Il riassetto e le sfide future

La ricetta dell’italiano De Meo per rilanciare il gruppo Renault

La Régie ridefinisce le strategie di prodotto e di posizionamento. Verso il riassetto dell’Alleanza con Nissan mentre Mitsubishi esce dal mercato europeo

di Corrado Canali

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La Régie ridefinisce le strategie di prodotto e di posizionamento. Verso il riassetto dell’Alleanza con Nissan mentre Mitsubishi esce dal mercato europeo


3' di lettura

Sarà anche vero che Luca De Meo, il famoso manager italia ex numero uno di Seat, ha preso in mano il Gruppo Renault nel corso di una crisi delicata, ma sin da subito si è detto fiducioso per il futuro. Una dichiarazione accolta inizialmente con cautela, atteggiamento in parte cambiato dopo le prime mosse messa a segno da De Meo. Come quella della riorganizzazione del Gruppo che si concentrerà sempre di più sui marchi con l’obiettivo di passare dalla ricerca dei volumi di vendita a quelli del valore e della redditività del brand. Il piano di rilancio del manager Italiano non dovrebbe comunque intaccare le misure di ristrutturazione annunciate dalla Casa francese, che prevedono il taglio di oltre 10.000 dipendenti nel mondo, dei quali circa 4.600 in Francia. La già complessa situazione del Gruppo Renault si complica ancora di più se consideriamo che ha in atto un’alleanza con il gruppo Nissan-Mitsubishi di cui possiede oltre il 40% del capitale e con il quale è necessario lavorare in piena sintonia per fare funzionare a meglio le sinergie tecniche e organizzative indispensabili per ridurre da un lato i costi di produzione e di massimizzare i profitti. Occhi puntati innanzitutto su Renault che dopo essere stata una delle prime Casa a puntare sulla mobilità elettrica con tanti modelli siglati Z.E. oggi ha l’offerta elettrificata più ampia fra le utilitarie. Venendo ai modelli alla Zoe oggi l’elettrica più venduta in Italia si aggiunge la nuova Twingo a batteria che è arrivata da poco con un prezzo d’attacco senza incentive di 22.450 euro, ma che promette un’autonomia di 190 km che in città diventano 250, grazie ad una batteria da 22 kWh, da un motore da 82 cv di potenza e i 160 Nm di coppia. Alle due vetture a zero emissioni Renault affianca tre modelli ibridi: Clio E-Tech e Captur e Megane plug-in hybrid. Renault, tuttavia è già pronta ad ampliare ulteriormente l’offerta nel corso del 2021 in prima battuta con la nuova Arkana un suv-coupè che impatta con una delle tendenze del momento e che, inoltre, punta in alto a fare cioè concorrenza a diversi analoghi modelli, ma tutti di brand premium. Ma fra i nodi che vedrà impegnati nei prossimi mesi Luca De Meo c’è anche una rinnovata Alleanza con partner giapponese Nissan. Di sicuro il manager italiano lavorerà ad una divisione delle operazioni. A Renault che assumerà il controllo delle attività in Europa, a Nissan che potrebbe gestire il grande mercato cinese, mentre Mitsubishi operare sud-est asiatico, a scapito della presenza in Europa che sarà ridotta ai minimi termini, mentre il mercato Usa non risulta ancora assegnato, ma la storica presenza sul territorio di Nissan garantisce un grande vantaggio ai giapponesi. L’era De Meo è poi cominciata con l’annuncio chiaro di un modello di condivisione molto stretto in cui ogni brand dell’Alleanza sarà responsabile dello sviluppo di una tecnologia chiave e sarà poi tenuto a condividerla con gli altri partner. Molti gli sviluppi possibili con la nascita di molti modelli basati sulla nuova piattaforma Cmf-B, finora riservata ai soli crossover urbani Captur e Juke oltre che alla Clio, ma senza una citycar aggiornata nella gamma Nissan. Ancora più importante la svolta ibrida, finora parziale, con Renault già pronta con Clio E-Tech full hybrid e Captur E-Tech con motorizzazione plug-in hybrid. Auto che rappresentano le uniche alternative ideali alla tecnologia full hybrid di Toyota, ma di cui Nissan non ha ancora annunciato la disponibilità sui propri modelli. Da condividere c’è poi l’esperienza del marchio giapponese sulle vetture elettriche basate al momento su standard piuttosto diversi da quelli utilizzati nei rispettivi prodotti Renault. E, infine, il sistema ProPilot per la guida assistita su cui Nissan lavora da oltre un quinquennio, fino ad oggi assente sulle altre vetture dell’Alleanza che nella logica di De Meo in futuro potrebbe diventare un nuovo patto, in grado di traslare al suo interno quei metodi che hanno fatto della competizione tra i diversi marchi, sia purr in una stretta condivisione sia di tecnologie che di meccanica, la fortuna del Gruppo Volkswagen e di De Meo alla guida di Seat.

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