Le stime dell’Ecdc

I contagi tornano a salire: in Europa 9 Paesi verso nuove restrizioni

In molti Stati del Vecchio Continente la curva discendente dei contagi si è invertita con il rafforzarsi della variante Delta. Per i decessi la variazione rispetto alle attese rimane contenuta

Covid-19, la variante Delta dilaga in Europa

4' di lettura

Torna a preoccupare il quadro epidemiologico dell'Europa, che nell'ultima settimana ha registrato una crescita dei nuovi casi di Covid-19 maggiore del previsto in ben nove Paesi - Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna - mentre per i decessi la variazione rispetto alle attese è molto più contenuta. La conferma arriva dalle ultime tabelle previsionali del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

In molti Paesi europei la curva discendente dei contagi si è dunque invertita, probabilmente per la circolazione della variante Delta, che in tutto il Vecchio Continente si appresta a prendere il sopravvento sulla variante Alfa, attualmente la più diffusa. Secondo le stime del centro previsionale Covid dell’Ecdc, tra il 26 giugno e il 3 luglio in Spagna avrebbero dovuto esserci 21.743 casi, invece ce ne sono stati oltre il doppio, 51.405. In Belgio, le previsioni dell’Ecdc davano per la stessa settimana 1.960 nuovi casi, ce ne sono stati oltre 4mila. La situazione dei decessi resta invece tutto sommato stabile: in Spagna 13 in più in una settimana rispetto alle previsioni, in Italia 26 in più, in Belgio 8 in meno.

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Regno Unito: oltre 28mila nuovi contagi, record da gennaio

Nel Regno Unito, dove i contagi hanno ripreso a crescere dall'ultima settimana di maggio, i morti tra la fine di giugno e l'inizio di luglio sono stati 118 invece dei 164 stimati. Ma oltre la Manica i casi confermati sono andati aumentando da circa 2mila al giorno all’inizio di quest’anno a 25mila nell’ultima settimana, fino al nuovo picco di oltre 28.700 contagi del 6 luglio, come non accadeva dalla seconda metà di gennaio, su quasi 1,2 milioni di tamponi. Il numero dei decessi è rimasto invece sostanzialmente stabile, a meno di 20. In aumento, ma in proporzione per ora nettamente inferiore grazie all'effetto delle vaccinazioni, pure il totale dei ricoveri negli ospedali (tornato oltre quota 2.200) e i morti giornalieri, arrivati a 37. Il premier, Boris Johnson, ha comunque confermato il previsto stop alle restrizioni anti-Coronavirus a partire dal 19 luglio.

Impennata in Spagna, stretta alla movida in Catalogna

Preannunciato dal maxi focolaio scoppiato tra gli studenti in gita di fine anno a Maiorca il 27 giugno, uno dei Paesi dove si registra un'impennata di nuovi casi è la Spagna, con oltre 32mila nuovi casi da venerdì 2 luglio, con un aumento dell’85% rispetto allo scorso fine settimana. La variante Delta che sta colpendo in particolar modo i giovani: il tasso di infezione tra le persone di età compresa tra i 20 e i 29 anni negli ultimi 14 giorni è di 640 su 100mila persone, tre volte più della media nazionale. Contromisure sono in vista: da questo fine settimana in Catalogna rimarranno chiuse le discoteche e altri locali notturni e bisognerà presentare il risultato negativo di un test o essere vaccinati per partecipare a eventi all’aperto con più di 500 persone.

L'obiettivo del governo catalano è frenare l’aumento esponenziale dei contagi Covid degli ultimi giorni, soprattutto fra i giovani. «La situazione epidemiologica in Catalogna è estremamente complicata», ha sottolineato un portavoce. In base ai dati ufficiali, la variante Delta rappresenta già circa il 20% dei casi positivi diagnosticati in alcune regioni della Spagna, mentre la media nazionale è attorno al 10,8 per cento. Secondo l'ultimo aggiornamento del ministero della Sanità in Spagna il 40,3% della popolazione ha già completato il ciclo vaccinale anti-Covid (19 mln), mentre sono 26,5 mln (il 55,9% della popolazione) i vaccinati con almeno una dose.

Il Portogallo ripristina il coprifuoco per metà degli abitanti

Per contrastare il diffondersi della variante Delta e dei nuovi contagi (stabilmente sopra le 1.500 unità medie giornaliere dal 23 giugno, rispetto ai 500 casi in media rilevati a primavera) il Portogallo ha reintrodotto il coprifuoco notturno per quasi la metà della popolazione a partire da venerdì 2 luglio. In base alle nuove disposizioni quasi quattro milioni di persone residenti in 45 Comuni tra cui Lisbona e l’Algarve, così come nelle principali città del nord come Porto e Braga, non possono lasciare le loro case tra le 23:00 e le 5:00. «La situazione non è paragonabile ai momenti più difficili che il nostro Paese ha dovuto affrontare nell’ultimo anno e mezzo, ma si sta deteriorando», ha spiegato la portavoce del governo Mariana Vieira da Silva, annunciando le misure. Nelle aree designate “ad alto rischio” o “altissimo rischio”, ristoranti, caffè, attività commerciali e luoghi culturali hanno dovuto ridurre gli orari di apertura e il numero di visitatori e clienti. Vietati già da due settimane anche i viaggi nel week end tra Lisbona e il resto del Paese.

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Grecia: picco di nuovi contagi, soprattutto tra i giovani

Sotto osservazione speciale anche l'andamento dei contagi in Grecia, in crescita dal 29 giugno scorso con un picco di 1.797 casi in 24 ore registrato il 6 luglio, dopo essere stato mediamente ben al di sotto le mille unità nelle settimane precedenti. Panagiotis Arkoumaneas, presidente dell’Autorità sanitaria nazionale greca (Eody), citato dalla tv Skai, ha sottolineato però che non c’è finora un aumento dei ricoveri in terapia intensiva. L’età media dei contagiati è ora 27 anni, ha aggiunto, mentre la metà dei nuovi casi riguarda persone con meno di 30 anni, e i contagi provengono da assembramenti che si verificano in locali ed altri luoghi di ritrovo notturno. Nikos Thomaidis, docente di chimica analitica intervistato dalla Ert, ha detto che l’aumento dei casi proviene dalla ripresa del virus in Europa: «Ci aspettavamo che arrivasse da noi, ma non così presto», ha commentato.

Norvegia sposa la prudenza, slitta stop totale alle restrizioni

Ed ha scelto una linea di estrema prudenza anche la Norvegia, che ha annunciato il posticipo della revoca delle misure anti-Coronavirus, preoccupata per una potenziale quarta ondata di contagi dovuti alla variante Delta. La revoca quasi totale di tutte le restrizioni antivirus è stata rinviata «almeno fino alla fine di luglio o all’inizio di agosto», ha annunciato nei giorni scorsi il governo. «Lo sviluppo rimane positivo», ha spiegato il primo ministro Erna Solberg in conferenza stampa, aggiungendo che il governo aspetterà di vedere come la variante Delta influirà sulla situazione. Si teme - ha detto - che una riapertura troppo rapida aumenterebbe «il rischio di una quarta ondata nella popolazione non vaccinata, nei gruppi che hanno ricevuto una sola dose e nei gruppi vulnerabili con un fragile sistema immunitario». La Norvegia, dove l’epidemia di Covid-19 è rimasta abbastanza sotto controllo, doveva allentare le restrizioni il 18 giugno, riservandosi una verifica tre settimane dopo ma il governo ha deciso di concedersi più tempo.

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