i boschi devastati

La riforestazione del Veneto? Ci pensa una piattaforma digitale e il crowdfunding

di Alessandra Viola

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Ansa


3' di lettura

Riforestare il Veneto con una piattaforma online e un portale per il crowdfunding. E' la sfida della piattaforma Treedom, che in collaborazione con Veneto Agricoltura, agenzia della Regione Veneto per l’innovazione nel settore primario e con il portale PlanBee ha lanciato un’iniziativa per finanziare il rimboschimento degli oltre centomila ettari devastati un mese fa dal ciclone Vaia.

Il progetto si basa sul classico meccanismo del crowdfunding civico, in cui si può contribuire economicamente a realizzare un’opera di interesse comune, e sul funzionamento della piattaforma web Treedom, quest’anno inserita dal Financial Times nella classifica dei cento campioni digitali d’Europa e ideata per mettere in contatto gli investitori con progetti di forestazione in cerca di finanziamento. Agli utenti (privati o imprese) si offre la possibilità di adottare a distanza un albero, con tanto di foto e aggiornamenti via email sulle sue condizioni e la crescita, report sui frutti e informazioni sulla comunità che se ne prende cura.

Oltre agli alberi del Veneto, su Treedom si possono adottare e piantare - a un costo che va da 13 a 50 euro a seconda del paese di destinazione e della specie che si sceglie - piante del caffè in Nepal, Markhamia in Kenya, aranci in Camerun, cedri ad Haiti e poi mango, avocado, alberi del cacao, banani e persino baobab in Tahilandia, Tanzania, Madagascar e Colombia.

Per il Veneto si punta su faggi, aceri, abeti rossi, abeti bianchi, larici, frassini maggiori, betulle, sorbi degli uccellatori, specie native del territorio e di provenienza locale, che verranno messe a vivaio già nei prossimi mesi, mentre i tecnici regionali sono già al lavoro per individuare le aree per la piantumazione, che inizierà nella primavera 2019 con l’obiettivo di mettere a dimora centomila alberi e restituire alla regione i suoi boschi.

«Anche se nel nostro paese abbiamo 120mila utenti, l’Italia non è tra i nostri principali partner, perché la burocrazia per operazioni di questo tipo è complessa e nessuna amministrazione vuole farsi carico, una volta piantati gli alberi, della loro manutenzione - dice Federico Garcea, cofondatore e ad di Treedom, che ha aperto i battenti nel 2010 a Firenze e dal 2017 ha una sede anche in Germania -. Con Veneto Agricoltura però avevamo già collaborato in passato, piantando seimila alberi: così quando è scattata l'emergenza abbiamo pensato di ricontattarli e di aiutarli a cercare finanziatori per ripiantarne centomila».

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Come in una favola, il progetto di Treedom nasce da una storia d’amore ambientata in un mondo incantato e bellissimo. Quello di Farmville. «Ero innamorato di una ragazza che incontravo su Farmville, un gioco che ai tempi aveva dieci milioni di utenti - ricorda Garcea - e per conquistarla mettevo spesso mano alla carta di credito per comprare alberi virtuali e rendere unica la mia fattoria. Un giorno ho pensato: se tante persone come me sono disposte a pagare per degli alberi virtuali, potrebbero pagare per piantare alberi veri? A quei tempi mi occupavo di cooperazione e c’erano tante cooperative di contadini in Africa che volevano piantare alberi e non avevano accesso al credito né alcuna speranza di entrare in contatto con potenziali donatori. Così insieme a Tommaso Speroni abbiamo inventato Treedom: nel 2017 abbiamo fatturato un milione di euro e quest'anno contiamo di chiudere a circa 1,8 milioni, ma soprattutto abbiamo già piantato oltre mezzo milione di alberi e adesso siamo felici di poter fare la nostra parte anche in Veneto».

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