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La ripartenza del mondo del fitness passa dall’innovazione

Dal 2 al 5 giugno la fiera del settore in Romagna; le attese per il settore sono improntate alla prudenza. Intanto i centri sportivi rimodulano le proposte di abbonamento

di Marika Gervasio

(ZANI)

2' di lettura

Resilienza e capacità di innovare è la via di uscita dal tunnel della crisi causata dalle chiusure forzate per centri sportivi, palestre e piscine imposte dalla pandemia per le aziende del settore fitness e benessere che si preparano per RiminiWellness, l'appuntamento alla fiera di Rimini di Italian Exhibition Group dal 2 al 5 giugno.

Venti milioni di italiani fanno sport

Secondo l'Istat, nella prima metà del 2021 sono stati oltre 20 milioni gli italiani che hanno praticato attività fisiche in modo continuativo o saltuario. La percentuale è scesa al 34,5% della popolazione rispetto al 2020, quando si era arrivati al record del 36,6%. Nel 2019 eravamo invece al 35%. I praticanti sono stati in massima parte adulti. L'indagine rileva, infatti, che c'è stato un forte calo tra i ragazzi, in particolare della fascia 11-14 anni scesi dal 68 al 54,8%. La ripresa post lockdown ha determinato anche una lieve riduzione dei cosiddetti sedentari, che dal 35,2% del 2020 è scesa al 33,7% del 2021. Infine, fa più attività fisica chi ha un titolo di studio più elevato: i laureati nella fascia 25-44 anni sono al 58,3% rispetto al dato medio di 43,4 e, in quella 45-64 anni, sono al 51 rispetto al 33,7%.

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La situazione post-Covid

Secondo un'indagine effettuata dall'Anif, l'Associazione nazionale degli impianti sportivi e del fitness, la situazione post Covid (dati marzo 2022) evidenzia come il 28,4% delle strutture - palestre, piscine e centri sportivi - supera il 75% degli abbonamenti attivi rispetto al 2019; il 39,2% va dal 50 al 75% del periodo pre covid. I fatturati del primo trimestre di quest'anno, rispetto ai primi tre mesi del 2019, sono diminuiti del 50% nella metà dei centri, del 25% nel 34,4%. Per quanto riguarda le previsioni, per i prossimi mesi le attese restano improntate alla prudenza. Per questo, quasi il 70% dei centri ha rimodulato le formule di abbonamento accorciandole anche su base mensile, al fine di renderle più accattivanti e convenienti per la clientela.

Professionisti del fitness

In base ai dati Fif – Federazione Italiana Fitness, in Italia gli istruttori di fitness propriamente detti, cioè quelli dotati di un titolo (laurea o diploma) sono circa 70mila. A questi si aggiungono quanti svolgono attività di istruttore senza disporre di diploma, portando così il numero totale stimato a circa 100mila unità. Nelle palestre e impianti sportivi, il 20,36% degli istruttori, dei personal trainer e dei tecnici è in possesso di una laurea triennale in scienze motorie, il 6,53% è in possesso di una laurea specialistica, il 12,06% è uno studente di scienze motorie, il 15,51% è sprovvisto di laurea, ma ha comunque seguito un corso di formazione di tipo non universitario, il 27,33% è privo di laurea ma ha seguito più di un corso formativo non di tipo universitario, il 18,21% non ha mai seguito neppure un corso di formazione, ma effettua aggiornamenti occasionali.


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