Friuli Venezia Giulia

La ricetta per i talenti in fuga: casa e 2mila euro a chi resta

Un pacchetto di azioni per valorizzare l’alta professionalità di chi ha fino a 35 anni. Gli incentivi a chi decide di rientrare crescono se si sceglie un comune di montagna e ci sono figli minori

di Barbara Ganz

Destinatari. Scopo della legge e del regolamento da poco approvato è quello di valorizzare l’alta professionalità: in particolare di chi possiede una laurea magistrale in discipline Stem, un master universitario di I o II livello, un diploma universitario di specializzazione, un dottorato di ricerca

3' di lettura

La legge è la numero 9 del 3 giugno 2021, ma solo ora, con l’approvazione del relativo regolamento, è pronta a produrre i primi effetti: obiettivo, rendere la regione Friuli Venezia Giulia più attrattiva per i giovani fino ai 35 anni facilitando «il rientro o la permanenza delle giovani professionalità altamente specializzate così da aumentare la competitività e l’attrattività del tessuto economico regionale».
Il regolamento individua innanzitutto quali sono le figure alle quali si guarda: soggetti di età inferiore a 36 anni che abbiano come titoli di studio (o analogo titolo estero riconosciuto) la laurea magistrale in discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM); master universitario di I o II livello ovvero diploma universitario di specializzazione, indipendentemente dalla disciplina; dottorato di ricerca, sempre indipendentemente dalla disciplina.
Il contributo assegnato è di 2mila euro se i giovani con professionalità altamente specializzate scelgono il Friuli VG con prospettive di lunga durata, e dunque sono assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato; con un livello di inquadramento contrattuale corrispondente al profilo professionale posseduto; sono residenti sul territorio regionale al momento della presentazione della domanda. Ma la dote messa sul piatto può salire, se i talenti investono sul lungo periodo, con la famiglia, e magari scegliendo di risiedere in un comune che lotta contro lo spopolamento. Dunque, un ulteriore contributo di 500 euro annui, per un massimo di tre anni, è riconosciuto se il soggetto non è residente, nei 30 giorni precedenti la data di assunzione, nel territorio regionale, a sostegno del reperimento e mantenimento di una sistemazione abitativa sul territorio regionale; altri 500 annui, se la sistemazione abitativa è localizzata nei Comuni delle zone del territorio montano regionale; ulteriori mille euro annui se lo spostamento riguarda l’intero nucleo familiare, con un contributo aumentato di 200 euro annui per ogni figlio minore. I contributi erogati alle giovani professionalità sono cumulabili con altri eventuali aiuti pubblici, e altre leggi regionali vengono in supporto: ad esempio, si prevede «la promozione della competitività e dell’attrattività dei giovani professionisti altamente specializzati mediante la partecipazione a iniziative quali fiere del lavoro, career day, recruiting day, anche in collaborazione con le imprese, le parti sociali e i servizi pubblici per l’impiego, anche ricorrendo alle misure per favorire la mobilità professionale offerte nell’ambito della rete European Employment Services (Eures)». E per le giovani famiglie scatteranno subito i i benefici normativi «in materia di conciliazione tra impegni lavorativi e responsabilità di cura dei propri cari»: posto assicurato all’asilo nido, solo per fare un esempio.
La legge ha scontato alcune critiche: bastano le cifre messe sul piatto per orientare le scelte di giovani che hanno investito anni per conseguire qualifiche di alto livello? «Durante l’esame da parte della VI Commissione - ha detto Giuseppe Sibau (Progetto Fvg/Ar), con Stefano Turchet (Lega) relatore per la maggioranza durante l’approvazione della legge - è stato più volte sottolineato come le risorse di partenza che accompagnano il provvedimento non siano particolarmente consistenti, ma l’assessore Alessia Rosolen ha assicurato la disponibilità a procedere, dovesse rendersi necessario in fase di applicazione della norma, a dei correttivi per renderla più efficace».
E la conferma arriva dall’assessore, che si dice pronta a mettere ogni risorsa necessaria a sostenere il provvedimento se le domande saranno numerose: «Abbiamo già avuto un buon numero di richieste di informazioni, e ora che il regolamento è pronto la legge può iniziare a dispiegare i propri effetti. Teniamo conto che la cifra messa a bilancio per il 2021 non è stata praticamente impiegata in attesa del regolamento. La cifra sarà a disposizione di competenze che il nostro sistema formativo non riesce a garantire in numero sufficiente rispetto ai bisogni del mercato: va detto che questo provvedimento non interviene sul costo del lavoro e non premia genericamente qualsiasi percorso di studio. Per questo ci sono altri strumenti: ricordiamo infatti che la Regione negli ultimi 4 anni ha destinato ben 15 milioni ai dottorati di ricerca, e per le borse di studio ogni anno stanziamo 18 milioni».

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