L’EVENTO

La rigenerazione urbana al centro del Re&Finance summit del Sole 24Ore

Agganciare la ripresa economica attraverso un piano di rigenerazione urbana e come a questo può essere di sostegno il Recovery fund. È questo il fil rouge del 3° forum organizzato dal Sole 24Ore

di Laura Cavestri

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(Prisma / AGF)

Agganciare la ripresa economica attraverso un piano di rigenerazione urbana e come a questo può essere di sostegno il Recovery fund. È questo il fil rouge del 3° forum organizzato dal Sole 24Ore


3' di lettura

Agganciare la ripresa economica attraverso un piano di rigenerazione urbana che coinvolga tutte le nostre principali città, con l’impegno di capitali privati ma anche grazie al supporto dei fondi del Recovery fund. E mentre i centri storici – tra pochi turisti e uffici (forse) pieni a metà – stentano a riprendersi, i negozi di prossimità delle periferie e i borghi già raggiunto dalla tecnologia sembrano vivere una nuova stagione. Sono questi i temi al centro del 3° appuntamento con il Real Estate & Finance Summit organizzato dal Sole 24Ore. A introduzione dei lavori Isabella Bufacchi, corrispondente per il Sole24 Ore da Francoforte, ha inquadrato il contesto nel quale il settore si muove, caratterizzato ancora da tassi di interesse ai minimi storici ed elevata liquidità in circolazione.

Il contesto macroeconomico

«Le banche centrali – ha sottolineato Alex Tentori, chief Investment officer di Axa – stanno modificando i loro vecchi strumenti e ne stanno aggiungendo di nuovi: l'introduzione delle valute digitali avrà impatto sulla politica monetaria. Le banche centrali hanno anche favorito una forte diversificazione degli investimenti, anche perché il risparmio accumulato è notevole. Oggi a essere premiati sono maggiormente gli investimenti sul mercato azionario, tendenzialmente appartenenti alle classi più elevate e meno alla platea dei piccoli investitori e dei fondi pensione».

«La Bce ha fatto molto per sostenere la crescita. Le banche centrali stanno battendo nuove strade, come quella del sistema di tiering della Bce che ha creato di fatto un tasso di interesse duale, per le banche e per l'economia. Gli strumenti delle banche centrali sono sempre meno efficaci – ha aggiunto Lorenzo Codogno, fondatore di LC Macro Advisors – e l’asse si sta ora spostando sulle politiche fiscali su scala globale con misure di stimolo ingenti. Gli Stati europei, con il Recovery Fund, hanno un’occasione unica per sostenere redditi, occupazione e prosperità. Sarà essenziale non sprecare questa occasione».Sulla Federal Reserve, il target di inflazione media – ha detto ancora Codogno – va nella direzione di una politica monetaria più accomodante ma i mercati si attendono di conoscere i dettagli che mancano».

La città policentrica

«Le nuove abitudini di vita ci cambieranno per qualche mese ma non per sempre – ha affermato Mario Abbadessa, senior managing director 6 Country head di Hines Italia –. Le esigenza di una casa più grande da parte degli italiani ci sono, ma non tutti possono permettersi di ingrandirsi. Quello che, a mio avviso resterà, sarà l’esigenza di integrare meglio i servizi di prossimità, l’e-commerce, gli spazi coworking e di baby sitting nelle nuove costruzioni. Le periferie non possono più essere realtà scollegate dal resto della città. MI spiace solo che l’immobiliare non sia al centro del dibattito politico e su come impiegare per questo settore il recovery fund».

Contrariamente agli ultimi 10 anni – ha spiegato Davide Albertini, Dg di Risanamento – i nuovi sviluppi di rigenerazione urbana a Milano saranno tutti fuori dal centro e nelle zone periferiche, in cui ricostruire una qualità della vita e con margini forse inferiori rispetto a quelli sinora ottenuti in aree cittadine più centrali e quindi reditizie. Bisognerà essere molto più bravi a renderle attrattive, collegate al centro, a creare l’effetto comunità e quel quartiere che non c’è. È essenziale creare valore per il successo dell’operazione».

«Bisogna costruire o rigenerare avendo un’idea, una visione di quartiere – Valeria Falcone, managing director Real Estate Barings –. Servono un pensiero pubblico e una realizzazione privata. Spesso, invece, pubblico e privato si sono rincorsi o contrastati. Dobbiamo ragionare insieme su come consentire ai cittadini di accedere ai servizi senza dover attraversare la città o andare in centro. Riuscirci renderebbe anche la città più sostenibile».

«L’interesse degli investitori per l'Italia è tuttora vivo perché il Paese continua ad avere dei fondamentali molto solidi – ha dichiarato Luigi Aiello, chief corporate & business development di Prelios – . Si privilegiano aziende che tutelano l'ambiente, il sociale e la governance perché restituiscono una garanzia di una solidità di lungo periodo.
A seguito dell’emergenza Covid-19 si è registrata una crescente attenzione degli investitori sul sociale anche nel settore immobiliare, con un focus sulle classi più deboli che non sono solo quelle con una minore capacità finanziaria ma anche giovani coppie, studenti e anziani. Creare progetti a tutela delle diseguaglianze: questa è la carta vincente per i nuovi progetti di rigenerazione urbana. Il Recovery Fund – ha concluso Aiello – è un’occasione unica e irripetibile che vede lo Stato come partner istituzionale: auspico che ci sia l’intenzione di affidarsi, come avvenuto già durante l'emergenza sanitaria, agli esperti e ai professionisti anche del real estate per capire come investire al meglio le risorse che arriveranno dall’Europa».

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