Progetti

La ripartenza di Giancarlo Aneri punta sull’amaro Anerissimo e sul prosecco bio

Un combinato tra erbe aromatiche, grappa di prosecco Aneri e il caffè di “è Tricaffè”. Previste 25mila bottiglie il primo anno

di Giorgio dell'Orefice

L’amaro Anerissimo a base di grappa di Prosecco, erbe e caffè

3' di lettura

La ripresa e la ripartenza saranno dolci, dolcissime, al punto che sarà necessario mitigare con un amaro. È quanto ha pensato Giancarlo Aneri che sta per lanciare Anerissimo, l’ultimo nato della famiglia Aneri, celebre etichetta di vini veneti dal Prosecco all’Amarone su tutti.

Anerissimo è un amaro prodotto dall’infusione alcolica di 40 erbe aromatiche combinata in una ricetta esclusiva con Grappa di Prosecco Aneri e il caffè “è Tricaffé”.

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«Un prodotto – spiega Giancarlo Aneri – che unisce l’intera nostra offerta, che spazia infatti dai prodotti della vigna al caffè. In realtà si tratta di un progetto che doveva vedere la luce un anno fa e che per i motivi che tutti conoscono è rimasto nel cassetto. Mi ero ripromesso che l’avrei riproposto appena intravedevo una prospettiva rosea e quel momento penso proprio sia arrivato».

Anerissimo è un amaro in cui note di genziana e rabarbaro si fondono con sentori balsamici ma in cui emerge un caratteristico retrogusto di caffè. La sua media gradazione alcolica (29°) lo rende ideale – servito freddo – a fine pasto, ma anche nei cocktail. Sarà commercializzato in bottiglie da 500 cc (per il primo anno saranno sul mercato 25mila bottiglie, numero che si prevede raddoppi l’anno successivo) e sarà nei 160 punti vendita della catena di supermercati Unes a partire dal 22 aprile.

Le aziende di Giancarlo Aneri hanno la caratteristica di essere ai vertici in Italia per lo standing della propria clientela: non si contano i casi di capi di Stato e di Governo che hanno accompagnato le proprie cene con le etichette del produttore veneto. Fanno parte del gruppo la Aneri vini, rilevata 27 anni fa e che oggi produce circa 600mila bottiglie l’anno, in primo luogo Prosecco e Amarone, ma anche Gewurtztraminer, Pinot bianco e Pinot nero; e poi la produzione di caffè realizzata nella torrefazione in Toscana rilevata da 30 anni, che ammonta a 170mila chilogrammi l’anno.

«Abbiamo tutti sofferto molto in questi mesi – aggiunge Aneri – ma ora si intravede davvero una forte voglia di ripartenza. Un desiderio che forse in Italia ancora non si coglie appieno ma che in altri Paesi è già evidente. Proprio in questi giorni è accaduta una cosa che non avveniva da mesi: ho ricevuto due ordini. Uno dagli Usa per il caffè e l’altro da uno dei miei clienti più affezionati, il ristorante italiano Stresa di Parigi dove in molti non cominciano la cena se non con il Prosecco Aneri. Voglio accompagnare questi primi segnali positivi con due grandi progetti che guardano al futuro: da un lato l’Anerissimo e dall’altro Prosecco bio Leone, dal nome del mio nipote di tre anni, e che sarà sul mercato quest’anno in circa 80mila bottiglie».

Due progetti quindi per brindare alla stagione di ripartenza che non riguarderà solo la riapertura di bar, ristoranti e alberghi. «Non sarà vera ripartenza se non coinvolgerà anche i viaggi e il turismo – conclude Giancarlo Aneri –. Sono abituato a viaggiare per il mondo tutto l’anno e quest’anno di confinement come dicono a Parigi ci ha confermato che i rapporti personali sono insostituibili. Mi sbaglierò, ma ho la sensazione che solo in un incontro a quattr’occhi con i buyer si riesce a raggiungere il 100% dei propri obiettivi di business mentre con i webinar, tanto in voga in questi mesi, a malapena si raggiunge il 20 per cento».

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