studi della Tuscia), per rafforzare la collaborazione tra le aziende e gli atenei.

L’industria della conoscenza
Una intesa sullo sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico alle imprese (ma anche sull’internazionalizzazione e sull’alta formazione) che fa da sfondo alla quinta tappa a Roma (10 dicembre, nella sede di Confindustria) del Road Show Piccola Industria Avanguardia di Crescita promosso dall’associazione degli industriali in collaborazione con Audi. Una tappa dedicata proprio all’innovazione in una regione che svetta anche per il numero degli addetti impiegati nei settori ad alta densità di conoscenza dell’industria e della conoscenza: sono quasi il 25% sul totale degli occupati, percentuale che proietta il Lazio al primo posto in Italia.

Le esportazioni e le start up
Una vocazione che trova conferma nei dati sulle esportazioni. L’export laziale di servizi alle imprese (rapporto di Banca d’Italia) nel primo semestre del 2019 ha raggiunto i 12 miliardi, dei quali 4,5 generati da solo settore ICT. L’accordo con gli atenei ha l’obiettivo di potenziare il trasferimento di conoscenze nell’ambito di tecnologie abilitanti, con particolare riguardo per le piccole e medie imprese e per le start up innovative. Valorizzando i settori di eccellenza dell’economia laziale. A partire da quelli dell’aerospazio e delle scienze della vita per arrivare all’industria cinematografica e turistica, ai big data e all’economia circolare.

L’iper ammortamento
La scommessa sull’innovazione è strategica per lo sviluppo. I dati sull’iper-ammortamento (previsto dal piano nazionale Industria 4.0) dimostrano che nel 2017 le imprese italiane hanno investito 8,8 miliardi in beni materiali e immateriali. Numeri che in Lazio possono essere migliorati: le imprese della regione hanno infatti assorbito l’1,8% degli investimenti in tecnologie digitali.

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