filiera del latte

La ricotta delle Madonie, oro bianco di Sicilia

A Bompietro nel palermitano rilanciato un caseificio che punta su risorse locali

di Nino Amadore

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2' di lettura

Qualcuno l’ha battezzata oro bianco. Certo forse oro non è ma sicuramente è qualcosa di molto prezioso. Non solo perchè buona ma anche perchè fatta come Dio comanda, si direbbe. È ricotta fatta con latte di pecora e viene prodotta in Sicilia, a Bompietro, piccolo comune montano sulle Madonie, in un caseificio si può dire tornato a nuova vita grazie alla caparbietà e alla perseveranza di Giovanni Messina, palermitano che ha appeso al chiodo la toga di avvocato per indossare i panni di imprenditore nel campo dell’energia prima e poi in quello dell’agroalimentare. E così l’avvocato imprenditore ha riportato a nuova vita, rilanciandolo, un impianto che rischiava di chiudere e che era stato finanziato con fondi pubblici grazie a 1,5 milioni di incentivi previsti dalla legge 488/92. «È una scommessa - dice oggi Messina -: dimostrare che se l’ho fatto io tutti possono fare impresa. ma soprattutto che è possibile fare impresa in un a delle zone più derelitte, sul piano economico ovviamente, della Sicilia. Una scelta che ho fatto nonostante il parere contrario di tutti».

A distanza di qualche anno dalla ripartenza del caseificio si può dire che la scommessa è stata vinta su più fronti. Intanto su quello della creazione di nuovi posti di lavoro: oggi il caseificio dà lavoro a 12 persone. Poi su quello che riguarda lo sviluppo del territorio e la valorizzazione della filiera : «La mia idea era quella di dare riconoscibilità alla ricotta e al formaggio primo sale - dice Giovanni - a quello che è stato definito oro bianco di Sicilia. E soprattutto al latte ovino che ha una bassa presenza di colesterolo e non va dimenticato che la pecora è un animale sostenibile. Ma devono essere sostenibili anche i conti così quando sono arrivato, nonostante i sospetti degli allevatori che avevano avuto precedentemente brutte esperienze, ho cominciato a pagare il latte il 20% in più a tre condizioni. La modifica dei parti degli animali, il benessere animale e la pulizia delle stalle. Non solo. Il prezzo non varia al variare dell’offerta di latte come avviene di solito». Così oggi il Caseificio ha poco più di 12 fornitori di latte, tutti allevatori delle Madonie, e fattura 500mila euro l’anno con la vendita di prodotti in negozi di fascia medio-alta ma anche online sulle piattaforme di e-commerce. «La mia idea ora è quella di mettere in rete i caseifici che mettono al centro l’allevatore» dice Messina che non nasconde l’obiettivo anche sociale di questa iniziativa imprenditoriale. Tra i prodotti anche la ricotta zuccherata, giusto come veniva preparata un tempo, che si utilizza nei dolci ma soprattutto nel cannolo siciliano: «Oggi l’80% della ricotta utilizzata per i dolci siciliani arriva da fuori - dice Giovanni - e credo sia arrivato il momento di cominciare a fare un ragionamento sulla qualità. Ecco perchè io propongo di arrivare all’Igp, all’Indicazione geografica protetta, per il cannolo siciliano: un prodotto, fatto con vera ricotta di latte di pecora, da tutelare e difendere da quello che posiamo definire ormai sicilian sounding».

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