Calcio italiano

La ricetta del presidente della Lega Gaetano Micciché: «Migliorare la qualità di tutta la Serie A per far aumentare ricavi e investitori esteri»

di Marco Bellinazzo


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2' di lettura

«Mi sembra che anche questo campionato sia molto interessante, seppur con il distacco tra la prima e la seconda, ma nelle ultime giornate spesso ci sono delle sorprese. Quindi mai dire mai». Gaetano Micciché, presidente della Lega di
Serie A, ospite di Radio anch’io Sport' si è detto convinto che il finale sempre uguale da sette anni a questa parte non svaluti il prodotto calcio: «L’alternanza certamente è sempre una virtù in qualunque settore - ha aggiunto - Sono convinto che dovranno tornare protagoniste le due milanesi nella lotta per lo
scudetto, senza nulla togliere a Roma e Napoli, che hanno reso dura la vita alla Juve nelle ultime stagioni».

«Uno dei miei obiettivi è migliorare la qualità di tutto la Serie A. Quando parlo di ricavi è perché io so che i settori di successo sono quelli in cui fatturati e ricavi aumentano e gli operatori esteri si avvicinano. Abbiamo bisogno di visibilità internazionale», ha spiegato Micciché.

Sui dirittit tv il presidente della Lega ha aggiunto: «La legge Melandri di fatto dà il 50% dei diritti uguali per tutti, il restante li divide in funzione di odiens e risultati. Si può certo andare verso una maggiore equità, ma è altrettanto importante migliorare la qualità delle società. In Inghilterra su 20 squadre solo cinque sono di soggetti inglesi. Noi abbiamo bisogno di attrarre investitori internazionali. Fatto 100 i ricavi, 20 anni fa arrivavano solo dai biglietti, poi sono nate le sponsorizzazioni. Oggi il 70% dei ricavi deriva dai diritti televisivi. Vendiamo la Serie A in 200 paesi nel mondo e non è male. Ho sempre pensato che il calcio sia una dei migliori veicoli per far conoscere le bellezze dell’Italia all'estero».

Gli stadi spesso vecchi e scomodi restano poco appetibili per larghe fasce di tifosi: «Il tema delle infrastrutture è uno degli obiettivi assoluti della Lega. Il rapporto diritti tv-biglietti purtroppo, o per fortuna, dipende dall'angolazione,
oggi è nettamente sbilanciato verso i primi». Al fine di migliorare spettacolo e qualità del gioco potrebbe servire ridurre a 18 le squadre di A? «Tutte le maggiori leghe europee, tranne la Bundesliga, hanno la prima divisione a 20 squadre. Il Consiglio federale della scorsa settimana ha approvato una iniziativa che di fatto consente alla Lega una 'golden share' per una eventuale decisione sulla diminuzione a 18. Sarà un argomento che discuteremo in assemblea per valutare pro e contro».

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