dopo l’aggressione

La rigenerazione urbana e sociale dei ragazzi del Cinema America

di Donata Marrazzo


"Hai la maglia del Cinema America, sei antifascista": 4 aggrediti

3' di lettura

Quella dei ragazzi del Cinema America è una storia di rigenerazione urbana quasi ante litteram. Quando ancora il tema della riqualificazione degli spazi pubblici era solo roba per addetti ai lavori (architetti o primi guru della sharing economy) e l'idea di una città inclusiva era un'eco lontana partita da Rio de Janeiro (la città che per prima nel 2010 ha intrapreso un percorso da smart city), un gruppo di giovani della periferia romana mappava gli edifici e gli spazi in disuso della città Eterna.

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Lo storico cinema America pronto alla riconversione in sala Bingo
Lo storico Cinema America del rione Trastevere, costruito nel 1956 su progetto dell'architetto Angelo Di Castro, era pronto alla riconversione in una sala Bingo. Dismesso e abbandonato, in seconda battuta sarebbe stato demolito per realizzare un'area parcheggi con appartamenti. Ma non c'è stato il tempo: quei ragazzi arrivati in centro dalla periferia hanno subito costituito un agguerrito fronte popolare, coinvolgendo i residenti. Era il 2012 e scattò l'occupazione. Un atto di contestazione contro il degrado e la speculazione edilizia. Ma anche la fioritura di progetti e di idee che hanno cambiato la vita del quartiere. Prima un cinema d'essai in un ex forno, poi gli “schermi pirata” sui muri, le proiezioni pubbliche e gratuite, e una vera sala che diventa uno spazio di condivisone ed entra nei circuiti della produzione e distribuzione cinematografica.

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Il proiettore in piazza san Cosimato
I ragazzi del Cinema America (riuniti nell'associazione Piccolo Cinema America) raccontano che un giorno ebbero l'idea di accendere un proiettore in piazza San Cosimato («grigia, un po' dimenticata, attraversata da chiunque, ma mai abitata da nessuno») e srotolare un telo davanti a tante sedioline. In un attimo, sotto un cielo di stelle, un manto d'amore ricoprì l'intera piazza». È così che d'estate ha ripreso vita il rione, con la gente che dopo lo spettacolo riempe i vicoli. San Cosimato è diventato uno spazio aperto, accessibile, di cultura libera. E ora i ragazzi dell'associazione portano il cinema anche in periferia, nel parco della Cervelletta di Tor Sapienza e al porto turistico di Ostia, con nuove rassegne. In totale 104 serate a ingresso gratuito, 40 incontri con ospiti, 104 proiezioni tutte diverse, 8.200 mq di superficie per iniziative culturali, 3000 posti a sedere.

I protagonisti del cinema accanto ai ragazzi del Cinema America
Un'attività che è un servizio sociale per tutta la città. Lo ha capito anche la sindaca Virginia Raggi che lo scorso anno aveva deciso di indire un bando per la gestione estiva dell'arena di San Cosimato, sottraendo di fatto la piazza ai ragazzi del Cinema America. Una gara andata deserta e una polemica inarrestabile. Che ha scatenato la reazione e la solidarietà dei grandi protagonisti del cinema: in prima linea, dalla parte dei ragazzi dell'arena di San Cosimato, Martin Scorsese, Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Gianni Amelio, Paolo Virzì, Francesca Archibugi, Mario Martone, Gabriele Muccino, Margherita Buy. E Carlo Verdone, Luca Zingaretti, Mario Sorrentino.

Sul web tam tam di vip, attori e gente comune
Adesso sul web è un tam tam di vip, attori e gente comune. Dopo il pestaggio di David Habib e Valerio Colantoni, il primo a indossare la maglietta bordeaux in segno di vicinanza ai ragazzi del Cinema America è stato Jeremy Irons, a Roma per ricordare Bertolucci. «Trastevere è un punto di riferimento e luogo di aggregazione per tutti, dove molti ragazzi persino più giovani di noi passano le loro serate, anche in occasione delle proiezioni - ha dichiarato su Facebook l'associazione commentando l'aggressione - Non smetteremo di frequentare i territori di questa città liberamente e di rivendicare le nostre idee, come non smetteremo di partecipare alle proiezioni a San Cosimato e di indossare la nostra maglietta».

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