SPECIALE PITTI UOMO

La «ricetta» Tagliatore per total look e accessori

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

«Estrema cura del prodotto finito e concentrazione sul made in Italy: è questa la ricetta Tagliatore. Nessuna delocalizzazione e anzi, una grande attenzione a tutto il processo di produzione». Una ricetta semplice, certo, ma che ha bisogno di estrema coerenza, quella di Pino Lerario per la sua azienda. E la coerenza paga: «Negli ultimi cinque anni il brand Tagliatore ha avuto una crescita esponenziale sia in termini di fatturato sia a livello commerciale e di brand awareness e l’export è al 50% e continua ad aumentare. Sono sempre molto cauto nelle previsioni, ma contiamo di chiudere il nuovo anno con un incremento del 5% dei ricavi rispetto ai 21 del 2016», aggiunge Lerario, direttore creativo e titolare dell’azienda di Martina Franca (Taranto).

Per crescere mantenendo qualità e artigianalità serviranno nuove leve, un aspetto che non preoccupa Lerario: «La Puglia è una terra ricca di maestranze e di tradizione per la sartorialità e questo aiuta molto il processo di crescita del brand Tagliatore, che deve avvenire mantenendo inalterata la cura dei dettagli che tanto ci sta a cuore e che rappresenta il valore aggiunto per il consumatore finale». Specializzato in capispalla, Tagliatore ha iniziato a diversificare in altre categorie, con l’obiettivo di fornire un total look: «Per queste operazioni di brand extension, dalla scorsa stagione ci siamo appoggiati a laboratori specializzati nella realizzazione di pantaloni, camiceria e piccoli accessori come cravatte e pochette. Internamente continuiamo a produrre tutti i capispalla». In evoluzione anche il progetto donna: la linea Tagliatore 0205 incide già per il 20% del fatturato, un risultato raggiunto in poche stagioni che fa ben sperare per il futuro.

Ulteriore progetto di breve-medio termine è l’apertura di un monomarca a Milano, che sarebbe il primo al mondo per Tagliatore: «Sarà un passo importante per noi, una vetrina significativa nella nostra capitale della moda. Contiamo di aprire le porte di un flagship entro due anni. Ritengo che il cliente Tagliatore abbia ancora il piacere di acquistare il proprio capo in store con la possibilità di personalizzazioni e attenzioni più difficili da trovare nella grande distribuzione», spiega Lerario. Accanto a pantaloni e camicie, lo stilista-imprenditore ha pensato inoltre alle calzature: «Stiamo cercando un partner per la realizzazione della pelletteria, che contiamo di poter presentare per la stagione primavera-estate 2019».

L’e-commerce è ancora all’inizio, ma Lerario è soddisfatto: «Una discreta percentuale del nostro fatturato proviene da e-tailer internazionali. Per noi è una conquista recente e un primo passo nel mondo e-commerce, che vorremmo potenziare nel futuro». Sempre in tema digitale, Tagliatore utilizza Facebook e Instagram: «È un modo per avere un dialogo diretto con il consumatore finale, fonte incredibile di informazioni e stimoli. Un luogo virtuale dove convergono clienti storici e nuovi appassionati».

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