LIBRI - IL MANAGER SINCRONO

La ricetta per lavorare in un mondo disruptive? Essere simultaneamente più cose

Un modello composto da quattro approcci - Strutturato, Idealista, Negoziatore, Capo Scout - che diventa uno strumento utilizzabile in ogni azienda

di Gianni Rusconi

(REUTERS)

4' di lettura

Trovare risposte o indicazioni dai modelli gestionali e organizzativi convenzionali è particolarmente faticoso in un’era segnata da eventi straordinari. E chi occupa un ruolo manageriale è di fronte alle difficoltà legate allo scricchiolamento di paradigmi acquisiti e alla penuria di certezze ai quali affidarsi. Lo dice con altre parole Fabio Comba, Human Resources Director in KPMG Italy, nella prefazione de “Il Manager Sincrono” (uscito a luglio per Guerini Next editore), testo scritto a sei mani da Francesca Cedri (esperta nel campo dei processi di gestione e sviluppo delle persone), Simona Mirano (business coach) e Giovanna Prina (partner bbsette, società di consulenza e training) che entra nelle maglie più profonde di un tema di grande attualità.

Quali caratteristiche deve possedere un manager per gestire il proprio team in situazioni di grande trasformazione? Come deve operare in un mondo disruptive segnato dalla crisi economica prima, dall’impatto della generazione millennial e dall’innovazione digitale poi e infine dalla pandemia di Covid-19? A quali elementi fondamentali deve fare riferimento per uscire da situazioni di grande incertezza e di elevata complessità?

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Il libro va per l'appunto a scoperchiare le criticità che si porta dietro la sfida della trasformazione e la soluzione suggerita sta nel modello della SINCronia manageriale. Un modello composto da quattro approcci - Strutturato, Idealista, Negoziatore, Capo Scout - e che diventa, grazie anche a un questionario di autodiagnosi, uno strumento utilizzabile in ogni azienda per il confronto (e lo stimolo a crescere) fra un manager e i suoi collaboratori.

Il ricorso al termine sincrono, come scrivono le autrici nella premessa, ha una ragione ben precisa: non c’era un aggettivo più adatto per qualificare il profilo manageriale oggi necessario a chi ricopre un ruolo di guida delle persone in azienda. E il concetto di meccanismo che muove e utilizza tutte le sue parti simultaneamente va a spiegare per l’'appunto il profilo del “Manager Sincrono”, e cioè della figura (uomo o donna) che combina nello stesso tempo i vari elementi di un modello gestionale per governare i momenti di rottura e sviluppare insieme al proprio team direzioni nuove e condivise.

L’imperativo del fare propri i nuovi dogmi della customer experience e dell’employee experience è un passaggio evolutivo al quale il management deve rispondere in tempi molto più rapidi rispetto a quanto si era prospettato. Per farlo è chiamato a guidare l’introduzione di nuove modalità di lavoro e di gestione dei processi, garantendo nel contempo la continuità dei risultati di business in assenza di riferimenti stabili su cui fare leva.

Il compito del manager è quindi (più) complicato, perché deve costruire una strategia di gestione che assicuri lo sviluppo futuro, ma che sia anche in grado di cogliere rapidamente le opportunità quotidiane. Chi gestisce l’azienda deve saper mettere in discussione le proprie idee in modo flessibile, ma anche ancorare le proprie azioni a una programmazione chiara e definita. La velocità del cambiamento è tale che il rischio di perdere il controllo è reale, e quindi serve “giocare” in modo sincrono, combinando il coraggio di prendere decisioni e di indicare la strada da seguire con l’umiltà di ammettere i propri limiti e l’intelligenza di chiedere supporto.

Sul tavolo gli ingredienti sono tanti: meta competenze e apprendimento continuo, innovazione e governance, sostenibilità economica ed efficienza. Senza dimenticare un doppio aspetto fondamentale qual è la valorizzazione e il benessere delle persone che compongono (a vari livelli) l’organizzazione. Per essere performanti (e vincenti) nella società sempre più liquida di oggi occorre una bussola quanto mai precisa ed affidabile per evitare di perdere il controllo e di disperdere preziose risorse.

Essere un “Manager Sincrono”, questa la ricetta che fa da antipasto allo svolgimento del libro, è quindi mettere al servizio dell’organizzazione la capacità di miscelare in continuazione più approcci anche contrapposti fra di loro. Significa, in altre parole, fare qualcosa di diverso rispetto al modus operandi situazionale adottando uno stile piuttosto che un altro in funzione della specifica circostanza.

Al manager, questa la raccomandazione delle autrici, occorre essere stratega lavorando su orizzonti temporali di lungo periodo e sviluppando innovazione, ma anche essere strutturato e negoziatore per dare al team indirizzi operativi sulle attività da portare avanti, declinare le idee in azioni e garantire la presenza delle “persone giuste al posto giusto” all’interno nel team.

Al tempo stesso deve sapersi trasformare in idealista per creare i presupposti necessari a costruire le condizioni dell’impegno collettivo e vestire quindi i panni del capo scout per aiutare il team a lavorare come gruppo, concentrandosi sui risultati da assicurare nel quotidiano, ma mettendo al contempo cuore nelle relazioni.

Leggendo “Il Manager Sincrono” si entra nella dimensione più profonda dei concetti sopra descritti attraverso un ampio dettaglio della logica alla base del modello e delle caratteristiche dei quattro approcci che lo contraddistinguono. Una serie di esempi reali di manager di varie funzioni che hanno risposto al questionario rende più immediata la comprensione dei tanti concetti espressi, mirabilmente contestualizzati con l’analisi della vita di alcuni leader e personaggi famosi (Barack Obama, Maria Montessori, Oskar Schindler, Greta Thundberg) secondo la chiave del modello. In sintesi, come dicono del resto convinte le autrici, in questo testo c’è tutto quanto serve per riconoscere e formare il “manager sincrono” ideale per la propria azienda.

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